Vetralla CRONACA Proiettate immagini di fotografie dell'epoca con sottofondo delle note del Piave a cui ha fatto seguito il Silenzio, eseguito dalla Banda dell'Arma dei Carabinieri
di Patrizia Ricci

Nella sala conferenze della Biblioteca Comunale di Vetralla, da parte del Circolo dei Lettori, venerdì 15 maggio, si è tenuto l'incontro culturale dal titolo: "Dalla vanga... al fucile", a cura di Giuseppe Bellucci in omaggio al centenario della partecipazione dell'Italia alla Prima Guerra Mondiale.
La conferenza è stata introdotta dalle immagini di fotografie dell'epoca con sottofondo delle note del Piave a cui ha fatto seguito il Silenzio, eseguito dalla Banda dell' Arma dei Carabinieri.
Frutto di un'appassionata ricerca d'archivio, lo studio condotto e narrato da Bellucci ha raccontato più che gli eventi bellici, la drammaticità del vissuto dei nostri nonni: dalla durezza della vita nelle trincee a quella della disciplina e delle punizioni, che in alcuni casi sfociarono addirittura nelle decimazioni, fino alla tragedia di Caporetto; ma anche del processo socio-linguistico di "italianizzazione" che si rileva nella corrispondenza dei soldati con le famiglie; e ancora, delle condizioni di quelle donne che, senza i mariti, videro raddoppiati i propri compiti, e di quelle alle quali proprio l'assenza degli uomini procurò l'inserimento nel tessuto sociale consentendo loro di acquisire una consapevolezza nuova del proprio ruolo che più tardi si evidenzierà nel processo di emancipazione femminile.
Infine l'autore della conferenza si è soffermato sulla condizione delle migliaia di donne che vissero la guerra come un incubo per essere state oggetto di abusi e violenze fisiche tanto da parte dei soldati italiani in fuga, quanto da quelli dell'esercito austriaco tornati a rioccupare il Veneto.
Bellucci ci ha di nuovo sorpresi con la enorme quantità di notizie che raramente trapelano dai testi, perché ritenute minori, ma che sono invece quelle che ci fanno sentire più vivi quei contadini che, dalle ristrettezze di una vita vissuta entro le mura dei borghi, morirono lontano dalle famiglie per una causa che i più non sentivano come propria.
L'esposizione, sempre scorrevole e piacevolissima, è risultata molto coinvolgente.
Patrizia Ricci
