Viterbo CRONACA Assessori che pensano di fare cose di grande utilità senza nemmeno rendersi conto di quello che dicono
di Lutor (Luigi Torquati)
“Io di fronte alla città ho preso un impegno, di governare”.
Queste parole, di colore oscuro, lessi io più volte sulla stampa, per cui: “Michelini, il senso lor m’è duro”. E mi spiego meglio.
Mi sembra, infatti, che tutto si faccia meno che rispettare l’impegno preso. Sono ormai due anni che non si fa che cianciare, portare avanti progetti della vecchia amministrazione, piccole crisi raffazzonate alla meglio e grossa crisi, quest’ultima, che vede il PD intenzionato a non mollare.
Più volte, caro Sindaco, hai dichiarato (l’hai detto anche a me in un incontro conviviale alla Taverna di S. Pellegrino) che ti senti del tutto libero e se le cose che ti chiedono non ti piacciono, sei disponibile a lasciare il ruolo di primo cittadino.
In questi ultimi tempi, mi sembra ci siano tutte le premesse per mandare a quel paese tutti quanti, da Fioroni, a Panunzi, a Sposetti, ecc. Tutti dichiarano che vogliono il bene di Viterbo, ma siamo fermi a parlare, a trattare se gli assessori devono essere sei, sette o otto, se il vice sindaco deve o non deve essere appannaggio del PD, se il Presidente del Consiglio deve vestire una casacca ben precisa.
Dimissioni continue di questo o quell’assessore, del Presidente del Consiglio, assessorati che non sono coperti da nessuno, vedi Servizi Sociali, e si va avanti con una più che normale amministrazione guidata dai vari Dirigenti, che non hanno alcuna indicazione da parte degli amministratori e con degli assessori che pensano di fare cose di grande utilità senza nemmeno rendersi conto di quello che dicono.
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Primo esempio, la grande assessora Saraconi. Vuole ampliare Prato Giardino fino a sotto le mura di piazza della Rocca, togliere i cancelli, lasciando anche il transito per le vettura come avviene, dice la grande architetta, a Villa Borghese a Roma; un paragone da ridere. Dice ancora “Vogliamo riportare Prato Giardino a com’era un tempo, quando arrivava fino al cortile della rocca”.
Mi chiedo: un tempo c’erano gli stupratori che ci sono oggi? C’era un giro di droga come c’è oggi? C’erano ubriachi, bottiglie di birra ecc. che ci sono oggi? Possibile mai che questa esimia signora non si renda conto che il parco, aperto di notte, diventerebbe un ricettacolo di tutte quelle zozzerie o nefandezze di cui oggi la società deve lamentarsi? (vedi San Pellegrino il sabato notte).
Non ha nemmeno letto degli ultimi arresti fatti per droga, articoli in cui si dichiara che gli spacciatori avvicinavano i giovani nei parchi, in genere a Prato Giardino o al Pilastro; questo di giorno, immaginiamo di notte ciò che potrebbe accadere.
Come si fa, caro Michelini, a confermare una simile assessora che prima vuole regalare la Carrozza dei Priori a Piacenza, adesso vuole aprire Prato Giardino alle lordure notturne. Cerca di renderla innocua e nomina un assessore che pensi veramente alla nostra villa comunale, migliorandone l’aspetto, dotandola di illuminazione, protraendone l’orario di chiusura nel periodo estivo e facendola presidiare da un minimo di servizio di sicurezza.
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Secondo esempio: il grandissimo assessore Ricci. Non finirò mai di criticare l’operato di costui, in qualsiasi assessorato impegnato. C’è sempre, infatti, da meravigliarsi di ciò che dice, di come lo dice, di ciò che intende fare.
Partiamo dalla Palestra del Parco delle Querce. Leggo in un lungo e articolato comunicato del Gruppo quartiere Santa Barbara quanto segue: “L’assessore ci ha ribadito che la palestra ‘si farà lì e basta’,” e ancora “Soprattutto l’atteggiamento dell’assessore ci è parso fin troppo muscolare e decisionista, poco sensibile verso le istanze e le reali esigenze dell’utenza, un atteggiamento poco incline all’ascolto, al confronto e alla collaborazione con i cittadini.”
Al di là della storia pluriennale di tale palestra che, se non vado errato, parte dagli inizi del secondo millennio con intenzioni diverse da quelle odierne e con decisioni di amministrazioni anch’esse diverse, quello che desta stupore e indignazione è l’atteggiamento arrogante di un amministratore pubblico che dimentica di essere lui al servizio dei cittadini e non viceversa.
Altro argomento riccesco: in questi giorni ha dichiarato, forse per non essere da meno della Saraconi, che anche lui vuole riportare piazza del Plebiscito a come era un tempo, ovvero con l’apertura, nella parte terminale del porticato, su via del Ganfione. Senz’altro è meritorio dare valore a tutto ciò che rappresenta la storia della nostra città, ma ci sono cose importanti e altre meno; ci sono tempi in cui certe cose si possono fare e tempi in cui non è concepibile farle.
Mi dici, caro Alvaro, a che pro l’apertura su via del Ganfione? Risolve qualcosa di importante ai fini del traffico? Gli euro che dovrebbero servire per tali lavori, anche se pochi come dici tu, non potrebbero essere spesi per cose più importanti come, ad esempio, le strade groviera che sono diventate quasi intransitabili?
Vedi, grande assessore, ci sono momenti in cui ci si può permettere pane e companatico, ma in epoche come questa, sarebbe bene pensare ad assicurarsi un tozzo di pane.
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Torniamo a parlare di Expo, facendo riferimento a chi voleva riportare la Macchina di S. Rosa a Viterbo, (vero Renzo Poleggi?) dopo che un piccolo articolista l’aveva definita trash. Stando ai commenti di alcuni visitatori, sembra che stia riscuotendo molto successo e proprio in questi giorni c’è stato anche un servizio di Rainews che ha messo in risalto la macchina di Santa Rosa, quale elemento dominante nel padiglione di Eataly.
Non mi sembra da buttar via questa pubblicità, speriamo solo che chi apprezza la macchina e vuole venire a Viterbo venga a crisi finita, con un clima politico-amministrativo più sereno, con strade rese decenti e iniziative turistiche valide.
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Ed entriamo nel mondo del calcio, se l’amico Cipolloni ce lo consente, (tranquillo, non parlerò di giocatori o tecnicismi che lascio completamente alla tua competenza). La Viterbese, o meglio la Viterbese-Castrense, sta vivendo momenti di grande euforia; stiamo disputando i quarti di finale per i playoff di serie D e domenica prossima arriverà il Taranto, vecchia conoscenza con cui abbiamo avuto incontri in passato, l’ultimo nove anni fa, mi sembra, che si concluse con la vittoria gialloblù per uno a zero.
Domenica scorsa, contro il Poggibonsi e già prima con l’Olbia, si sono rivisti numerosi i tifosi, sostenitori dei colori locali. In più, nell’ultima partita, c’è stata una grossa frequenza di autorità; chi in curva come Marini e compagni (giusto, come minoranza senza assessorati e relativi appannaggi, bisogna risparmiare) chi invece tra i vip (ma l’hanno comprato il biglietto?).
Il Sindaco ha potuto assistere solo al primo tempo, impegnato per la Processione della Madonna Liberatrice compatrona della città, ma se ne è andato che già la Viterbese vinceva. Sembra, stando ai si dice, che ci sia stato un saluto molto freddo tra Michelini e Camilli, il tutto in quanto la Società gialloblù lamenta il mancato rimborso di 25 mila euro, mi pare, anticipati da Camilli per la sistemazione dello stadio comunale.
Tanto è vero che il Presidentissimo n. 2 (scusate, ma per me il Presidentissimo n. 1 rimane il grande Enrico Rocchi) ha dichiarato nei giorni scorsi: “Lascio il calcio” e anche “Il comune, con noi, si è comportato da cani ".
Ed io non faccio altro che farmi delle domande che non hanno risposta. Abbiamo trovato un appassionato che ha la possibilità economica di mandare avanti nel migliore dei modi una società di calcio e da parte di chi dovrebbe avere a cuore gli interessi dei cittadini (che comprendono anche lo sport) come risposta ci sono solo calci in faccia.
Leonardo Michelini, vogliamo fare qualcosa di concreto per Viterbo? Domenica prossina vai ad assistere a Viterbese-Taranto, ma quando entri, vai per prima cosa da Camilli, tendi la mano destra e assicura che in breve avverrà anche il rimborso che è doveroso dare e vedrai che il Presidentissimo n. 2, appassionato com’è, non lascerà il calcio e soprattutto la Viterbese.
Lutor
