Roma CRONACA Quattro relatori hanno analizzato il concetto di contaminazione/mutazione di linguaggi, culture e stili

 

Giovedì  26 marzo nella nuova Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti di Roma si è tenuto il convegno “Territori Contaminati”, una riflessione e confronto sul concetto della contaminazione delle idee analizzato nei differenti campi: dall’antropologia culturale all’arte, al teatro fino alla scenografia.

I lavori sono stati aperti da un intervento della direttrice Tiziana D’Achille che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa capace di favorire un confronto tra differenti punti di vista coinvolgendo non solo studiosi e docenti ma anche  i numerosi studenti che hanno partecipato all’iniziativa.

Nello specifico, quattro relatori hanno analizzato, sotto differenti punti di vista, il concetto di contaminazione/mutazione di linguaggi, culture e stili. Due teorici come Vitaldo Conte (docente di Storia dell’Arte Contemporanea e Arte per la Terapia) e Lidia Reghini (docente di Antropologia Culturale) hanno affrontato il tema della trasformazione dal concetto di identità  mutante (Reghini) fino alla ferita simbolica (Conte).

A questi interventi d’estrema attualità sono seguiti quelli relativi al teatro  presentati da  Stefano Piacenti (docente di Storia dello Spettacolo) e da Carlo Bozzo (docente di Scenografia): entrambi si sono confrontati  sull’idea dell’evoluzione teatrale fino a trattare, attraverso metafore, l’esaltazione del vuoto (Bozzo) inteso come elemento vitale sia nella vita che nell’azione scenica.

Il convegno è stato un momento di scambio tra culture ed esperienze affrontando i temi del contemporaneo e le sue contraddizioni affermando l’idea di trasformazione e mutazione presente nelle esperienze  dal teatro all’arte, dalla critica alla scienza intese oggi  non più come fratture, diversità, ma piuttosto come unità tra culture dialoganti.

 M. Lucrezia D’Attilia