Viterbo CRONACA Non conosco Fersini, conosco però molto bene Salvatori che stimo e apprezzo
di Lutor (Luigi Torquati)
Fabrizio Fersini
Abbiamo letto delle dimissioni dell’Assessore Fersini e dei giudizi poco simpatici di alcuni consiglieri della stessa maggioranza.
Successivamente, sono apparse dichiarazioni di dispiacere ed inviti al ripensamento da parte di Panunzi, Serra, Michelini e, addirittura, Santucci dell’opposizione.
Il commento che mi ha più colpito è stato quello di Renzo Salvatori, Presidente delle ACLI, che scrive: “… il ritiro di un amministratore onesto, puntiglioso, trasparente, impegnato con passione e grande senso di responsabilità e che ha agito spesso “contro corrente” per coerenza ai suoi principi etici, non può essere festeggiato! E’ una perdita per la politica: di quella con la “ P” maiuscola”.
Non conosco Fersini, conosco però molto bene Salvatori che stimo e apprezzo; di conseguenza, se Renzo ne parla bene, sono con lui e il dubbio che avevo, dovuto alla decisione di Michelini di rimandare la sostituzione a dopo le elezioni provinciali, è aumentato: forse, non si tratta solo di “motivi di salute”.
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Sono arrivati in Comune 3 milioni e 78mila euro. Si tratta dei soldi che la società che fungeva da Esattoria aveva riscosso, ma non versato nelle casse comunali e sembra che ce ne siano altri da riscuotere. Non vanno a coprire il buco dei 3 milioni e rotti di rosso che il Comune avrà per il 2015 per mancati contributi statali e altro, considerato che quelli arrivati erano già iscritti in bilancio come credito da riscuotere.
In conclusione, il “buco” resta e non si sa come coprirlo: verrà in mente a qualcuno che basterebbe stornare il 50% del gettone di presenza, per avere la possibilità di coprire “’sto buco” e, forse, anche un po’ di quelli che troviamo sulle strade?
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Ma senz’altro la soluzione ce l’ha Ricci. Il primo aprile saranno consegnati i lavori per i varchi e l'infomobilità, quindi, presto, ci potrà essere un cospicuo introito di contravvenzioni, specialmente se ci saranno automobilisti distratti.
Basta vedere quello che è successo sulla Nepesina con il Tutor messo dalla Provincia: duemila infrazioni in una settimana. E pensare che la Provincia aveva sbandierato la notizia a destra e a manca specificando, tra l’altro, che la presenza del Tutor era segnalata in maniera molto evidente.
La distrazione è brutta e, in questi casi, costa pure cara.
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L’Assessore Ricci si è subito preoccupato della grave situazione che, causa il mal tempo, si era creata sulla strada Cuculo e ha dato inizio ai lavori, terminati in pochissimo tempo. Il Circolo città di Viterbo “Unione della Tuscia” si è lamentato dei lavori dicendo che “sono stati portati a termine in modo raffazzonato, senza creare o pulire cunette dove era necessario ed evitando quasi accuratamente di realizzare giuste pendenze di scolo delle acque piovane” e che “il macco (vedi nota) proveniente da più di una via secondaria laterale, rende scivolosa la carreggiata”. Frequentatore settimanale della suddetta strada, sono andato stamani ad accertarmi: è vero, lavori fatti male; si sperava in qualcosa di meglio.
Del resto il detto viterbese “contenti e cojonati” è una costante in tutte le decisioni del Ricci, qualsiasi assessorato detenga.
(Spiegazione per i poco acculturati come me): Macco: Roccia sedimentaria del Lazio, porosa e leggera, costituita da sabbia debolmente cementata con resti di fossili di molluschi, ecc. (Devoto-Oli)
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Siamo ormai ad Aprile e ancora stiamo leggendo delle difficoltà per la stagione Termale. Il Comune dice una cosa, i Sindacati un’altra, è ancora in essere il ricorso al TAR della Gestervit. Dalle ultime notizie, sembra che il Comune voglia fare comunque dei lavori immediati.
Certo è che appare necessario e urgente decidere qualcosa di concreto, considerato che ci sono in ballo posti di lavoro a rischio.
Non si può più aspettare, altrimenti si rischia che coloro che dovranno fare le cure termali se ne vadano altrove. Magari ad Orte?
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Si è aperta la competizione “Provincia”. Sembra che i due candidati maggioritari siano Mazzola, Sindaco di Tarquinia, per il PD e Bartolacci, Sindaco di Tuscania, per Forza Italia.
Due candidati senz’altro validi: Mazzola sembra aver fatto bene al mare, così dicono di Bartolacci per la campagna. I numeri, considerati gli attuali votanti, sono per Mazzola, ma niente si può dare per scontato, specialmente quando si tratta del PD, dove insistono anime contrapposte in ogni occasione.
Bisogna dunque attendere l’esito, anche perché i partiti minori non si sono espressi in maniera chiara, principalmente l’UDC che ci sta pensando.
Si continua sempre a credere di poter cambiare il mondo con pochi spiccioli. Contro questi due colossi, altri nominativi non servono: scegliete il meno peggio che credete tra i due e facciamo ‘sto benedetto Presidente (a che servirà?).
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Ho smesso di interessarmi di calcio da un bel po’ di tempo; rimango fedele ai colori “Granata” e “Gialloblù”, ma non seguo più alcuna partita nonostante i solleciti dei miei amici, in special modo di Mario Cipolloni. Proprio oggi ho letto una rubrica a cura di Clemente Mimun in cui il giornalista diceva: “II calcio italiano è proprio nel pallone. Ad esempio, quando si scorrono le formazioni delle partite del campionato di serie A, che ormai occupano l'intero fine settimana, con conseguenze non irrilevanti perfino negli equilibri familiari, si trovano raramente nomi di calciatori italiani. Se poi si va a leggere la classifica dei cannonieri si resta basiti: dei primi dieci bomber solo tre sono made in Italy e tutti ultratrentenni.
A leggere le formazioni e la classifica dei cannonieri, si capisce perché la nostra Nazionale non brilli. Ed è un peccato, perché i talenti crescono anche nel Belpaese.”
Ecco, essendo soltanto un pubblicista e, per giunta, non in attività, non mi posso chiamare collega di Mimun, però non solo mi sento collega, ma addirittura antesignano per il suo pensiero: quelli che cita sono i principali motivi che mi hanno allontanato dal calcio.
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Altra cosa interessante, a mio giudizio, è una delle dichiarazioni rilasciate in un’intervista da Roberto Giacobbo, giornalista, scrittore, autore radiofonico e televisivo e conduttore di Voyager su Rai 2. In merito all’ora legale, ci dice: “Secondo una ricerca pubblicata su una rivista scientifica inglese, una maggiore quantità di luce influirebbe sul buonumore. Un altro studio sostiene che la maggiore quantità di luce a disposizione aumenterebbe anche le capacità cognitive.
In conclusione, ribadendo che le ore di luce naturale sono quelle stabilite dalla natura, con o senza ora legale, per vivere più luce e goderne i vantaggi, basterebbe semplicemente alzarsi quando sorge il sole e, magari, riposarsi quando tramonta, sia d'estate che d'inverno. Un po’ come fanno le galline: vuoi vedere che alla fine hanno ragione proprio loro?”
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Due settimane or sono, visto l’articolo di presentazione su “La città”, con mia moglie siamo andati a vedere lo spettacolo teatrale “Hanno spaso ‘na chiacchiera” presentato dalla Compagnia dei Casaioli di Vetralla.
Non eravamo in molti, per la verità, ma vi assicuro che ci siamo divertiti nel vero senso della parola; abbiamo fatto delle risate così di cuore che pensavamo fossero scomparse dal nostro intimo; abbiamo passato due ore serene che ci hanno fatto riconciliare non solo con il mondo, ma anche con noi stessi.
Ho letto, sempre sul nostro giornale, che stasera ci sarà la replica di un altro loro spettacolo: “L’occhiaticcio”; di conseguenza, tenuto anche conto di ciò che dicevo del calcio, io me ne rivado a vedere la Compagnia dei Casaioli, nella speranza di poter avere altre due ore di serenità infinita e pura.
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Chiudo, rivolgendomi a “So tutto io”: mi dispiace di non essere stato il provocatore del suo ritorno; la mia immodestia pretendeva di più, ma mi accontento, anche se la “colpa” del suo intervento è da ascriversi al nostro Direttore. Mi accontento perché, oltre alla sua rampogna al Direttore, ha fatto anche dei commenti straordinari dovuti al mio sollecito.
Per la verità, devo dire che sulla pubblicazione del dipinto “L'origine du monde” di Gustave Courbet, la penso come lei.
Non sono d’accordo con il Direttore su quella foto, né sul commento che ha fatto su quanto da lei scritto: “è stata una vera e propria provocazione, per far sì che persone come Lei si "scandalizzassero" dinanzi a così ambita parte del corpo femminile. Ambita, sì, da qualsiasi uomo”. E ancora “Il senso del buon gusto, a cui Lei fa riferimento, non mi è mancato, perché la pittura di quel bel pube ha stimolato in me curiosità delicata, piacere visivo, felicità del cuore, sollievo dell'anima, profumo ambito e... speranza di vederne una uguale”.
Caro Mauro, mi rivolgo direttamente a te, a tutto c’è un limite. Certo, per noi maschietti quella è una parte ambita, non si discute, ma un conto è vederla in maniera volgare su una foto o dipinto che sia, altro è vederla ……. al naturale. Mi piacerebbe sapere che ne pensa Orietta, tua moglie e quali ripercussioni ci sono state.
Capisco benissimo che a 64 anni si speri ancora di vederne una uguale e ti assicuro che, anche quando ne avrai 76 come me, ancora spererai come faccio io; soltanto non è di buon gusto metterlo in piazza, ci potrebbero definire “depravati”, mentre invece siamo solo “illusi”.
E ritorno a lei egregio “So tutto io”. Non entro nel merito dei suoi giudizi, non mi compete, posso condividerli o meno, ma non rischio prese di posizione. Due cose voglio però precisare: in merito alle “Baccaionate” lei scrive che “la rubrica dovrebbe avere uno stile che non ricordi troppo le “Sassate in piccionaia” del Torquati”.
Non vedo attinenza; tutti coloro che nella stessa pagina o rubrica come la vuol chiamare, scrivono di più argomenti, hanno all’incirca gli stessi metodi. Chi li suddivide con asterischi come faccio io, chi li evidenzia con le prime parole in grassetto come fa Baccaione, chi usa altre soluzioni.
In effetti ci assomigliamo per forza di cose tutti quanti; l’importante è dire cose concrete e giuste.
Seconda considerazione: continuo a pensarla come sempre in merito all’anonimato: non mi piace!
Lutor
