Orte CRONACA Questa problematica è nota ormai da molto tempo e porterà alla nomina di un commissario ad acta

“Finalmente anche nel nostro Comune di parla del tema, ormai noto a tutti, del Servizio Idrico Integrato e della Società Talete”.
Così inizia Massimo Dionisi, dell’Associazione Facciamo per Cambiare parlando del problema.
“Lunedì pomeriggio il Consiglio Comunale si riunirà su convocazione della maggioranza per discutere di questi argomenti e la cosa ci interessa particolarmente poiché si parlerà non solo del servizio idrico ma soprattutto del denaro che i cittadini di Orte dovranno pagare nell’immediato futuro per un servizio essenziale ovvero l’utilizzo dell’acqua pubblica.
Per capire di cosa parliamo occorre fare un breve passo indietro che permetta di comprendere meglio la problematica.
Si parla per la prima volta di Servizio Idrico Integrati (SII) in Italia nella cosiddetta legge Galli, recante Disposizioni in materia di risorse idriche. Nel 2006, un decreto legislativo recante norme in materia ambientale abroga la legge Galli e ridefinisce il servizio pubblico integrato come “costituito dall'insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue” che “deve essere gestito secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità, nel rispetto delle norme nazionali e comunitarie”.
A seguito di tale decreto vennero attuati i procedimenti volti a dargli corso ma, a livello locale, spesso disattesi.
Senza entrare in tecnicismi possiamo affermare che la diversa sensibilità amministrativa di molti Sindaci del viterbese (tra cui l’ex Sindaco di Orte), aventi l’obbligo di adempiere alle citate norme, ha fatto si che il sistema del Servizio Idrico Integrato non funzionasse a regime e pertanto il planning tariffario della società che incaricata della gestione – in questo caso Talete appunto che ricordiamo partecipata da rappresentanti dell’amministrazione pubblica provinciale tra cui i sindaci di alcuni comuni del viterbese, invece di trovare conferma in sede di bilancio, si trova dal 2006 od oggi, in forte dissesto economico per vari milioni di euro.
Una sentenza a Sezioni Unite della Corte di Cassazione del 2013 afferma, in un caso diverso ma simile, che gli Enti facenti parte di società che con modelli di gestione definiti in house qualora attraverso le loro inadempienze facciano derivare dei danni, sono responsabili per essi per la quota parte.
Nel caso del Servizio Idrico Integrato qualora trovasse applicabilità la disposizione della Suprema Corte, la responsabilità oggettiva sarebbe in capo ai singoli Comuni inadempienti, Orte compreso. Questo significa che l’obbligo giuridico di aderire al Servizio Idrico Integrato e quindi al gestore unico Talete potrebbe portare i Comuni morosi a pagare, ognuno per la propria quota parte, le proprie inottemperanze: di riflesso pagheranno i cittadini”.
Prosegue Dionisi:- “Questa problematica è nota ormai da molto tempo e porterà alla nomina di un commissario ad acta da parte del Presidente della Regione Lazio, secondo caso dopo quello delle proprietà ex-GEPRA nel nostro Comune”.
