Viterbo CRONACA Che cosa ci vuoi fare, caro Lupo Solitario, siamo purtroppo figli e nipoti del ’68

 

LUPO SOLITARIO – Leggiamo, sulla stampa locale, un articolo a firma di Lupo Solitario, nel quale si evidenzia, con tanto di foto a corredo, l’uso abusivo delle piazze della nostra città per il parcheggio delle auto.

Per la precisione viene evidenziato il parcheggio effettuato in Piazza Fontana Grande. Lupo Solitario ha perfettamente ragione.

Ci chiediamo come mai certa stampa locale, usa a pubblicare le foto dei vari dirigenti e funzionari addetti all’ordine pubblico ad ogni pie’ sospinto, abbia mancato in questa occasione di provvedere in merito come di consueto.

Che cosa ci vuoi fare, caro Lupo Solitario, siamo purtroppo figli e nipoti del ’68: le tue sono solo alcune delle innumerevoli prove. Purtroppo esse costituiscono anche il “biglietto da visita” della nostra città e, in ultima analisi, anche nostro.

QUESTA POI… - Leggiamo ancora sulla stampa locale che Viterbo vuole prepararsi a concorrere per “Capitale Italiana della Cultura”… e come ? ci chiediamo… con la “monnezza” esposta ovunque? Cioè a dire sia nella città sia nei dintorni della stessa? Con un servizio di raccolta che non funziona, così come non funziona il servizio di polizia urbana? Tanto per citarne due….

E’ cultura questa? E’ civiltà?  Che cosa è? … forse non è nemmeno istruzione,  e meno che mai educazione.

Ma forse il sindaco, distratto dalla sua attività di privato cittadino, voleva dire “coltura”, perché come coltiviamo noi la “non cultura” non la coltiva nessuno.

Ci viene in mente il grande “Albertone” che cantava … “ma ‘ndo vai... se la cultura non ce l’hai!”... Ricordate?...

 

E’ BENE PRECISARE – In riferimento alla baccaionata che precede, naturalmente per gli adolescenti e i preadolescenti, che magari non ci leggono, riportiamo, sinteticamente, quanto si legge sul vocabolario della lingua italiana “Treccani” sotto le voci “cultura” e “coltura”, in modo che non possano fare confusione, convinti, come siamo, che i ragazzi vanno rispettati:

cultura s. f. … L’insieme delle cognizioni intellettuali che una persona ha acquisito attraverso lo studio e l’esperienza, rielaborandole peraltro con un personale e profondo ripensamento così da convertire le nozioni da semplice erudizione in elemento costitutivo della sua personalità morale, della sua spiritualità e del suo gusto estetico, e, in breve, nella consapevolezza di sé e del proprio mondo...

coltura s. f. … Coltivazione, intesa genericamente come complesso dei lavori campestri…o  allevamento di animali… ivi compreso lo scopo di studio…

ROMA: MARINO, IL QUESTORE, IL PREFETTO E GLI OLANDESI – Sempre a proposito di cultura, Il sindaco di Roma, Marino, si chiede dove erano il Questore ed il Prefetto di Roma quando alcuni scalmanati olandesi si abbandonavano a compire, a Roma, atti vandalici,  danneggiando anche la famosa “Barcaccia”.

Marino, Marino, hai provato a chiederti se il Questore era occupato nelle indagini (né poche né semplici) sulle malefatte interne al tuo Comune e se il Prefetto era occupato a cancellare certi “matrimoni” cui nel tuo medesimo Comune si è dato vita?

Se Marino pensasse a risolvere problemi anziché a crearli, probabilmente altri organi dello Stato, avrebbero più tempo a disposizione per fronteggiare adeguatamente situazioni improvvise, imprevedibili ed impreviste e, da parte di certe persone, financo inaspettate.

Marino, Marino, “a buon intenditor poche parole”, dice un proverbio… “poi se a te ti ci vuole un papiro”…

 

AGORA’ – Non ci riferiamo alla trasmissione televisiva che porta il nome di “Agorà” (“agorà” vuol dire “piazza”) , ma all’ Agorà viterbese che ha letto la denuncia fatta, attraverso la stampa locale, da Gianluca Di Prospero sulle “anomalie” verificatesi nella scelta della nuova Macchina di Santa Rosa.

Ebbene che cosa penserà questa “Agorà” di casa nostra di queste esternazioni?

Non esprimiamo giudizi in merito perché non abbiamo “sentito tutte e due le storie”, in ossequio ad una forma di giustizia, ed aspettiamo le repliche della controparte e le motivazione dei giudici.

Repliche e motivazioni che la stessa stampa locale non avrà difficoltà a pubblicare.

Siamo sicuri che arriveranno perché, come dice un proverbio, “chi tace acconsente … se ha la volontà e la possibilità di parlare”, e “costoro” non solo hanno la possibilità, ma anche il diritto ed il dovere di parlare, ai Viterbesi, naturalmente…

 

ARRIVANO I TUTORS – Leggiamo sulla stampa locale che “arrivano i tutor”, cioè a dire che verranno installati sulle nostre strade delle apparecchiature in grado di rilevare la velocità media tenuta da un autoveicolo in un determinato tratto di strada per modo che si possa sanzionarlo qualora abbia superato i limiti massimi di velocità ivi consentiti.

Paladino dell’evento un assessore provinciale del quale non facciamo il nome in ossequio alla riservatezza o privacy che dir si voglia.

Senza girarci intorno diciamo subito che, a nostro sommesso avviso, sono soldi buttati, e cerchiamo di spiegarlo attraverso un esempio, perché è proprio quella “velocità media” che non ci convince.

Supponiamo che uno di questi marchingegni venga posto su un tratto di strada, lungo due chilometri, sul quale non si possa superare la velocità media di 60 chilometri orari.

Questi due chilometri, cioè, non potranno essere percorsi ad una velocità media superiore ai 60 chilometri orari senza incorrere nell’ infrazione teorizzata. Se, invece, la velocità media tenuta risulterà inferiore l’utente avrà tenuto una velocità di guida nei limiti della norma. Orbene la velocità media rilevata dal tutor rivelerà se un utente della strada ha superato la velocità consentita o meno.

Supponiamo ancora che un utente compia il primo dei suddetti due chilometri alla velocità media di 30 chilometri orari: quale sarà la velocità massima che potrà tenere nel percorrere il secondo chilometro per rimanere nella media prescritta? Potrà andare più forte di 60 chilometri orari, non c’è dubbio, ma quale sarà la velocità massima che potrà raggiungere per non superare i 60 chilometri di media generale e rimanere nei limiti del consentito?

Provate a risolvere questo problemino, all’apparenza banale. La risposta alle prossime “Baccaionate”. 

Nel frattempo ricordate che gli incidenti, generalmente, capitano in una frazione di secondo ed in uno spazio molto limitato.

Se volete potrete inviare la vostre risposte alla redazione de “La Città”: a noi, oltre alle vostre, gentili lettori, piacerebbe avere anche la risposta dell’assessore interessato.

CHIUDIAMO IN BELLEZZA, CHE’ E’ MEGLIO -  Chiudiamo in bellezza ed anche in dolcezza, che è meglio. Dopo aver letto su “La Città” il pensiero in libertà di Barbara Pasqualini sulla frittelle di S. Giuseppe e l’altro articolo sulle medesime prelibatezze di Patrizia Labellarte, ci è venuta un'idea: perché non far sfidare a singolar tenzone dolciario la dolce Barbara con la altrettanto dolce Patrizia.

La redazione de “La Città” farà “volentierissimamente” da arbitro. Appuntamento, dunque, a "Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo." c/o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. nei dintorni del 19 marzo.

Caro direttore che ne dici?

Sono d'accordo con Baccaione, importante è che sia Barbara che Patrizia ce le facciano assaggiare (ndd).

 Baccaione