Cellere POESIAEra splendido il mattino, e un caldo sole trionfava nel lucente cielo di maggio
di Mario Olimpieri

Nella ricorrenza della “Festa della mamma”, vi propongo questa poesia, dedicata a quelle persone, anche adulte, che hanno drammaticamente scoperto di essere stati bimbi abbandonati, e che cercano tenacemente la mamma e il papà biologici.

 

Mamma, papà, dove siete?

Era splendido il mattino,

e un caldo sole trionfava

nel lucente cielo di maggio,

allorché un fulmine inatteso

lacerò la mia serenità

di bimbo felice,

sconvolgendomi la vita:

“Tu sei figlio della Madonna!”.

“Tutti siamo figli della Madonna”,

precisò poi mia madre,

a coprir pietosa

la dura verità.

Delicato e amoroso

verso chi accolse un dì

i miei primi sorrisi e pianti,

nulla aggiunsi,

ma il cuor, colpito,

sangue amaro versava.

Questo dolore mi appartiene,

è tutto mio;

tu, affettuosa mamma adottiva,

mantieni pur l’atroce segreto,

ma l’affannosa mia ricerca

ha preso il volo.

Ancor oggi, dopo lunghi anni,

odo ripetermi:

“Sei grande, maturo,  

eppur tenero mi appari,

piangente e come timido bimbo”.

Ma sono un bimbo!

sì, bimbo adulto

in cerca di chi mi fu madre

per soli nove mesi e non di più;

poi il tragico, duplice distacco,

per strade senza verità,

segnate da un avverso destino.

Figlio della Madonna:

no, non voglio,

no;

rivoglio mia madre,

quella vera,

mio padre, quello vero

e, come voi, sentirmi vero figlio

amato, felice e sereno. 

 

Mario Olimpieri