Viterbo CRONACA L'impegno di tutti è quello di creare una sinergia tra strutture, operatori, istituzioni e famiglie.

 

Dall'Ottobre 2014 a Marzo 2015 si è svolto presso l'istituto Giovanni Merlini per i primi due incontri, e successivamente al cinema Trieste di Viterbo, il corso di formazione per educatori professionali A piccoli passi.

Da un'idea della dottoressa Maria Elisa Berti Calabrò, responsabile del Movimento Nidinsieme attivo a Viterbo dal 2010.

Il corso si proponeva di studiare le modalità di inclusione di bambini portatori di handicap negli asili nido e discutere le altre questioni afferenti. Hanno collaborato specialisti di settore come psicologi, pedagogisti, logopedisti, esperti di disturbi dell'apprendimento.

Un corso ad ampio respiro che ha fornito validi approcci a situazioni con cui gli operatori si trovino ad interagire. Bambini con disabilità, spettro autistico, difficoltà familiari o di interlocuzione con gli apparati istituzionali responsabili.

Fra le necessità emerse dagli incontri quella di una formazione continua, di elevata qualità per quanto più ampia possibile.

È emersa anche la necessità di un coinvolgimento intenso in merito a risorse umane e materiali, coinvolgimento che spesso finisce schiacciato fra le solite questioni burocratiche e finanziarie.

È emersa infatti una questione importante : non bisogna risparmiare sulla formazione e sull'educazione in quanto è un investimento sul futuro di tutta la società.

A chiudere il corso si è tenuta il 16 Marzo 2015, un'appassionata T avola Rotonda, occasione di confronto fra i partecipanti al progetto e una rappresentanza delle istituzioni. (Per la verità più esigua di quanto sperato).

Gli operatori hanno espresso desiderio di un coinvolgimento maggiore da parte delle amministrazioni locali, una migliore regolamentazione delle attività e delle responsabilità, una dotazione finanziaria, logistica e strumentale adeguata ad un settore della società che dovrebbe e potrebbe essere d'avanguardia invece che dimenticato nelle retrovie.

Il nido è il primo gradino del sistema formativo non un parcheggio a pagamento part time. Il nido è la prima occasione di socializzazione e per questo deve poter essere quanto più inclusivo possibile.

Tra i presenti al tavolo di confronto, la responsabile del Movimento Nidinsieme, pedagogista di ampia esperienza, la dott.ssa Maria Elisa Berti Calabrò che ha detto: "Bisogna spiegare come la professionalità sia un qualcosa che si conquista di continuo, essa non è né deve essere improvvisata".

A seguire la dott.ssa Rosa Maria Purchiaroni esperta di disturbi specifici dell'apprendimento e cordinatrice del nido del comune di Viterbo, la quale ha sottolineato l'importanza di una buona prevenzione e adeguata diagnosi nel rilevare eventuali anomalie nello sviluppo del bambino.

Di seguito conciso intervento della dott.ssa Lorena Bracaglia, pedagogista esperta di counseling, sull'esigenza che ci sia di attuare strategie buone per comunicare bene con i bambini e le loro famiglie.

A concludere le considerazioni degli esperti, brevi riflessioni dello psicologo, il dottor Pietro Cecchetti sull'importanza del gioco per il bambino. Egli ha detto :" Noi possiamo essere profondamente diversi a seconda del bambino che abbiamo di fronte. È importante far sentire il bambino competente per quello che sa fare".

In rappresentanza del consigliere regionale Riccardo Valentini, la dott.ssa Lucia Catanesi che nel suo intervento ha detto: "La buona politica deve seguire i percorsi che occorrono alla collettività. La Regione Lazio sta investendo molto sugli asili, sulla formazione, sui servizi sociali. Anche da parte vostra ci vuole sinergia, comprensione".

Incisivo durante il dibattito l'intervento dalla platea del professor Massimo Palumbo, responsabile del reparto di Pediatria dell'ospedale Belcolle di Viterbo.
Egli ha espresso il bisogno che gli asili nidi abbiano di norme legislative chiare e precise. In particolare :

Che cos'è un asilo nido?

Come dev'essere strutturato?

Come dev'essere fatto all'interno degli spazi idonei?

L'impegno di tutti è quello di creare una sinergia tra strutture, operatori, istituzioni e famiglie.

Questo per migliorare il livello dei servizi garantiti nell'interesse soprattutto dei bambini, affinché la lettera h non sia più lettera muta, ma suoni come voce di un sistema che includa tutti.

Virginia Duranti
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