Viterbo CRONACA La nostra Santa è arrivata a Milano e da quello che ci dice l’assessore Barelli, tutto fila liscio e presto sarà tutto completato
a cura di Lutor (Luigi Torquati)

Purtroppo, devo andare a Belcolle minimo due volte a settimana e ogni volta ammiro l’efficienza, o meglio, la sollecitudine con la quale si provvede a rendere più agevole il percorso.

Quello che vedete nella foto è un piccolo danno alla griglia per lo scolo dell’acqua, sono mesi che deve essere riparato e si è costretti a girare al largo facendo molta attenzione ai veicoli che escono, specialmente per quelli diretti a S. Martino.

Già prima del guasto, la griglia avrebbe dovuto essere rialzata a livello del piano stradale, visto che provocava un bel sobbalzo alle auto e alle ambulanze, con grande piacere degli ammalati.
Considerato che, anche se all’acqua di rose, mi sento cristiano e, di conseguenza, non auguro ad alcuno di star male e doversi recare in ospedale, spero che a Belcolle ci sia presto qualche inaugurazione, in modo che quella genia che conta e decide, si possa rendere conto del danno e provvedere.

*  *  *  *  *

Stesso discorso vale per la strada Cassia Sud, dove all’altezza dell’ingresso per l’Agenzia delle Entrate, da settimane esiste questo piccolissimo danno che costringe gli automobilisti ad uno slalom, sempre con il pericolo di collisione con chi discende.

Si tratta veramente di una stupidaggine e non si capisce che cosa serva per ripararlo in quattro e quattr’otto. Senz’altro non ci sono costi eccezionali da deliberare, con pochi euro tutto si risolve, eppure niente, si perde solo tempo a mettere cartelli e transenne.
Chi se ne frega degli utenti, già sono abituati alle varie buche e ai vari selci divelti; un disagio in più o in meno non conta.

*  *  *  *  *
Parliamo di cose più importanti. Terme dei Papi: lavoratori che rischiano il posto, acqua mancante, disdette di cure termali, oltre centomila euro perduti, mancato introito anche per ristoranti e albergatori, pozzo di S. Valentino forse non riparato a dovere, acqua termale che si disperde nei campi, flusso per le Terme: meno di un terzo del necessario.
C’è da aggiungere qualcosa? Soltanto la conferma della negligenza con la quale viene amministrata la città.

*  *  *  *  *
La nostra Santa è arrivata a Milano e da quello che ci dice l’assessore Barelli, tutto fila liscio e presto sarà tutto completato. Fiore del cielo già fa la sua bella figura ed è ammirata da tutti.
Sono previste gigantografie con le immagini dei Facchini, davanti e da un lato, mentre sull’altro lato e dietro, saranno applicati i simboli Unesco e del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa. Ci saranno, poi, durante l’esposizione i video del trasporto e della città.

Speriamo che chi ha fatto i video sulla città sia stato attento ad evitare le infinite transenne esistenti e la visione delle strade colabrodo, così come speriamo che non abbia messo in mostra la dicitura “Città Termale” considerato che stiamo buttando all’aria anche questa possibilità.
Ma, senz’altro, saranno state messe in debita evidenza le nostre bellezze artistiche, la nostra storia, i nostri bellissimi palazzi, il periodo papale, la sale dove nacque il conclave, le nostre chiese con le loro opere d’arte e, perché no, la nostra aspirazione ad essere la città della cultura.
Viterbo merita di essere conosciuta, speriamo che, nel frattempo, i nostri amministratori sappiano migliorarla.

*  *  *  *  *
A questo punto mi piacerebbe sapere che cosa vanno cercando Mecarini, Rossi e il Sodalizio dei Facchini. Il Comune di Viterbo, attento come è alla correttezza, all’immagine, al rispetto di chi opera a favore della città, ha previsto delle gigantografie per voi Facchini di Santa Rosa. Che volete di più? Far parte della Commissione? Essere invitati alla partenza della macchina per Milano? Essere presenti, in divisa naturalmente, a turno, magari solo il sabato e la domenica, ad expo?
Ci sono le gigantografie, c’è Barelli, siamo a posto.

*  *  *  *  *
Eppure un suggerimento a Mecarini mi va di darglielo. Il 3 settembre non vi presentate, Michelini e soci metteranno su un rimorchio la macchina, tutt’intorno gigantografie di voi facchini, cd con le registrazioni degli ordini vari e via con un bel trattore, con dietro al sedile una gigantografia di Mecarini che guarda la macchina.

*  *  *  *  *
E poi c’è Insogna. Questo egregio consigliere, assessore (si dice) in pectore, parla, anzi straparla, pontifica, replica, vuole chiarire con i facchini e, tra l’altro, farebbe bene. Ma deve essere sincero e confermare che lui è uno di quelli che i facchini non li vogliono, in commissione, alla partenza della macchina per Milano, ecc. Lui, ammetta che è uno di quelli che considera i Facchini al servizio della città, come Serra (è la festa di santa Rosa, non dei facchini), come Scorsi che minaccia di togliere ai facchini la chiesa della Pace e la sede del Sodalizio (ma chi sei?), come Tofani (loro la macchina la portano).

Non avete capito un … diciamo tubo. I facchini sono dei volontari che amano prima di tutto Santa Rosa e poi la loro città e se sono orgogliosi di essere Facchini, fanno bene, magari l’avessi potuto fare anch’io. Voi egregi consiglieri, assessori, Sindaco, vi fate belli e vi vantate dietro di loro, dietro la loro fatica, poi, passata la festa un calcio nel ….. e via.

*  *  *  *  *
Cambiamo argomento e parliamo di Tutor. Quel favoloso mezzo messo dalla Provincia sulla Nepesina, sembra che in un solo mese ci siano state 3.500 infrazioni. Cavolo che bell’entrata economica per l’amministrazione, si può già pensare a tappare qualche buca.

Ma Meroi e compagnia, non vi vergognate per niente? Una strada con il limite di 60 Km. orari, ridicolo con le macchine di oggi (come quello dei 90 sulla superstrada a doppia corsia che poi diventa a Terni 110), una strada che, tra l’altro, porta in un ospedale, frequentata da pendolari che vivono combattendo con l’orologio, un tratto dove, al contrario di ciò che è stato affermato, non ci sono stati incidenti gravi (il tratto con incidenti mortali è un altro). Non vi pare il caso di rivedere il tutto, magari aumentando il limite orario?

*  *  *  *  *
E per ultimo, una piccola divagazione ultraleggera, di poca importanza. Mi sembra, se non vado errato, di aver ricevuto io una sassata da un certo Baccaione, che nella sua Baccaionata preliminare (giovedì 23/4) dice: “Ho letto su questo stesso giornale opinioni diverse sul fatto di firmare gli articoli con uno pseudonimo anziché con il proprio nome e cognome”.

E poi aggiunge: “Mi sembra, poi, di ricordare che anche chi adesso spara su coloro che usano uno pseudonimo abbia fatto egli stesso uso di pseudonimi in passato … chi è senza peccato scagli la prima pietra”.
Considerato che, almeno dagli articoli letti fino ad ora, sono stato l’unico a sostenere l’opportunità della firma su quanto si scrive (leggi: coraggio delle proprie azioni), presumo che il riferimento sia diretto alla mia persona.

A questo punto, però, mi serve un aiutino da Baccaione: considerata la mia memoria traballante, per favore, mi vuoi ricordare in che occasione ho fatto uso di pseudonimi? A meno che non si tratti di qualcosa di molto vecchio a firma Lutor, cioè prima di renderne pubblica la  ”traduzione”.

Luigi Torquati