Viterbo CRONACA DELLA FARFALLINA In primo piano solo l'organo genitale femminile dipinto realisticamente. Coubert rifiutava la pittura accademica
di Emanuela Dei

L'origine du monde (L'origine del mondo) è un dipinto olio su tela di Gustave Courbet del 1866
La farfalla, l'alberta, la giacinta, la mona, la papera, la pafonza, la topa, la tuffola, la vulva e la zuzzera.
Roberto Benigni in un notissimo sketch con Raffaella Carrà in Fantastico del 1991, snocciolava tutti i possibili nomi e cognomi degli organi riproduttori del genere umano.
“Ma che c'avete in mezzo alle gambe voi donne?” continuava mettendo in agitazione la sua interlocutrice. Bè questa domanda se la sono fatta in molti. E in molti hanno cercato di darsi una risposta. Nel 1866 Khalil Bey, diplomatico turco e ambasciatore dell'impero ottomano ad Atene commissionò al pittore francese Gustave Coubert proprio il ritratto dell'alberta per la sua collezione di dipinti erotici.
Una donna dorme a gambe aperte, niente vesti, forse per il gran caldo. In primo piano solo l'organo genitale femminile dipinto realisticamente. Coubert come Manet rifiutava la pittura accademica e i suoi nudi lisci e idealizzati.
L'audacia di questo nuovo linguaggio però non escluse il legame con la tradizione pittorica veneziana. La pennellata calda e sensuale e la raffinatezza delle tonalità ambrate richiamano l'arte di Tiziano, Veronose e il Correggio.
“L'origine del mondo” ora è esposto al Musèe d'Orsay a Parigi. Ricordiamo che anche il celebre filosofo e psichiatra Jacques Lacan lo ebbe in casa e solo a pochi lo faceva ammirare dopo una ricca cena.
Dove risiede la differenza tra arte e pornografia?
Certo, nell'Ottocento, la fotografia era ancora in fase sperimentale, l'affidarsi alla pittura o al disegno era l'unico modo per fissare un'immagine davanti a propri occhi. Se poi si commissionava il progetto ad un'artista egli, attraverso la sua tecnica e sensibilità, la rendeva arte. L'opera di Coubert è un omaggio a chi ci ha generato e ci genera, permettendo la continuazione della specie. È un 'omaggio alla donna che è la sola a poter procreare in modo da svelare il mistero della creazione.
Ed è per questo il motivo che, poco tempo fa, un insegnante francese decise di postare questo quadro sul suo profilo Facebook. Peccato, però, che il software, facendo automaticamente l'analisi dell'immagine, classificò quello che vedeva come pornografia.
I computer non hanno cuore e tanto meno gusto. Hanno migliaia di nozioni stipate dentro le loro ram, ma non hanno la capacità di discernere un quadro dell'Ottocento da un film porno.
La bellezza e la complessità di quest'opera vennero classificati come pornografia, e il povero sventurato si vide bloccare il suo account. Ma stiamo parlando di francesi, e lo scorso 22 gennaio, il professore ha denunciato l'abuso al tribunale di Parigi mettendo in discussione la politicy di Facebook.
Immediatamente l'avvocato americano ha tentato di arginare il problema dicendo che la legge francese non ha giurisdizione su un'azienda con sede in California.
L'alta Corte di Parigi non si è fatta spaventare e ha fissato la prossima udienza al 22 maggio.
“È la prima vittoria di Davide contro Golia” ha dichiarato l'avvocato dell'insegnante Stephane Cottineau: “La decisione farà giurisprudenza per altri social media e giganti di Internet che usano i loro quartier generali all’estero, soprattutto negli Stati Uniti, per evadere la legge francese”.
In questo mondo dove sembra esser tutto uguale e privo di qualità c'è chi ancora continua a difendere e rimarcare la differenza tra tradizioni, storia, arte e gusto.
Emanuela Dei
