Viterbo PENSIERI IN LIBERTA Come una fiction m’ispirò l’ennesima domanda!
di Barbara Pasqualini

 

Joseph Conrad

Miei carissimi lettori,

sono ormai tanto affezionata alla grande famiglia del “nostro” bel quotidiano, “lacitta.eu”, e ogni occasione è buona per interloquire con voi!

Ciò acuisce la mia innata propensione alla curiosità e a chiedermi dei “perché”, nonché il mio desiderio di farvi partecipi delle mie elucubrazioni!

 

Qualche giorno fa ho colpito di nuovo.

Stavo guardando la tv, per la precisione una serie che adoro, che ho visto sia la prima volta che è stata trasmessa, sia molte altre, e non solo quando sono in programma le repliche, dal momento che la ho persino registrata!

Peccato davvero che la terza serie non sia mai stata girata… Parlo di “Raccontami”…  Raccontami è una serie televisiva italiana, realizzata da Riccardo Donna e Tiziana Aristarco, e trasmessa da Rai 1 per due stagioni, dal 2006 al 2008. Esercita su di me un potere catartico e consolatorio, mi rilassa tanto e scaccia parecchi brutti pensieri.

Forse perché la prima volta la ho vista anche con il mio papà, che purtroppo non è più con noi da cinque anni ormai, forse perché racconta quei “mitici” anni sessanta, in cui i miei genitori erano poco più che bambini, e me li fa sentire un po’ più vicini, o forse perché in quella famiglia così unita rivedo la mia, con quella certezza d’amarsi e la voglia di assaporare le cose belle della vita…

Comunque, non volevo recensire o pubblicizzare l’arcinota fiction, anche se non potevo esimermi dall’estrinsecare il mio pensiero, ma volevo dirvi che non si finisce mai di conoscere non solo le persone ma anche le cose (o i film). Dopo averla vista e rivista, mi sono resa conto di non avere mai prestato attenzione a una battuta di Luciano Ferrucci (il bravissimo Massimo Ghini) nell’episodio della prima serie “Un uomo con la spina dorsale”: egli usa l’espressione “di riffa o di raffa”… Google pensaci tu, che significa?!

Raccontami - Un uomo con la spina dorsale

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-647e3775-4d1e-448d-8a20-ba6bb0190334.html#p=

Per comprendere il significato del detto “Di riffa o di raffa”, verifichiamo il significato di questi vocaboli!

Il termine riffa (http://www.dizionario-italiano.it/linguamadre/articolo.php?art=132) è conosciutissimo; se apriamo un qualsivoglia vocabolario (anche quelli definiti permissivi) alla voce in oggetto, possiamo leggere: lotteria privata, avente per premio un oggetto di valore.

Ciò che, probabilmente, molti non sanno, o meglio non conoscono, è la derivazione di questo vocabolo, che non ha origini italiche bensì iberiche. Riffa è, infatti, l'adattamento della voce spagnola rifa che significa, per l’appunto, lotteria.

Non dobbiamo dimenticare che il nostro Paese, nel corso dei secoli, è stato terra di conquista di molti popoli, tra i quali anche gli Spagnoli; è normale, quindi, che la lingua italiana abbia risentito dell'influenza del lessico di questo popolo.

La lotteria, anzi la riffa, ci richiama alla mente una locuzione, un modo di dire di uso corrente: di riffa o di raffa. Quante volte vi sarà capitato di dire o di sentir dire: di riffa o di raffa, hai ottenuto ciò che volevi; lo scopo è stato raggiunto in un modo o nell'altro, comunque sia; questo è, infatti, il significato dell’espressione.

Per la spiegazione di questa locuzione occorre sapere che riffa ha anche un’altra accezione: prepotenza. L'etimologia, in questo caso, non è molto chiara. Alcuni Autori la fanno derivare dall'uso partenopeo di riffa nel significato di contesa, baruffa.

Raffa, invece, deriva dall'antico verbo raffare, aferesi di arraffare (l’aferesi – in linguistica – è la caduta di una o più lettere all'inizio di una parola), afferrare, strappare con violenza. Di riffa o di raffa, in un modo o nell'altro, quindi – stando all'etimologia dei due termini – sempre di prepotenza.

Anche consultando altri vocabolari online, la spiegazione sembra analoga:

ad esempio sul sito http://www.treccani.it/vocabolario/riffa1/, si legge:

riffa¹

Vocabolario on line

riffa1 s. f. [etimo ignoto; cfr. spagn. rifar, v. riffa2], tosc. – Violenza, prepotenza: fare una r., delle r.; è un uomo facile alle r.; con le sue r. è proprio odioso. Più com., anche fuori di Toscana, la locuz. avv. di riffa, di prepotenza, a tutti i costi, con implicita l’idea del puntiglio e del sopruso: c’è voluto entrare di r.; anche, di necessità: di r. accadrà così; più frequente nella espressione di r. o di raffa (v. raffa1), a ogni costo, per amore o per forza: l’avrò, di r. o di raffa; di r.o di raffa dovrà cedere; di r. o di raffa bisogna rassegnarsi.

Un’altra conferma è qui reperibile:

http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/R/riffa_2.aspx?query=riffa+(2)

riffa2
[rìf-fa]
s.f.
tosc. Violenza, prepotenza, sopruso

‖ Di riffa, di prepotenza di necessità

‖ Di riffa o di raffa, di riffe o di raffe, a ogni costo, per amore o per forza, con le buone o con le cattive: di r. o di raffa devono andarsene.

E… cosa sappiamo dell’altro sostantivo della locuzione avverbiale, raffa?

Raffa (http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/R/raffa.shtml)

[ràf-fa] s.f.: Nel gioco delle bocce, tiro effettuato per colpire una boccia avversaria o il pallino || di riffa o di r. (oppure di riffe o di raffe), in un modo o nell'altro.

La definizione di raffa nel dizionario (http://dizio.org/it/raffa) è in ogni modo, in un modo o nell'altro. Raffa è anche a chi ruba, a chi piglia di più.

Inoltre, la raffa è una specialità del gioco delle bocce, uno sport nel quale gli attrezzi sono delle sfere rigide in materiale metallico o sintetico, dette bocce, e una sfera dal diametro inferiore, detto pallino. Il gioco delle bocce è diffuso in tutti e cinque i continenti, in un totale di oltre 110 nazioni. Questo sport è suddiviso in quattro differenti specialità, la raffa, il volo e la petanque, attualmente praticate in Italia e riunite nella Federazione Italiana Bocce, e le bocce su prato. A seconda della specialità cambiano alcune regole del gioco e il materiale delle bocce ma, nella prova tradizionale, sono tutte accomunate da un obiettivo principe: posizionare, secondo le regole del gioco, la propria boccia il più possibile vicino al pallino. Da metà degli anni ottanta sono state introdotte delle nuove prove, dette prove alternative, in cui l'obiettivo cambia a seconda della prova presa in considerazione.

 A questo punto, però, mi sorge un’altra curiosità: qual è l’origine della lotteria?

Una lotteria (http://it.wikipedia.org/wiki/Lotteria#cite_note-5) è una popolare forma di gioco d'azzardo con premi in denaro. Alcuni paesi proibiscono le lotterie, mentre altri le adottano e le regolano anche a livello nazionale e sovranazionale.

Il premio al vincitore (o ai vincitori) può essere in denaro o in beni di vario tipo. Un premio si definisce teoricamente “equo” se è pari al rapporto fra il prezzo del biglietto e la probabilità di vincere (ossia 1/totale di biglietti emessi): ovviamente, questa condizione non viene mai raggiunta nella realtà, dal momento che l'organizzazione stessa della lotteria ha un costo, e chi la organizza intende ricavarne un guadagno.

Il premio può essere una percentuale prefissata di quanto si raccoglie. Il caso popolare di ciò può essere il “50-50”, ove l'organizzatore promette che il premio sarà il 50% del ricavato. Il premio deve essere unico qualora sia univoco anche il numero dei biglietti. Alcune recenti lotterie permettono agli scommettitori di scegliere i numeri dei propri biglietti, così da avere la possibilità di più vincitori (o anche nessun vincitore).

I primi segni di lotterie risalgono alla Dinastia Han, (che governò la Cina dal 206 a.C. al 220 d.C.) , in Cina tra 205 e 187 a.C., dove queste erano usate probabilmente per finanziare grandi opere.

Il 9 gennaio 1449 si tenne in piazza Sant'Ambrogio a Milano quella che si presume essere la prima lotteria della storia italiana, svoltasi col fine di aiutare le esangui casse dell’Aurea Repubblica Ambrosiana [è il nome con cui è chiamato il governo repubblicano creato a Milano nel 1447 da un gruppo di nobili e di giuristi dell'università di Pavia in seguito al vuoto di potere creatosi con la morte di Filippo Maria Visconti (1392 – 1447) e che terminò, tre anni dopo, nel 1450. Il governo era composto da ventiquattro esponenti della nobiltà cittadina, che furono chiamati “capitani e difensori della libertà della illustre ed eccelsa città di Milano”.

Per difendersi dai tentativi di conquista degli Stati confinanti, soprattutto di Venezia, la Repubblica ricorse ai servigi del condottiero Francesco Sforza (1401 – 1466), signore di Cremona. Questi adottò una politica ambigua, prima sostenendo i Milanesi contro i Veneziani, poi aprendo le ostilità contro la stessa Milano, avanzando inoltre la pretesa al titolo ducale.

La Repubblica si arrese allo Sforza, dopo un duro assedio, nel 1450] allora in guerra contro Venezia. L'inventore del gioco fu Cristoforo Taverna (XV secolo), un banchiere milanese. Tuttavia la prima con vendita di biglietti e premi in denaro si tenne a Bruges il 24 febbraio 1466 e fu organizzata dalla vedova del pittore fiammingo Jan van Eyck (1390 – 1441), a favore dei poveri.

Verso il 1520 il re di Francia, Francesco I (1494 – 1547), legalizzò ufficialmente con un editto le lotterie, autorizzando la loro organizzazione in cinque “ruote” (nome con il quale venivano denominate le urne contenenti i biglietti da estrarre) nelle città di Parigi, Lione, Strasburgo, Bordeaux e Lilla.

Nel 1566 le lotterie “sbarcarono” in Inghilterra e nel 1567 e vennero autorizzate dalla regina Elisabetta I (1533 – 1603), che nel 1567 diede il via ad una lotteria allo scopo di raccogliere fondi per la riparazione di cinque porti inglesi. Organizzate inizialmente a scopi benefici o di pubblica utilità, divennero presto fonte di lucro e iniziarono i sospetti che si trattasse di operazioni truffaldine. Dalle lotterie nacque quello che poi prese il nome di gioco del Lotto.

La riffa è anche “protagonista” di almeno un paio di film.

La riffa, è, infatti, uno dei quattro episodi del film di Boccaccio '70, diretto da Vittorio De Sica (1901 – 1974), e ha per oggetto una lotteria il cui premio è una notte con l'avvenente titolare di un baraccone del tiro a segno, Zoe, interpretata da Sofia Loren (1934).

Boccaccio '70 è un film del 1962 in quattro episodi diretti da Vittorio De Sica, Federico Fellini (1920 – 1993), Mario Monicelli (1915 – 2010) e Luchino Visconti (1906 – 1976).

Nell’edizione estera, l'episodio diretto da Monicelli fu eliminato dalla produzione; gli altri tre registi per solidarietà rifiutarono di recarsi al 15º Festival di Cannes dove il film venne presentato fuori concorso.

La 15ª edizione del Festival di Cannes si è svolta a Cannes dal 7 al 23 maggio 1962.

Concettualmente ispirato alle novelle di Giovanni Boccaccio (1313 – 1375), ogni episodio si incentra sul sesso nell'Italia degli anni sessanta, periodo di boom economico e di grandi cambiamenti culturali.

IV atto: La riffa

  • Regia: Vittorio De Sica
  • Sceneggiatura: Cesare Zavattini (1902 – 1989)

La maggiorata Zoe, in società con una coppia titolare di un baraccone di tiro a segno, per incrementare i miseri guadagni si offre come premio in una lotteria clandestina. Il biglietto vincente va a un sagrestano, il quale si rifiuta, nonostante le pressioni, di rivendere il biglietto e pretende la “riscossione” del premio.

Video:

https://www.youtube.com/watch?v=KGoi9BdtVy0

La riffa, è anche un film del 1991 di Francesco Laudadio (regista e sceneggiatore, 1950 – 2005), dove un'avvenente vedova, interpretata da Monica Bellucci (1964), fortemente indebitata e con una figlia a carico, offre come premio di una lotteria molto riservata (20 partecipanti, prezzo del biglietto, 100 milioni di lire) il diritto di convivere con lei, more uxorio, per quattro anni.

Video:

https://www.youtube.com/watch?v=6SUwmv3UzpA

 

Joseph Conrad

Per concludere questa panoramica, Allo stremo delle forze è il racconto di Joseph Conrad (1857 – 1924, è stato uno scrittore polacco naturalizzato britannico), il cui protagonista, George Massy, con il ricavato di una cospicua vincita ad una lotteria, ha acquistato un bastimento, il Sofala. Tuttavia, ossessionato dall'idea di ripetere il colpo fortunato, per anni continua ad acquistare biglietti di lotterie, senza per altro riuscire nuovamente a vincere, e rovina così le proprie finanze.

 

E così, miei cari lettori, da un momento di relax davanti alla televisione, sono giunta a scoprire le origini storiche della lotteria! Ohi ohi ohi… alla prossima, se vorrete continuare a seguire i miei controversi percorsi mentali!

Fonti delle immagini:

disegno-di-vocabolario

http://immagini.disegnidacolorareonline.com/data/disegni-da-colorare/disegno-di-vocabolario-da-colorare.jpg

bocce

http://www.uisp.it/vallesusa/files/principale/IMMAGINI/bocce.jpg

lotto

http://www.greenreport.it/wp-content/uploads/2013/12/lotto.jpg

Joseph_Conrad

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/07/Joseph_Conrad.PNG

Barbara Pasqualini