Bolsena CRONACA In primo luogo è inevitabile chiedersi come sia possibile che un patrimonio di così alto valore ambientale e storico-artistico, sia ancora lasciato senza alcun veroprogetto di pianificazione territoriale

Per saperne di più leggi l'articolo del 2014 di Caterina Berardi, su Radiogiornaleweb, la stessa che ha iniziato la campagna per salvare l'Isola Bisentina, clicca qui

 

L'Isola Bisentina

La campagna  per “salvare” l’isola Bisentina (#saveisolabisentina) lanciata in questi giorni sulla rete con un appello al ministro Franceschini è certamente da sottoscrivere e speriamo che ottenga dei risultati.

Altrettanto opportuno però è fare delle considerazioni ulteriori sulla vicenda che riguarda l’isola (e anche la Martana) e in generale sulle “contraddizioni” dell’intera area del lago di Bolsena.

In proposito, in primo luogo è inevitabile chiedersi come sia possibile che un patrimonio di così alto valore ambientale e storico-artistico, e principalmente le isole, sia ancora lasciato senza alcun vero e globale progetto di pianificazione territoriale e valorizzazione economica e quindi di risorsa occupazionale. L’ultimo programma di tal genere è stato il Sistema museale che risale a circa trenta anni fa.  

Più volte ho tentato, attraverso i mezzi disponibili, di richiamare l’attenzione su questo tema sollecitando i sindaci ad avviare un piano comune per il lago di Bolsena da finanziare con fondi europei e, per questo obiettivo, continuo ancora a sostenere che la fruibilità delle isole del nostro lago sia un elemento molto importante per lo sviluppo dell’economia turistica dell’intera area.

Le amministrazioni locali – sostenevo allora e ripeto ora - devono puntare a costruire reali e consistenti opportunità di crescita per il rilancio del turismo e dell’economia  puntando con coraggio su progetti forti e innovativi: opere di tutela ambientale (collettore e depuratore), una vera pista ciclabile attrezzata circumlacuale, percorso  archeologico e catacomba di Bisenzio, recupero dell’abitato medievale di San Lorenzo Vecchio sulla Francigena, museo subacqueo del “Gran Carro”  tra Bolsena e Montefiascone (di cui esiste già un progetto), palazzo delle Tradizioni e del Gusto della Tuscia nella struttura ex Colonia “Concetti”, ecc. 

Il caso dell’isola Bisentina, ma anche della Martana con il percorso di Amalasunta, è purtroppo emblematico della realtà immobile e improduttiva che caratterizza il lago di Boslena: ci  si mobilita giustamente per salvarne il patrimonio storico-artistico, ma in realtà da anni quest’isola così affascinante, che ancora ha anche le “acque territoriali”,  è chiusa al pubblico e alle visite guidate.

Non si tratta di “togliere” la proprietà ad alcuno, soltanto di rendere un bene culturale di tale valore un’opportunità per il territorio e per tutta la collettività, che in vario modo nel corso dei secoli ha contribuito a realizzarlo. 

Credo che un’apertura al pubblico per visite guidate, controllate e “accompagnate” da idonei servizi, o per manifestazioni culturali, sarebbe un fondamentale elemento per l’offerta turistica della zona: oggi ci si avvicina all’isola soltanto con imbarcazioni private e qualche sbarco avviene in maniera furtiva.

Fatte tali considerazioni, senz’altro sarebbe opportuno che il Ministero per i beni culturali intervenisse e che al tempo stesso si stipulasse un accordo con le proprietà per garantire forme di tutela  e fruizione con sostenibili e moderne finalità produttive.

 Antonio Quattranni