Cellere POESIA Maggio è il mese delle rose e delle spose
di Mario Olimpieri

Spesso rimane un po’ complicato esporre con efficacia gli auguri in occasione dei matrimoni.
Talvolta le poesie sono quasi scontate, ripetitive, e per questo motivo io ho voluto sviluppare l’argomento sotto forma di cronaca, dalla sera precedente fino al compimento della cerimonia.
Voglio sperare di aver scritto pensieri validi e originali.
Al posto dei puntini vanno i relativi nomi.
Cronaca nuziale
Alla sposa assopita
innalzano i grilli la lor serenata,
miliardi di stelle sorridon gioiose,
mentre avvolta dal chiaror lunare
è la calda dimora;
bianchi lenzuoli
accolgon le stanche membra della sposa
su cui piovono sogni d’amore.
La notte, in fuga veloce,
alfin porge la mano all’alba
e i galli del borgo
annunciano il più magico dei giorni;
la sposa, di bianco vestita,
cammina su un tappeto di fiori
e il suo splendore abbaglia più del sole.
Una chiesa festante
or attende il solenne ingresso di . . . . . .,
sorretta dal fido braccio e dall’orgoglio del padre,
che la consegna gioioso al trepidante . . . . . .,
l’amato sposo.
Tra note celestiali si diffondon dall’altare
amorosi e fedeli SÌ
per tutta la vita,
mentre lacrime indomabili
bagnan le gote di mamme e papà
e di affettuosi nonni.
Ora il luogo è mutato
e ci troviam tra deliziosi piatti
nel gran raduno di parenti ed amici
che assaporano prelibatezze
ed infine la splendida torta.
Prima che tutti brindino esultanti
con i vivi spumanti,
il poeta innalza versi nuziali
e di imperitura felicità:
“Fior di mimosa,
quest’oggi abbiam mirato nella chiesa
una magnifica, raggiante sposa!”.
Mario Olimpieri
