Viterbo CRONACA Chi pagherà adesso quei danni? Domanda retorica ed inutile

 

Angelino Alfano, ministro dell'Interno

Milano come Roma. L’arrivo dei nuovi Lanzichenecchi, a Roma furono i tifosi olandesi, a Milano pochi giorni orso sono, si è trattato invece dei cosiddetti black blok, ha causato danni alla città, agli uffici, ai negozi ed alle utilitarie private.

Ed esattamente oggi come allora, il Ministro degli Interni Alfano si è prodigato e sperticato in lodi e ringraziamenti nei confronti delle forze dell’ordine. Nulla da eccepire. Ci mancherebbe altro! Fatto sta che a Milano come a Roma questi delinquenti abituali e professionali, tifosi o estremisti politici che siano stati o siano, non sono usciti fuori dal nulla, ma a quanto pare, sarebbero stati anzitempo segnalati all’Intelligence italiana dalle forze di polizia dei rispettivi paesi di provenienza.

Dunque, se la calata a Milano dei Lanzichenecchi era prevista come mai non stati presi i necessari provvedimenti? Perché si è lasciato che questi teppisti, esattamente come a Roma, fossero lasciati liberi di mettere in opera le loro scorribande cittadine con i risultati che tutti abbiamo potuto constatare de visu?

Di sirene delle auto della polizia ne abbiamo ascoltate tante durante le immagini disastrose che i vari notiziari ci proponevano, ma mentre quei delinquenti si divertivano a sfasciare di tutto di più, non abbiamo visto all’opera nessun reparto di celerini o carabinieri intervenire contro quei “signori”. Il Ministro dell’Interno ha detto che sono stati evitati guai peggiori. E a chi, di grazia? Forse ai dimostranti? Alle tantissime teste d’uovo o d’asino invitate alla Scala in tocco e lucco? Oppure ai tanti scrocconi dell’Expo?

E chi ha evitato invece i guai a tanti, tantissimi cittadini e commercianti che si sono visti bruciare le auto o sfasciare il negozio? Perfino i locali di una banca e le vetrine di un ufficio postale sono stati danneggiati.

Chi pagherà adesso quei danni? Domanda retorica ed inutile. Come al solito toccherà a pantalone, cioè ai contribuenti. I fermati rischieranno fino a 15 anni di carcere! Sì, come no!!?? Hai voglia a minacciare sulla carta castighi ed altrettanto improponibili pene ai responsabili, che abbiamo visto superbamente inquadrati lungo le vie con i mano mazze e bastoni, come se fossero questi delinquenti i poliziotti deputati all’odine pubblico. In Italia le leggi sono come le grida di manzoniana memoria.

Ma Alfano si accontenta, beato lui, delle sirene!! Quindici anni, rischiano i meschini. Quindici anni… quindici anni… quindici anni…. cantava il ritornello di una canzonetta di moda quando ero un giovane studentello del liceo. Purtroppo è così che va l’Italia. Con Alfano che continua a starsene al suo posto, nonostante, per esempio, quindici giorni dopo gli eventi disastrosi di Roma, la polizia olandese ci avesse dato una favolosa lezione di ordine pubblico, tenendo a bada i possibili scalmanati o tempisti giunti dalla Capitale, fin dal loro arrivo in aeroporto o alla stazione ferroviaria.   

Ora al disastro di Roma, si è aggiunto il disastro di Milano. Ma Alfano resta ancora la suo posto. Così vanno le cose in Italia, abituata alle canzonette ed ai ritornelli, così come alla incapacità professionale, organizzativa e quant’altro di politicanti mediocri, ladri, mascalzoni ed inconcludenti.

Ed io pago, diceva Totò. Ed io pago.

Giuseppe Bracchi