Viterbo CRONACA A SASSATE E’ vero che basta andare sul sito aziendale per conoscere i dati dell’intera provincia e delle varie sorgenti, ma...
di Lutor (Luigi Torquati)

 

Incominciamo dalla ASL, questa meravigliosa azienda, perlomeno stando ai proclami che leggiamo sui comunicati stampa che trasmette, che non ci dà più notizie confortanti circa l’arsenico presente nell’acqua che beviamo.

E’ vero che basta andare sul sito aziendale per conoscere i dati dell’intera provincia e delle varie sorgenti, ma siamo certi che l’intera popolazione sappia visionare tale sito che, tra l’altro, manca di quel piccolo rettangolino con a fianco la dicitura “Cerca”, tanto utile per trovare le notizie?

Personalmente, poi, mi pongo un’altra domanda: sappiamo tutti da quale sorgente arriva l’acqua nelle nostre case?

Io, ad esempio, non lo so, forse perché abito in una “località”, distante dal paese e quindi, sottoponendomi ad una spesa per me non indifferente, ho fatto analizzare la mia acqua attraverso la rivista “Altro Consumo” e il risultato (vedi foto) è stato che non posso usare questo bene primario perché il parametro relativo all’arsenico è di 23,1.

Se vado sul sito della ASL e cerco le varie sorgenti del comune di Vetralla, non trovo alcuna sorgente che si avvicini al risultato in mio possesso. Troviamo, però, che a Vetralla, su 14 punti sorgivi, ben 9 superano i limiti dell’arsenico previsti dal D.Lgs.31/2001.

Allora, perché Zingaretti si è vantato tanto per la pressoché totale dearsenificazione? L’assessore regionale Refrigeri (beato lui che risparmia i soldi del frigorifero), perchè ha inneggiato alla Regione ed al suo presidente per la potabilità dell’acqua? E perché il consigliere Panunzi ha fatto altrettanto?

In conclusione ancora non posso fare il caffè come Michelini, in compenso Talete applica gli aumenti sull’acqua non potabile.

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Secondo punto: sempre ASL. Il mio medico di fiducia, in occasione di una mia richiesta di ricetta, mi ha comunicato che la mia esenzione era scaduta il 31 Marzo e pertanto, avendone ancora diritto, avrei dovuto rinnovarla. Dato uno sguardo al mio CUD, visto che non esistono, purtroppo, miglioramenti di sorta, mi sono recato alla ASL, dove mi hanno fatto compilare un’autocertificazione confermandomi l’esenzione.

Domanda ingenua: trattandosi di una autocertificazione di esenzione per motivi di reddito, perché la scadenza è al 31 Marzo? Sarebbe più logico fissare la scadenza il giorno dopo di quella della dichiarazione dei redditi; saremmo senz’altro più tranquilli.

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Terzo punto: ancora ASL. Considerato che per 50 metri sono cittadino vetrallese, mi sono recato per il rinnovo esenzione di cui sopra alla ASL di Vetralla dove, qualche volta, devo anche andare per usufruire di alcuni controlli sanitari.

I locali sempre inadeguati, con alcuni ambulatori dove l’umidità regna sovrana, notevole il flusso di persone, sia per gli uffici amministrativi che per gli ambulatori.

Qualche tempo fa, ebbi modo di parlare del parcheggio ridotto un colabrodo e, proprio su questo giornale, il 4 febbraio, una lettrice ha inviato due foto delle buche piene d’acqua, lamentando non solo il parcheggio, ma anche l’igiene che esiste entrando con le scarpe fangose negli ambulatori.

Approfittando della giornata di sole, ho fatto anche io delle foto. Manca l’acqua, ma ammirate che cosa è, comunque, il parcheggio.

Tra l’altro non esistono parcheggi, come prescrive la legge, riservati agli invalidi, senz’altro più necessari davanti ad una struttura sanitaria che in una pubblica via.

In compenso, un bel cartello avverte che la “pavimentazione” è sconnessa”. Non sapevo che le buche fossero definite “pavimentazione”.

 

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 E passiamo al Comune di Vetralla. Al primo punto di queste sassate, chiedo lumi alla ASL sull’acqua che arriva nella mia casa e che “dovrei” usare. Ma certamente non ignoro che il primo e vero responsabile della situazione arsenico è il mio comune, che dovrebbe provvedere, unitamente alla Regione, a far rientrare nei limiti giusti i vari componenti dell’acqua.

La prima legge che ha definito le acque pubbliche, disciplinandone l'uso secondo criteri di salvaguardia dell'interesse generale, il regio decreto 2644 del 10 agosto 1884, individuava i criteri in base ai quali una risorsa dovesse essere considerata pubblica. Soffermiamoci appena sulla legge storicamente importante per il settore idrico cioè il R.D. 27 luglio 1934, n. 1265 - cd. Testo unico sulle leggi sanitarie, che istituiva l'obbligo, a carico dei Comuni, isolatamente oppure organizzati in consorzi volontari, di essere forniti di acque pure rendendo così l’approvvigionamento idrico e il servizio idrico universale, a favore cioè di tutti i cittadini, un vero obbligo di legge.

Ed arriviamo alla legge praticamente tutt’ora in vigore ovvero, la legge "Galli" n.36 del 5 gennaio 1994 che stabiliva: “Tutte le acque superficiali e sotterranee, ancorché non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà”.

Un aspetto particolarmente innovativo della legge fu la disposizione dell’unicità della gestione del servizio idrico integrato, che include sia l'approvvigionamento, la potabilizzazione, l'adduzione e la distribuzione della risorsa idropotabile, sia la raccolta delle acque reflue, sia ancora la loro depurazione e restituzione all'ambiente.

Il quadro normativo è stato ridefinito dal D.Lgs 152/2006, Testo Unico Ambientale, di recepimento della direttiva quadro sulle acque. Tale decreto ha abrogato la L. 36/94 e molte altre leggi del settore come la 183/89, conservando tuttavia l'impostazione giuridica imposta da tali leggi, compresa la competenza regionale.

Dopo tutto questo dire “Wikipediano” non mi rimane che fare due domande al Comune di Vetralla: cosa pensa di fare al fine di ripristinare valori normali di arsenico alle 9 sorgenti su 14 che hanno tutt’ora un limite superiore? (Tre Croci, addirittura 36). Mi dite, per favore, Pian di San Martino da che sorgente è servita?

 

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Sempre per il Comune di Vetralla. L’Amministrazione non crede che possa essere un atto di partecipazione utile e gradito aiutare a risolvere il terzo punto citato per la ASL? Il parcheggio per gli ambulatori riguarda, per la maggioranza dei casi, utenti di Vetralla per cui anche una sistemazione del piazzale si può classificare come opera di urbanizzazione a favore della collettività.

 

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E proseguo con il Comune di Vetralla o meglio con il Sindaco, ovvero quel Sandrino Aquilani che da anni svolge il mestiere di primo cittadino. Già in passato ho parlato della località Pian di S. Martino dove abito e dicevo (scusate se faccio copia e incolla):

“Quando nel 1987 sono venuto ad abitare in località Pian di S. Martino, c’erano una decina di abitazioni sparse qua e là e i servizi comunali erano del tutto assenti; oggi sono oltre cinquanta le famiglie che abitano in zona, ma i servizi, ad eccezione del ritiro dell’immondizia, sono sempre gli stessi: assenti.

All’epoca il vecchio proprietario della casa, al momento di concludere la compravendita, mi disse che l’urbanizzazione della località sarebbe stata fatta in breve e che il Comune avrebbe preso in carico le strade, fatto l’illuminazione, le fognature, ecc. ecc. come, del resto prevede la Legge.

Dopo tutti questi anni la situazione è cambiata di poco: per avere la strada asfaltata dalla Cassia fino al mio cancello, con altri due proprietari abbiamo tirato fuori, a suo tempo, un milione di lire ciascuno; sono state presentate tante proteste (nel 2010 c’è stata anche una riunione nella sala consiliare del Comune, con circa cinquanta persone, alla presenza dell’ex sindaco Marconi) e minacciate denunce per la mancata presa in carico delle strade, con relativa denominazione e numerazione civica (abitavamo tutti a Loc. Pian di S. Martino s.n.c.) anche per l’impossibilità di dare indicazioni precise ad eventuali mezzi di soccorso.

Dopo un lungo silenzio, nel 2013 sono stati dati nomi alle strade e numeri civici; c’è il servizio di raccolta rifiuti, compresa quella differenziata, ma con il vecchio sistema (anni fa è stato impiantato un aggeggio per la raccolta differenziata, ma è rimasto lì, inutilizzato; una spesa risultata superflua).

A tutt’oggi, l’urbanizzazione è nel mondo dei sogni, non c’è né delibera di giunta, né un esame da parte della commissione consiliare competente; insomma non esiste un programma di completamento della lottizzazione.

Sono anni che Sandrino Aquilani fa il Sindaco a Vetralla, ha fatto un breve intervallo di un paio d’anni con Marconi, poi, al momento opportuno, c’è stata la crisi e, caso eccezionale, ma non tanto, ancora una volta cinge la fascia tricolore. In tutto questo periodo non si è mai interessato a Pian di S. Martino; forse lo conosce solo perché è abitato dal famoso ex Presidente della Provincia, nonché ex proprietario di tutto il comprensorio, Delle Monache?

In compenso però, paghiamo le tasse regolarmente, anche se in maniera strana. Dopo che sono rimasto vedovo, mi sono risposato (anche in quella occasione abbiamo ricordato al Sindaco Sandrino che esisteva Pian di S. Martino) con una signora che aveva già una figlia; io e mia moglie abitiamo nel mio appartamento al piano terreno, la figlia abita nell’appartamento acquistato appunto da mia moglie, al piano superiore. In conclusione, siamo tre persone. La TARES ci è stata calcolata per tre persone al piano terra e sempre per tre persone al piano superiore; è un miracolo come quello della moltiplicazione dei pani e dei pesci: da tre siamo diventati sei.

L’IMU viene considerata per il piano superiore come prima casa, mentre per il piano terra è applicata come seconda casa. E’ vero che la colpa è anche mia che non ho mai provveduto alla suddivisione del nucleo famigliare, ma pensavo che la situazione fosse chiara. Adesso, anche se ci sono volute più visite all’anagrafe, dovrebbe essere chiaro che si tratta di due appartamenti distinti, abitati da due nuclei famigliari ugualmente distinti.

Altra chicca del Comune di Vetralla è stata la TOSAP. Non appena dato il nome e la numerazione alle vie, è scattata la richiesta della tassa sui passi carrabili, addirittura sanzionando i cinque anni precedenti di mancato pagamento!

Vorrei sapere dal Sindaco: se si richiede una tassa per il suolo pubblico, evidentemente le strade sono a carico del Comune, ma allora è stata fatta l’urbanizzazione ed io non l’ho mai saputo? Se è avvenuta perché non pulire le strade? Perché non mettere l’illuminazione? Perché non verificare e completare l’impianto fognante?

Se invece, come senz’altro è, l’urbanizzazione ancora giace, si può pensare che il Comune riscuota con la TOSAP degli euro che non gli spettano? Si potrebbe considerare un indebito arricchimento?”

Evidentemente ciò che ho scritto non è stato mai letto o, quantomeno, non è fregato niente a nessuno; la situazione è sempre uguale e non mi rimane che trovare il tempo per informarmi se la mancata lottizzazione possa considerarsi una omissione di atti dovuti, legalmente perseguibile e provvedere.

Lutor