Viterbo CRONACA Ma tralasciando i diverbi tra maggioranza e opposizione, ormai sempre più ridicoli e controproducenti, la realtà che dovremmo vedere è un’altra
di Diego Galli

Con l’arrivo del festival della cultura digitale che prende il nome Medioera, Viterbo ricorda a tutti il suo potenziale nascosto: ovvero quello di avere la fortuna di ospitare alcuni degli eventi culturali, folkloristici e hi-tech più importanti d’Italia, come Caffeina, il trasporto della Macchina di S. Rosa e il sopracitato Medioera, il quale ci accompagnerà fino a domenica, dando il via alla stagione più viva del nostro caro capoluogo.
Proprio di questi tempi si parla di cultura, riferendosi con particolare attenzione alla candidatura di Viterbo come prossima Capitale della Cultura con tanto di progetti dedicati (molti di questi criticati a prescindere).
Ma tralasciando i diverbi tra maggioranza e opposizione, ormai sempre più ridicoli e controproducenti, la realtà che dovremmo vedere è un’altra, ovvero quella della serie di eventi culturali che già coinvolgono la nostra città ma che sono totalmente sottovalutati.
Viterbo ha la fortuna di poter vantare una serie di appuntamenti quali Caffeina, Ludika, San Pellegrino in Fiore, il trasporto della Macchina di Santa Rosa e per l’appunto, Medioera.
Anche se la bella stagione è quest’anno iniziata in pompa magna, con l’arrivo di Viterbo Antiquaria ospitata presso il Palazzo Papale, si continua a rimanere ciechi ed inermi davanti ai problemi che in realtà coinvolgono la maggior parte di questi eventi, ovvero la loro troppo poca pubblicizzazione, la quale dovrebbe essere presa molto più seriamente dall’amministrazione comunale.
Il concetto è semplice: Viterbo è già da se “culla della cultura” ma troppo spesso dimostra di esserlo solamente per i suoi stessi cittadini e basta, al massimo per i residenti dei comuni confinanti.
Ma il buon esempio quest’anno è arrivato con l’ottima pubblicizzazione della presenza della Mostra Antiquaria, che ha infatti attirato a se turisti provenienti da paesi più lontani al nostro Palazzo Papale.
Perché quindi non emulare questo bel modello? Perché non prendere spunto dall’impegno che coinvolgerà questi giorni, come da sei anni a questa parte, gli ideatori di Medioera, poi di Caffeina e poi ancora delle altre attività che ci accompagneranno fino all’autunno?
Siamo sempre stretti nella morsa del dubbio della mancanza di fondi, dei buchi presenti nel bilancio e dalla paura che questo, o quell’evento non si terranno ma basterebbe poco, basterebbe condividere e fare informazione per avere tanto di più.
La verità è che Viterbo è già capitale della cultura. Ma in pochi ne sono a conoscenza.
Diego Galli
