Viterbo CRONACA Le piazze sono colme di indignati
di Diego Galli

 

Niente black block, niente distruzione. Sono i docenti, gli alunni e tutti coloro che non sono d'accordo con la riforma della "Buona Scuola" di Renzi.

Lo sciopero generale, che ha coinvolto e coinvolge tutt'ora le città italiane dal nord al sud è impressionante, si parla dell'80/90 per cento delle scuole chiuse.

Roma, Napoli, Firenze, Bologna, Aosta... ovunque sono scesi in piazza per protestare, soprattutto per lo strapotere che la legge prevede di elargire ai presidi, i quali con essa avrebbero in seguito modo di scegliere personalmente i docenti delle proprie scuole attingendo dagli albi territoriali.

Ma si parla anche di finanziamenti da privati alle scuole pubbliche in forma di donazioni e un drastico calo delle assunzioni inizialmente previste, cosa che lascerà fuori molti precari, abilitati e abilitandi TFA e Pas.

Altro punto caldo è quello relativo agli sgravi per coloro che porteranno i loro figli nelle scuole private, si parla di detrazioni fino a 400 euro per alunno.

"È una riforma per i ricchi" lamentano i sindacati, gli stessi sindacati che però solo ora si mobilitano e non avevano chiesto il ritiro del Ddl quando ancora potevano. Un protesta nella protesta che è sfociata addirittura con lo strappo della tessera della Cgil da parte di molti docenti dinnanzi a una Susanna Camusso sbalordita.

Ora ci si trova davanti a un punto fermo, dove il sindacato autonomo Gilda ha minacciato il governo che bloccherà gli scrutini se non sarà bloccata a sua volta la riforma, cosa che metterebbe a rischio gli esami di maturità.

Il PD renziano è però corso ai ripari, anche se forse è tardi per convincere e ottenere fiducia, non dalla politica, ma dal popolo questa volta.

Vuole dialogo, vuole aprire a dei cambiamenti, vuole dare voce a chi sciopera... forse si sta rendendo conto che "avere i numeri" al governo, non serve a nulla se le piazze sono colme di indignati. Ed era ora.

Diego Galli