Viterbo CRONACA Meditiamo gente e smettiamola noi per primi di andare a mendicare favori dai politici
di Zampa

Massimo Giletti
In un primo pomeriggio di una di queste domeniche, finalmente primaverili, mentre sbrigo quelle faccende che toccano alle donne anche nei giorni festivi, seguo distrattamente l’Arena di Giletti, che comincia sempre con una carrellata di servizi ed interviste sui comportamenti istituzionali e la gestione dei denari pubblici da parte delle amministrazioni locali.
Mi immobilizzo, con un piatto in mano, quando comincio a sentir sciorinare elenchi di cifre spaventose e, prestando più attenzione, capisco che si parla dei consigli di molti comuni italiani, che spendono numerose centinaia di migliaia di euro all’anno per attribuirsi gettoni di presenza nelle commissioni, il cui numero di convocazioni è spesso più del doppio delle giornate dell’anno solare. Naturalmente, senza che questo riunirsi a oltranza produca qualche effetto positivo per la comunità
Mi rendo conto che sono mesi che Giletti parla di questo argomento e di altre spese folli prive di utilità pubblica e che si collega in diretta con Sindaci, Consiglieri e Presidenti di Consigli Comunali, ricevendo incredibili, sfacciate e puerili risposte, quando non si sente rimandare a responsabilità di altri e dichiarare l’impossibilità di risolvere i problemi sottoposti, adducendo scuse ridicole e spudorate che fanno ribollire il sangue e vergognare per la miseria intellettuale e la mancanza di dignità di quelli che ci dovrebbero rappresentare. Vuol dire che i primi schifosi vigliacchi e opportunisti, siamo proprio noi?
Fortunatamente, come sempre, poi si passa ai casi virtuosi, ma non è che il morale si sollevi molto, perché sembrano dimostrare che i pochi onesti siano talmente soli e disperati da sbagliare le strategie di azione, finendo per delegittimarsi da soli o rischiare la vita.
Cito a memoria alcuni esempi per chi, la domenica, ha di meglio da fare che guardare la TV: a Castelvolturno (CE), il Sindaco, armato di telefonino, ha cominciato a seguire i vigili urbani, filmando e commentando le loro attività, comprese le permanenze nei bar e negli esercizi commerciali, per verificare la sua “sensazione” che alcuni soggetti si dedichino più allo shopping e alle commissioni personali che al servizio pubblico. Confermati i suoi sospetti, ha avviato un’azione giudiziaria nei confronti dei colpevoli, prima ancora di emanare una direttiva correttiva delle procedure del comando della polizia urbana e di avviare le procedure disciplinari interne. Rischia di essere incriminato per un comportamento formalmente scorretto ai sensi della normativa vigente.
In un importante comune della Calabria, di quelli ricchi, con una produzione vinicola di rinomanza nazionale e un discreto valore turistico e archeologico, con i fondi destinati al verde pubblico si finanzia una specie di struttura regionale che mette pochi operai con la zappetta in mano ad arraffazzonare un po’ di pulizia lungo le strade pubbliche mentre i parchi cittadini, compreso quello archeologico, hanno l’aspetto delle discariche abusive, sporchi e con il verde incolto e abbandonato.
In compenso, sono state assegnate zone di verde ad esercenti di attività commerciali e altri, utilizzabili privatamente in cambio dell’impegno di curare il verde. Sono realmente curate, ma anche recintate e chiuse da cancelli e, pertanto, precluse alla cittadinanza.
Al Sindaco di Acireale hanno fatto saltare in aria l’automobile e cercato di sabotarne una seconda. E’ sorvegliato dalle forze dell’ordine perché soggetto ad attentati. Sarà perché ha istituito un programma di verifica delle presenze del personale e richiamato i dirigenti di settore alle proprie precise responsabilità? Perché, ha abolito le automobili di servizio non dedicate ad attività operative istituzionali, partendo della propria?
In un altro comune, il Sindaco si è rivolto ai Carabinieri per i controlli sull’assenteismo dei dipendenti comunali, i soliti che timbrano e poi scompaiono nel nulla o che abbandonano la postazione durante il servizio, vanno a sbrigare le proprie commissioni e poi tornano, con comodo, al loro posto. La questione sollevata è quella dell’opportunità di distogliere le forze dell’ordine dalle proprie competenze ordinarie, per svolgere attività di competenza del capo del personale. E’ forse un modo contorto di evitare, da parte dell’amministrazione politica, la responsabilità sull’atto inquisitorio?
Il dibattito che si scatena in studio, al termine di ogni collegamento esterno, rivela ancora di più la confusione e l’inganno ideologico in cui tutti siamo caduti da decenni.
Una sola voce mi fornisce spunti di riflessione, quella di una deputata che ricorda a tutti che non si deve parlare di nuove leggi che vadano ad impedire le mal gestioni, Lo Statuto degli Enti Locali, in vigore dal 2001 e, nel tempo, rivisitato e corretto, se applicato, è in grado si gestire efficientemente tutte le situazioni di malgoverno rappresentate.
Appunto! Se applicato!
E’ già deplorevole che la politica sia diventata un “mestiere”, oltretutto sfacciatamente privilegiato. Ma che, oltretutto, i privilegiati fingano di ignorare l’obbligo di applicare i dettami dell’ordinamento giuridico per non assumersi sconvenienti responsabilità, è vergognosamente miserabile.
Meditiamo gente e smettiamola noi per primi di andare a mendicare favori dai politici, per poi dover subire un ignobile stato di sudditanza nei confronti anche dell’ultimo usciere raccomandato!
Zampa
