Soriano nel Cimino CRONACA Ci scrive il sindaco Fabio Menicacci

Il sindaco Fabio Menicacci
La mia amministrazione si è insediata il 16.5.2011.
Chi oggi chiede spiegazioni e scelte partecipate dimentica di essere stato al Governo del nostro paese dal momento in cui è iniziata la questione EDILFARM fino a quando essa si è conclusa processualmente in senso negativo per il Comune.
I FATTI:
10.6.1976: il Comune di Soriano nel Cimino stipula con la ditta EDILFAR SPA un contratto che prevedeva la cessione di terreni di proprietà comunale in località San Venanzio alla stessa Ditta che in contro partita si impegnava a costruire (entro due anni) un fabbricato ad uso gerontocomio in località Sardinello (terreno sul quale il Comune vantava un diritto di superficie vincolato alla realizzazione del gerontocomio) ed alcune opere idrauliche (entro sei mesi dalla consegna dei terreni) in località Bandite a Sant’Eutizio e a San Venanzio.
La società EDILFARM SPA si limita a realizzare la struttura in cemento armato del gerontocomio e non prosegue più i lavori.
5 aprile 1982 Il Comune diffida la Società ad adempiere al contratto stipulato nel 1976 a cui non viene dato corso. In considerazione di ciò in data 6.6.1983 citò in giudizio la EDILFARM SPA richiedendo la risoluzione del contratto per grave inadempimento ed il risarcimento del danno.
Il Tribunale di Roma con sentenza 16597/1994 respinse le richieste del Comune e accolse la riconvenzionale di EDILFARM SPA e condannò il Comune a pagare, quale danno patito dalla società, la somma di 2 miliardi di lire più le spese legali perché il terreno di San Venanzio, ceduto in permuta, era inedificabile per la presenza del vincolo idrogeologico.
Il Comune propose appello adducendo che il vincolo non comportava la inedificabilità ma la sola necessità di ottenere un nulla osta da parte dell’autorità amministrativa competente che non era mai stato negligentemente richiesto dalla EDILFARM SPA. Con sentenza 711/1999 la Corte di Appello dichiarò risolto il contratto stipulato dal Comune e dalla società EDILFARM SPA il 10.6.1976 per inadempimento della società e condannò la stessa società a pagare le spese di causa.
In data 19.7.1999 la EDILFARM SRL (non più SPA) propose ricorso alla Corte di Cassazione. Il Comune si costituì in giudizio e la Corte di Cassazione con sentenza 1872/2002 annullò la sentenza 711/1999 e la EDILFARM SRL in liquidazione in data 11.2.2003 riassume la causa nel giudizio di rinvio presso la Corte di Appello.
La Corte d’Appello con sentenza 3131/2005 notificata in mani del Sindaco il giorno 6.12.2005, in accoglimento del principio di diritto enunciato dalla Corte di Cassazione condannò il Comune al pagamento per inadempimento alle obbligazioni negoziali di €. 1.942.000 oltre interessi legali dalla pubblicazione della sentenza (12.7.2005) al soddisfacimento del credito.
La sentenza all’epoca, anche se appellabile, era ESECUTIVA ( cioè la somma di cui sopra doveva essere pagata subito) e come tale ai sensi dell’art 194 del Testo Unico degli Enti Locali, con delibera del Consiglio Comunale, avrebbe dovuto essere stata oggetto di apposito riconoscimento di debito fuori bilancio e come tale essere iscritta con le relative coperture finanziarie.
ATTIVITA’ QUESTA CHE NON E’ STATA EFFETTUATA. DI TALE OMISSIONE ANCORA NON SE NE CONOSCONO LE RAGIONI E I MOTIVI. In data 28.6.2006, a mani del Sindaco, fu notificato un primo atto di precetto nei cui confronti non fu fatta opposizione.
Il Comune presentò ricorso in Cassazione contro la EDILFARM SRL e la controparte si costituì in giudizio quale EDILFARM SPA (già SRL, già SPA). La Cassazione con sentenza 15081/2012 rigettò il ricorso del Comune confermando cosi le statuizioni della sentenza 3131/2005 con cui si condannava l’Ente comunale al pagamento della somma di cui alla stessa sentenza.
In considerazione di ciò la sentenza 3131/2005 è oggi divenuta cosa giudicata e pertanto inoppugnabile.
In data 6.12.2013 il Comune riceve un secondo atto di precetto che non ha avuto seguito. In data 10.11.2014 è stato notificato un terzo atto di precetto a cui in data 9.2.2015 è seguita la notifica di pignoramento presso la Tesoreria comunale.
A questo punto visto il risultato negativo per il Comune, dopo aver sentito altri studi legali, ho tolto il mandato all’avvocato che da sempre seguiva l’Amministrazione.
E’ necessario sottolineare che con la sentenza della Cassazione del 2012 il giudizio era bello che concluso con evidente compressione di ogni spazio di manovra difensiva. Nonostante ciò ho percorso varie ipotesi transattive, peraltro tutt’ora in corso, ma…. trattare con una controparte che vanta un credito di 2.384.000 € non è facile, anzi…. : attendiamo volontari dotati di illuminate conoscenze, non solo giuridiche, al fine di consentirci di addivenire ad una soluzione, tra le tante paventate, che risolva il problema nel modo più vantaggioso possibile per l’Amministrazione ed i cittadini di Soriano. In tale ottica sarà mia cura e preoccupazione mettere sul piatto della bilancia della transazione ancora in essere, ogni ragione che possa spostare l’asse della stessa dalla parte del Comune e dei cittadini di Soriano.
Tali ragioni in via esemplificativa, salvo miglior verifica e fattibilità, possono essere individuate nella restituzione del terreno, nella eventuale demolizione dello scheletro o utilizzazione dello stesso anche con diversa o medesima destinazione d’uso pubblico nonché eventuali responsabilità professionali di chi ha tutelato le ragioni dell’ente e di eventuali illeciti penali commessi da parte della società EDILFARM in ordine alle varie trasformazioni della stessa durante il procedimento (ipotesi peraltro fatte presenti in una conferenza dei capi gruppo circa un anno fa).
Per amor del vero è opportuno rappresentare alla cittadinanza che nel frattempo, per la PRIMA VOLTA, questa amministrazione grazie alle adottate delibere SEMESTRALI di impignorabilità ( peraltro a conoscenza di tutti i consiglieri) ha messo al riparo le entrate dell’Ente e gli stipendi dei dipendenti in forza dell’art. 159 del TUEL.
PERCHÉ TALI PROVVEDIMENTI NON SONO STATI ADOTTATI AL MOMENTO DELLA NOTIFICA DELLA SENTENZA ESECUTIVA DEL 2005 E NEGLI ANNI IMMEDIATAMENTE SUCCESSIVI?
Credo mi siano concesse alcune riflessioni insieme a Voi concittadini:
Non sembra troppo facile, ora, evidenziare il rischio di pregiudicare la vita amministrativa del Comune mentre per anni si è rimasti inoperosi e si è taciuto sull’incommensurabile rischio che gravava sulla testa di tutti i sorianesi? Quanti assemblee pubbliche o consigli comunali aperti si sono svolti dal 2005 in poi o anche prima per portare a conoscenza della cittadinanza il problema?
Mi risulta nessuno e a voi cittadini? Perché in tutti questi anni non si sono tentate mediazioni o soluzioni che avrebbero evitato l’attuale deficitaria situazione?
Ritenete che vi siano responsabilità di chi, negli anni, mi ha preceduto nell’amministrazione dell’Ente?
Cari concittadini, nel ringraziarvi per aver dedicato parte del vostro tempo alla lettura del manifesto che per l’importanza dell’argomento trattato non è certamente andato sprecato, desidero comunicarvi, come sempre, che non lascerò nulla di intentato al fine di definire la problematica ivi trattata con la migliore soddisfazione possibile degli interessi di Noi Tutti.
Il Sindaco
Fabio Menicacci
