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Blera CRONACA
Micaela Merlino

Se il cane è il migliore amico dell’uomo… allora dobbiamo amarlo e prendercene cura!

E’ ciò che fa da molti anni l’Associazione di volontariato Animalista “La voce del cane” di Viterbo. Tra le attività più impegnative svolte dall’Associazione c’è quella della sensibilizzazione, sia presso le Amministrazioni locali viterbesi sia presso i cittadini, circa l’importanza della prevenzione del randagismo. “Non è facile la prevenzione al randagismo se proprio chi deve monitorarlo e gestirlo non lo fa in modo adeguato e spesso, anzi, ignora anche il vero significato di questa parola”, afferma la Presidentessa Margherita Speranza. “Spesso i Comuni non sanno neppure quanti animali di loro proprietà sono degenti presso i canili con cui hanno stipulato una convenzione, e sono in arretrato persino con i pagamenti delle rette per la degenza.

La scarsa conoscenza del problema o, peggio, l’indifferenza, le quote non erogate nei tempi stabiliti, le lungaggini della burocrazia, le “dimenticanze” non sono prive di effetti collaterali, anzi generano situazioni difficili, a volte drammatiche. Infatti in queste condizioni diventa sempre più difficile, ad esempio, mantenere in vita strutture nelle quali sono ospitati cani e gatti. “E’ quello che sta accadendo ad un piccolo canile del viterbese”, continua M. Speranza, “che presto sarà condannato a chiudere per non essere più in grado di sostenere nè le spese che permettono il mantenimento dei cani e dei gatti ospitati, né quelle per i lavori di manutenzione necessari per essere a norma di legge. Ma questo non può e non deve diventare una giustificazione, per non prendersi più cura del benessere dei nostri amici animali”.

E’ ovvio che situazioni difficili del genere, non fanno altro che creare ulteriori problemi di non facile soluzione: se il canile chiuderà i battenti, dove potranno essere ospitati gli animali? Ed anche ammesso che trovino un’altra sistemazione, non è una mancanza di sensibilità nei loro confronti strapparli da un ambiente di persone che li amano, e che se ne prendono cura? Non è un destabilizzare, forse irrimediabilmente, l’equilibrio psico-fisico da loro faticosamente raggiunto, a fronte di esperienze di vita difficili e spesso traumatiche, vissute prima di essere accolti nella struttura?

Chi si preoccuperà con eguale dedizione alla loro salute e al loro benessere? “Questi animali sono abituati a uscire tutti i giorni dalle loro gabbie, così possono distrarsi, camminare, correre, come è giusto che sia”, dichiara M. Speranza. “E’ molto importante per loro vivere in un contesto di persone che si prende cura di loro con tanto affetto, come fanno i volontari dell’Associazione che dirigo, ed è altresì necessario che durante il giorno abbiano i loro spazi di libertà”. Non c’è immagine più triste e crudele di un cane, o un gatto, chiusi in una gabbia, magari per anni…

La chiusura del canile significherebbe la fine di questo piccolo “paradiso” nel quale gli animali, in attesa di essere adottati da qualche famiglia, possono vivere dignitosamente e serenamente. Non è giusto, anzi in un paese civile è moralmente deprecabile, che siano sempre i poveri ed indifesi animali a pagare sulla propria pelle le conseguenze di situazioni di confusione, ritardi, indifferenza.

Per questo un altro versante nel quale l’Associazione è molto attiva è, appunto, quello delle adozioni, per le quali non solo ha fatto molto, ma addirittura è riuscita a compiere miracoli. Tante persone hanno deciso di prendere in casa propria cani e gatti ospiti del canile, e questo dimostra che ci sono molte persone sensibili e di buon cuore, che vogliono condividere con gli animali la propria esistenza, perché si può ben dire che il loro affetto è veramente “per sempre”.

Tuttavia nella struttura ci sono ancora animali che, se essa chiuderà, rischiano davvero di essere “deportati” in altri luoghi, di perdere l’amicizia dei volontari che li assistono, di rompere irrimediabilmente quei legami di affetto ormai stabiliti. Perché, al contrario di quanto semplicisticamente molti pensano, anche gli animali hanno una intensa vita emotiva, cioè provano le stesse emozioni di noi umani, gioia, tristezza, delusione.

Anzi sarebbe il caso di dire, se la storia biologica si intende come “evoluzione”, che siamo noi esseri umani ad avere le stesse emozioni degli animali. L’Associazione “La voce del cane” dà veramente la parola agli animali, rivolgendo un appello a tutte le persone di cuore e di coscienza: aiutiamo i nostri amici del canile, scongiuriamo la sua chiusura!

Per far ciò è necessario reperire fondi, e i volontari hanno perciò organizzato una iniziativa lodevole: “Uniti per uno scopo comune…il benessere dei nostri amici animali!”. Domenica 23 ottobre a Blera (VT) si svolgerà un pranzo di beneficenza, con un ricco menù di prodotti tipici locali, per una raccolta fondi da destinare interamente a questa causa. L’appuntamento è presso l’Associazione “Ritrovo del nonno fantino”, strada Blerana.

Un’occasione per fare un concreto gesto di solidarietà nei confronti dei nostri amici a quattro zampe, per conoscere i volontari e per trascorrere una piacevole giornata in compagnia. Un’occasione, anche, per dimostrare che non è vero che certe situazioni vanno vissute ed accettate come fatalità, che non è vero che all’indifferenza e alla mancanza di sensibilità non c’è rimedio.

Servono esempi forti di solidarietà, bisogna mandare messaggi positivi, insomma bisogna continuare ad essere ottimisti. Insieme si può, anzi, insieme si deve. Per maggiori informazioni circa l’iniziativa (pranzo di beneficenza euro 18,00 adulti, euro 10,00 bambini) e per prenotazioni: Lidia 346/2163757; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.www.lavocedelcane.eu/ www.lavocedelcane.org

Micaela Merlino

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