Viterbo PENSIERI IN LIBERTA Era una vera prelibatezza, la gustavo fino all’ultimo morso e raccoglievo poi tutto il rosmarino che restava nella carta!
di Barbara Pasqualini

 

Miei carissimi lettori, ormai sapete che i miei “Pensieri” sono proprio liberi e, a volte, un po’ pazzerelli!


Il percorso che la mia mente ha tracciato quest’oggi da condividere con voi è davvero singolare e scaturisce da una delle mie più consuete azioni quotidiane, guardare la tv!

Qualche mattina fa, infatti, mentre la mia mamma si attardava in cucina per gli ultimi preparativi del pranzo, in sottofondo, in una delle “nostre” trasmissioni preferite, parlavano del rosmarino… e questo ha rievocato in me dolci e aromatici ricordi d’infanzia!

 

Il mio palato ha sempre gradito questa pianta: ancora ricordo quando la nonna materna passava a casa mia, la mattina presto, dopo la sua consueta spesa nel nostro quartiere, e mi portava dei pezzi di pizza bianca croccante, cosparsa copiosamente di profumatissimo rosmarino, affinché la portassi a scuola per merenda!

Era una vera prelibatezza, la gustavo fino all’ultimo morso e raccoglievo poi tutto il rosmarino che restava nella carta! A dire il vero amavo questa spezia anche in altre pietanze, la mia mamma sa usarlo sapientemente in tante ricette ma oggi, da brava curiosa, non mi sono potuta esimere dai miei excursus internettiani, scoprendo e/o riscoprendo che il rosmarino… è molto più di un aroma che si trova al supermercato!

La nonna paterna… docet, ella è da sempre una paladina del rosmarino, a lei quello nelle “boccette” di vetro, che sia triturato o meno, poco aggrada: le piace quello colto nei campi, da seccare poi in casa, a suo piacimento. Ancor oggi, se può, mio zio la rifornisce e, quando ciò avviene, in casa sua si è accolti da quel famigliare, gradevolissimo e intenso odore di questa pianta.

A tal proposito, voi lo sapevate che il rosmarino non andrebbe pulito con l’acqua ma passato leggermente con una pezzuola bagnata? Se lasciate macerare per qualche mese alcuni giovani rami di rosmarino in una bottiglia di olio d’oliva, otterrete un ottimo condimento…questo non lo sapeva nemmeno la nonna! (http://www.hod.it/articolo/123/rosmarino-l-rsquo-erba-del-mare.html)

Mi accompagnate a conoscere un po’ meglio questa pianta che si profila molto interessante sotto ogni aspetto?

http://it.wikipedia.org/wiki/Rosmarinus_officinalis

Il rosmarino (Rosmarinus officinalis, L., 1753) è un arbusto appartenente alla famiglia delle Lamiaceae.

Come ci raccontammo qualche “Pensiero in libertà” fa, la lettera L., posta spesso a seguire delle indicazioni di nomenclatura binomiale nei cataloghi di specie, identifica il cognome dello scienziato Carl Nilsson Linnaeus, divenuto Carl von Linné in seguito all'acquisizione di un titolo nobiliare e noto semplicemente come Linneo, dalla forma latinizzata del nome, Carolus Linnaeus (Råshult, 23 maggio 1707 – Uppsala, 10 gennaio 1778), un medico, botanico e naturalista svedese, considerato il padre della moderna classificazione scientifica degli organismi viventi. Mi permetto di ricordarvelo, se non lo sapete già, qualora qualcuno lo avesse dimenticato (io, ad esempio, non riesco a “interiorizzare” proprio tutte le informazioni che leggo… anche quando m’interessano, a volte, le scordo, ahimè!) o non mi avesse mai seguito prima d’ora!

Originario dell'Europa, Asia e Africa, è ora spontaneo nell'area mediterranea nelle zone litoranee, nella macchia mediterranea, tra i dirupi sassosi e assolati dell'entroterra, dal livello del mare fino alla zona collinare, ma si è acclimatato anche nella zona dei laghi prealpini e nella Pianura Padana nei luoghi sassosi e collinari. È noto in Italia anche col nome volgare di Ramerino o Ramerrino; il nome del genere deriva, secondo alcun fonti, dalle parole latine ros (rugiada) e maris (del mare).

L’etimologia si profila interessante (… personalmente, trovo affascinante scoprire l’origine delle parole!): secondo altre fonti il nome deriva da rosa maris(“rosa del mare”), infine, ultima ipotesi, da rhus, “arbusto” o meglio ancora arbusto del mare, perché l’idea del rosmarino è comunque sempre legata al mare. Non a caso cresce originariamente nelle zone costiere e il colore celeste dei suoi fiori richiama l’acqua marina (http://www.hod.it/articolo/123/rosmarino-l-rsquo-erba-del-mare.html).

Se Rosmarino significasse “Rosa di Mare”, questo nome romantico ben si adatterebbe a una delle pianticelle più profumate, benefiche e appetitose del mondo.

Ma le troppe virtù positive nelle credenze si scontano

(http://www.placidasignora.com/2009/05/14/rosmarino-credenze-e-nomi/): ecco una breve carrellata di singolari e peculiari usi e costumi inerenti questa pianta!

Qualcuno, come ad esempio nelle Marche, un tempo credeva nefasto solo l’atto di piantare il rosmarino perché si pensava “succhiasse” la vita altrui per crescere bello, rigoglioso e profumato.

In Veneto ne avevano somma cura convinti che, se fosse morta la pianta, si sarebbe di certo ammalato un componente della famiglia.

Nel Meridione in generale è considerata “la” pianta funebre, perché durante le morti per epidemia si usava bruciarla per disinfettare stanze e cose.

Ancora oggi non è raro vederne dei cespugli piantati nei cimiteri dei piccoli paesi.

Invece in Albania, Romania e nell’Est Europa in genere, è creduto afrodisiaco: ma non nei cibi.
Dicono che farci pipì sopra (sic) a mezzanotte in punto, e solo la notte di San Giovanni (24 giugno, giorno della sua nascita sei mesi prima del Cristo, da quanto affermato dalla chiesa), donerebbe vigoria e fertilità.

In Provenza invece le ragazze si appuntavano fiori di rosmarino accanto al cuore, per avere la certezza di essere corrisposte dai loro amati.

Nel Comasco le spose lo univano al bouquet nuziale come simbolo di amor perfetto. 

I Lombardi dichiarano che tenerne un rametto a contatto con la pelle,renda allegri. 

A livello morfologico, lapianta arbustiva raggiunge altezze di 50–300 cm, con radici profonde, fibrose e resistenti, ancoranti; ha fusti legnosi di colore marrone chiaro, prostrati ascendenti o eretti, molto ramificati, i giovani rami pelosi di colore grigio-verde sono a sezione quadrangolare.

Le foglie, persistenti e coriacee, sono lunghe 2–3 cm e larghe 1–3 mm, sessili (senza picciolo), opposte, lineari-lanceolate addensate numerosissime sui rametti; di colore verde cupo lucente sulla pagina superiore e biancastre su quella inferiore per la presenza di peluria bianca; hanno i margini leggermente revoluti; ricche di ghiandole oleifere.

I fiori ermafroditi sono sessili e piccoli, riuniti in brevi grappoli all'ascella di foglie fiorifere sovrapposte, formanti lunghi spicastri allungati, bratteati (la bràttea è una foglia modificata che accompagna fiori o infiorescenze) e fogliosi, con fioritura da marzo a ottobre, nelle posizioni più riparate a intermittenza tutto l'anno.

Img: Rosmarinus_o;fficinalis_prostratus; Fiori_Rosmarinus_officinalis_(rosmarino)

Ogni fiore possiede un calice campanulato, tomentoso (coperto di peluria), con labbro superiore tridentato e quello inferiore bifido; la corolla di colore lilla-indaco, azzurro-violacea o, più raramente, bianca o azzurro pallido, è bilabiata con un leggero rigonfiamento in corrispondenza della fauce; il labbro superiore è bilobo, quello inferiore trilobo, con il lobo mediano più grande di quelli laterali e a forma di cucchiaio con il margine ondulato; gli stami sono solo due con filamenti muniti di un piccolo dente alla base e inseriti in corrispondenza della fauce della corolla; l'ovario è unico, supero e quadripartito.

L'impollinazione è entomofila poiché avviene tramite insetti pronubi, che cioè trasportano il polline da un fiore all'altro permettendo l'impollinazione e la conseguente formazione del frutto, tra cui l'ape domestica, attirati dal profumo e dal nettare prodotto dai fiori.

I frutti sono tetracheni, con acheni (l’achenio è un frutto secco con un pericarpo più o meno indurito e che contiene un unico seme distinto dal pericarpo stesso) liberi, oblunghi e lisci, di colore brunastro.

La coltivazione richiede posizione soleggiata al riparo di muri dai venti gelidi; terreno leggero sabbioso-torboso ben drenato; è poco resistente ai climi rigidi e prolungati.

Si può coltivare in vaso sui terrazzi, avendo cura di porre dei cocci sul fondo per un drenaggio ottimale, rinvasando ogni 2-3 anni, usando terriccio universale miscelato a sabbia, concimazioni mensili con fertilizzante liquido miscelato all'acqua delle annaffiature, che saranno controllate e diradate d'inverno.

In primavera si rinnova l'impianto cimando i getti principali, per ottenere un aspetto cespuglioso, senza dover ricorrere a interventi di potatura.

Si moltiplica facilmente per talea apicale dei nuovi getti, in primavera, prelevata dai germogli basali e dalle piante più vigorose piantate per almeno 2/3 della loro lunghezza in un miscuglio di torba e sabbia; oppure si semina in aprile-maggio, si trapianta in settembre o nella primavera successiva; oppure si moltiplica per divisione della pianta in primavera.

Per effetto dei meccanismi di difesa dal caldo e dall'arido (tipici della macchia mediterranea), la pianta presenta, se il clima è sufficientemente caldo ed arido in estate e tiepido in inverno, il fenomeno della estivazione: cioè la pianta arresta quasi completamente la vegetazione in estate, mentre ha il rigoglio di vegetazione e le fasi vitali (fioritura e fruttificazione) rispettivamente in tardo autunno o in inverno, ed in primavera. In climi più freschi e umidi le fasi di vegetazione possono essere spostate verso l'estate. Comunque in estate, specie se calda, la pianta tende sempre a essere in una fase di riposo.

Il rosmarino ha tantissimi usi.

Come pianta ornamentale è adoperato nei giardini, per bordure, aiuole e macchie arbustive, o per la coltivazione in vaso su terrazzi.

Le foglie, fresche o essiccate, e l'olio essenziale, sono impiegate come pianta medicinale.

Nell’industria cosmetica è usato come shampoo per ravvivare il colore dei capelli o come astringente nelle lozioni; nelle pomate e linimenti per le proprietà toniche. In profumeria, l'olio essenziale ricavato dalle foglie, viene utilizzato per la preparazione di colonie, come l'Acqua d'Ungheria.

Come insettifugo o deodorante ambientale trova uso nelle abitazioni, bruciando i rametti secchi.

I fiori sono particolarmente melliferi.

L'estratto di rosmarino è impiegato anche in campo alimentare. Viene usato come additivo dotato di proprietà antiossidante ed etichettato con la sigla E392. Se ne conoscono cinque tipi designati con acronimi:

- AR: estratto ottenuto da un estratto alcolico di rosmarino parzialmente aromatizzato;

- ARD: estratto ottenuto da un estratto alcolico di rosmarino aromatizzato;

- D74: estratto ottenuto da foglie secche di rosmarino per estrazione con anidride carbonica supercritica;

- F62: estratto ottenuto da foglie secche di rosmarino per estrazione con acetone;

- RES: estratto ottenuto per estrazione con esano e acetone e poi decolorato e dearomatizzato.

Il rosmarino vanta numerose proprietà medicinali: irametti e le foglie raccolti da maggio a luglio e fatti seccare all'ombra hanno proprietà aromatiche, stimolanti l'appetito e le funzioni digestive, stomachici, carminativi, utili nelle dispepsie atoniche e gastralgie, tonici e stimolanti per il sistema nervoso, il fegato e la cistifellea. Da alcuni autori viene inoltre consigliato per infezioni generiche come tosse o asma.

Per uso esterno il macerato di vino applicato localmente è antireumatico; mentre il macerato di alcool revulsivo (in grado di stimolare, più o meno intensamente, la circolazione sanguigna negli strati più superficiali della pelle) viene usato per frizioni anche del cuoio capelluto; possiede qualità analgesiche e quindi viene applicato per dolori reumatici, artriti.

L'infuso viene utilizzato per gargarismi, lavaggi e irrigazioni cicatrizzanti; o per cataplasmi antinevralgici e antireumatici; aggiunto all'acqua da bagno serve come corroborante, purificante e per tonificare la pelle.

I fiori raccolti da maggio ad agosto, hanno proprietà simili alle foglie; in infuso per uso esterno sono vulnerari (rigeneranti e rilassanti), stimolanti, curativi della leucorrea e per la lotta ai pidocchi pubici.

Farmacologicamente, si prepara un'essenza e un'acqua contro l'alopecia o pomate per gli eczemi.

Dalle foglie, in corrente di vapore, si estrae l'olio essenziale di rosmarino, per un 1% in peso, liquido incolore o giallognolo, contenente pinene (è un composto organico che si trova nelle conifere e deve il nome al pino), canfene (un costituente minore di molti oli essenziali come la trementina, l'olio di cipresso, l'olio di canfora, l'olio di citronella, il neroli, l'olio di zenzero, e la valeriana), cineolo, eucaliptolo, canfora e borneolo.

A seconda del chemiotipo della pianta vengono ottenuti diversi oli essenziali: uno ricco in eucaliptolo, un altro ricco di canfora e infine uno in cui abbondano il borneolo e i suoi derivati. Questi tre olii essenziali hanno differenti azioni farmacologiche in quanto il primo ha attività balsamica, il secondo antinfiammatoria (soprattutto per uso locale) e l'ultimo è essenzialmente un antispastico.

Nell'uso farmacologico comune l'olio viene usato come eupeptico (favorisce la buona digestione), eccitante, antisettico sedativo, e i suoi preparati contro gli stati depressivi, restituendo vigore intellettuale e fisico alle persone indebolite.

Attenzione però alle controindicazioni!

Il rosmarino (specie l'olio essenziale ricco di canfora) è controindicato in persone che soffrono di epilessia. Causa infatti, specialmente in casi di sovradosaggio, irritazioni, convulsioni, vomito e principi di paralisi respiratorie.

Preparazione secondo i costumi popolari

Infuso: tonificante e corroborante per le dispepsie gastriche e anticolitico.
20gr per litro d'acqua calda, filtrare e bere molto caldo.
Posologia:2-3 volte al giorno, fino a scomparsa dei sintomi.
Tintura madre: antispasmodica e digestiva.
Si ottiene macerando per 4-5 giorni 20gr di foglie in 100gr di alcool a 60°. Quindi occorre filtrare senza aggiungere altro.
Posologia: dalle 15 alle 30 gocce dopo i pasti fino a scomparsa dei sintomi.

Infine, non potevo esimermi da un excursus tra presente e passato, mi affascina!

Se pensiamo a miti e tradizioni, gli Egizi mettevano il rosmarino nelle mani dei defunti per facilitare loro il viaggio all’Aldilà, tradizione poi diffusasi nell’area mediterranea e soprattutto in Sicilia, dove le corone dei morti si preparavano anche con quest’erba, come recita il proverbio: “Cc’è tant’ervi all’orti e cc’è la rosmarino pi li morti!”. In seguito, nel ‘600, il rosmarino conquistò enorme fama presso la corte di Luigi XIV grazie all’Acqua della regina d’Ungheria, che si ottiene per distillazione di due parti di rosmarino e tre di spirito di vino. Si dice, infatti, che bevendo e lavandosi con quest’acqua la regina d’Ungheria, sofferente di gotta e seminferma, rinacque a nuova vita, Luigi XIV guarì dai reumatismi e Madame de Sevigné (1626 – 1696, scrittrice francese) dalla depressione.

E ora uno sguardo alla poesia…

Nell’Amleto [una delle tragedie shakespeariane (William Shakespeare, 1564 – 1616) più conosciute e citate, scritta probabilmente tra il 1600 e l'estate del 1602], Ofelia, donando a Laerte un ramo di rosmarino, ne preannuncia le proprietà: “Questo è per la rimembranza, vi prego, amore, ricordate…”, riferendosi alle capacità del rosmarino di stimolare la memoria, poiché esso agisce come tonico della circolazione sanguigna, in particolare per uso esterno.

Ma del rosmarino vanno sottolineati soprattutto l’attività batteriostatica (che controlla la proliferazione batterica) e l’effetto antiossidante dell’olio essenziale, due proprietà che possono essere utilizzate per curare le disfunzioni e i gonfiori intestinali in conseguenza d’alterazioni della flora batterica. Inoltre è stato evidenziato un effetto colagogo (che stimola la produzione della bile), coleretico (che stimola la fuoriuscita della bile dalla cistifellea) e spasmolitico (che elimina gli spasmi intestinali). Ecco perché può essere utile prenderlo in caso di ristagno della bile nella cistifellea.

(http://www.hod.it/articolo/123/rosmarino-l-rsquo-erba-del-mare.html)

Infine… come dimenticare la celeberrima canzone di Zucchero (1955, noto cantautore e musicista italiano), “Menta e rosmarino”!?

http://it.wikipedia.org/wiki/Menta_e_rosmarino

Menta e rosmarino è, per la precisione, un CD single di Zucchero, pubblicato nel 1997, contenente versioni Radio Edit, Live e Remix di tre brani.

 

 

Queste le tracce:

  1. Menta e rosmarino – 3:55 (Zucchero) – Radio Edit
  1. Un piccolo aiuto (ft. Eric Clapton, 1945, un cantautore, chitarrista e compositore britannico) – 3:43 (Alberto Salerno, 1949, un paroliere e produttore discografico italiano, e Zucchero) – Live from the Parco Nivi Sad, Modena, 20 June 1996
  1. X Colpa Di Chi? – 3:29 (Zucchero) – Cappella Edit Remix

Fu girato anche un videoclip del brano nel quale Zucchero chiese anche la partecipazione di Mietta (1969, cantante, attrice e scrittrice italiana) e Natalia Estrada (1972, showgirl, ballerina e attrice spagnola, attiva e nota soprattutto in Italia).

Augurandovi un buon ascolto, vi saluto cordialmente e vi aspetto al nostro prossimo appuntamento!

Zucchero - Menta E Rosmarino (video)

https://www.youtube.com/watch?v=c_louquxa38

 

Zucchero - Menta E Rosmarino (testo)

Scritta da Alberto Salerno, Zucchero
Pubblicata da: Universal Music Italia srl. / Zucchero & Fornaciari Music Srl
Arrangiamento:  Luciano Luisi, Corrado Rustici, Zucchero
Prodotta da Corrado Rustici
(P) 1996 Universal Music Italia Srl

Cadono giù stalle – stelle
Lacrima (il) tramonto
Gocce di luce dagli occhi
Nella notte cieca
È qui che a casa mia ormai ritorno

C’incontreremo stasera
Menta e Rosmarino
Che ho preso a calci le notti
Per starti più vicino
Amor, d’amor sia l’amor perduto!!

I feel so lonely tonight
Se per farmi male ti amai
I feel so lonely tonight
Se per farmi vivo t’amai

Cadono giù stalle – stelle,
E una monetina,
I miei pensieri in farfalle dentro la mattina
È qui che a casa mia ormai ritorno.

I feel so lonely tonight
Se per farmi male ti amai
I feel so lonely tonight
Se per farmi vivo ti amai

Con l’anima in piena
Mi sgominai
Mi smemorai.

I feel so lonely tonight
Se per farmi male ti amai
I feel so lonely tonight
Se per farmi vivo ti amai

I feel so lonely tonight
Se per farmi male ti amai
I feel so lonely tonight
Se per farmi vivo ti amai
E t’amo ancora.


Barbara Pasqualini

Immagini e fonti:

da http://it.wikipedia.org/wiki/Rosmarinus_officinalis

Fiori_Rosmarinus_officinalis_(rosmarino);

Rosmarinus_officinalis_-_Köhler–s_Medizinal-Pflanzen-258;

Rosmarinus_officinalis_MHNT_BOT_2008_1_19;

Rosmarino;

Rosmarinus_officinalis_(rosmarino)_02;

Rosmarinus_o;fficinalis_prostratus;

Rosmarinus_officinalis_als_Tischdekoration_Juni_2012

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/9/91/Menta_e_rosmarino.png

Menta_e_rosmarino

http://biografieonline.it/img/bio/Zucchero_Adelmo_Fornaciari_1.jpg

Zucchero_Adelmo_Fornaciari_1