Roma CRONACA Le lungaggini procedurali hanno di fatto rallentato l’attività dell’Ente facendogli  perdere la presa in alcuni settori di primaria importanza come l’Expo

 

All’Enit qualcosa si muove.

La settimana scorsa la Corte dei Conti ha chiesto chiarimenti sullo statuto dell’Ente riguardo a talune spese: ad essi il commissario Radaelli ha puntualmente replicato a giro di posta. Si avvicinano quindi i tempi della sua approvazione anche se con alcune modifiche.

Non è, per esempio, a tutti gradita la nuova configurazione di ente pubblico “economico” (tutte le volte che i privati ci hanno messo le mani è stato un fallimento), mentre sembra auspicabile la soluzione di una stretta collaborazione con l’Ice.

Comunque queste lungaggini procedurali hanno di fatto rallentato l’attività dell’Ente facendogli  perdere la presa in alcuni settori di primaria importanza come l’Expo. Renzo Iorio (Federturismo), Luca Patanè (Confturismo) e Claudio Albonetti (Assoturismo) denunciano vuoti preoccupanti nell’appuntamento milanese (negli hotel solo 50% di occupazione) che si sarebbero potuti evitare in fase promozionale, specialmente all’estero, con un Enit efficiente.

Chiediamo pertanto un chiaro impegno del Governo – reclamano i tre presidenti – per accelerare i tempi. Si devono anche recepire le indicazioni in merito al rappresentante delle imprese in seno al consiglio di amministrazione dell'Enit non ancora richieste dal ministro Franceschini.

Per contro – se la visione del Governo è quella di un nuovo soggetto unitario di promozione globale dell’attività produttiva e dell’attrazione Paese – le imprese del turismo italiano sono pronte a dare il proprio fattivo contributo di esperienza e competenza a un tavolo di lavoro ristretto da convocare al più presto: in un mercato globale così competitivo il fattore tempo è determinante, così come la chiarezza di strategia e la capacità di comunicarla sui mercati.

Il sistema del turismo italiano, le sue imprese, i suoi lavoratori e le prospettive per poter creare altre imprese e altro lavoro non possono aspettare oltre: continuare a attendere e rinviare diventerebbe una chiara responsabilità politica.”  (da Unionturismo news)