Viterbo IL RACCONTO “C’è qui fuori il signor Buttoni Gilberto. Ha chiesto di parlare con lei personalmente. Sembra un po’ nervoso…”

Stazione dei Carabinieri di Civita Romana. Il carabiniere Vandero bussa delicatamente alla porta dell’ufficio del maresciallo Eugenio Filiberto Grandasso:
“Permesso?”
“Vieni, vieni, Vandero … ci sei tu oggi? Olivone non c’è?”
“E’ il suo giorno di riposo …”
“A l’é vera! (1)… Dimmi pure.”
“C’è qui fuori il signor Buttoni Gilberto. Ha chiesto di parlare con lei personalmente. Sembra un po’ nervoso…”
“E chi ca l’è cust monsü , cioè signor … Buttoni?”
“Dice che lei lo conosce. E’ il responsabile del CRRI, il centro di raccolta dei rifiuti ingombranti.”
“Ah… sì, ‘l cunoss, lassa che chiel a vèna, a intra.”(2)
Al signor Buttoni, che entra visibilmente agitato, il maresciallo chiede in tono scherzoso, per metterlo a suo agio:
“Che cosa mi porta? Un altro bel frigorifero, magari con un cadavere dentro?”(3)
Gilberto Buttoni si sforza di fare un sorriso controvoglia, ma gli viene piuttosto una smorfia:
“Non scherzi, maresciallo! Ho qui un DVD che ho trovato in un computer rottamato. Lei mi deve scusare. Io non dovrei mettere il naso negli oggetti da buttare, ma… sa?... la curiosità… e poi spesso gli oggetti sono ancora efficienti e possono essere usati… ehm… in beneficienza…”
“Non si scusi. Capisco. Ma perché lei è così agitato?”
“Sono agitato proprio per questo DVD. Il computer che è arrivato al ‘Centro’, io l’ho esaminato ed era fuori uso, ma nel cassetto del lettore c’era questo disco. Vede? C’è scritto a pennarello ‘KRYPTO-RIC’. Mi ha incuriosito, l’ho messo nel mio computer e sul display sono comparse delle formule incomprensibili. Ma quel ‘RIC’ m’ha fatto pensare a ric[ettazione] o a ric[atti]…”
“Lei ha troppa fantasia. Ma, per caso, lei legge romanzi gialli, oppure vede molti telefilm polizieschi?”
“No, maresciallo. I libri gialli non mi piacciono. Sono una perdita di tempo perché il racconto non fa altro che portarti fuori strada, e tanto vale leggere subito l’ultima pagina, e… festa finita. Però ho visto un paio di film dove uno si trova tra le mani un CD della mafia e passa un sacco di guai. E allora il mio primo impulso è stato di buttare il disco nel contenitore dell’immondizia non riciclabile. Poi mi sono venuti degli scrupoli e ho pensato di portarlo a lei… ma non vorrei passare guai o correre pericoli. Io glielo lascio, però non so nulla, non ho visto nulla, non dichiaro nulla… lei è d’accordo?”
Appena finito di parlare, il Buttoni deposita sulla scrivania il DVD, saluta e va via in tutta fretta. Il maresciallo sorride e lo lascia andare pensando: “Ma dove scappi, nèh? Che tanto, se serve, ti ritrovo?”
* * *
Il maresciallo Grandasso sa usare il computer, ne ha uno sulla sua scrivania e lo usa regolarmente soprattutto per la posta. Però per lui niente videogiochi o social network.
Per lui il computer è un utile strumento di lavoro e basta, così com’è per quasi tutti quelli che non sono giovani e l’informatica l’hanno appresa tardi, da adulti, con fatica sofferenza e rassegnazione all’inevitabile. Dunque non ama il computer e ne capisce poco. Infatti quando il suo computer si mette a fare i capricci o c’è qualche imprevisto, il maresciallo fa qualche tentativo da sé per risolvere il problema, ma di solito finisce per pasticciare o cancellare irrimediabilmente qualcosa. Dopodiché guarda il soffitto, allarga le braccia in segno di resa, quindi lancia un “Boia fàuss!” e chiama in aiuto un carabiniere giovane.
Oggi, con il DVD che gli è stato lasciato dal Buttoni, preferisce non correre rischi e fa venire il carabiniere Vandero, il quale è giovane ed è molto esperto; ed è esperto sia perché è giovane sia perché ha frequentato un corso speciale presso il comando regionale.
“Ten, vedi un po’ che cosa c’è dentro. Ma, atensiùn,‘m racumand, non cancellare niente.”
* * *
Dopo alcuni minuti torna il carabiniere Vandero che riferisce al maresciallo di aver visionato il contenuto del disco e di avervi trovato solo una dozzina di strane combinazioni di lettere, numeri e segni algebrici, ma è tutto incomprensibile. Si tratta evidentemente di informazioni crittografate, come del resto c’era da aspettarsi dato che sul DVD c’è scritto appunto ‘KRYPTO-RIC’. Per comodità Vandero ha stampato il primo blocco di caratteri e lo presenta al maresciallo. Ecco quello che il maresciallo può leggere e cercare di decifrare:
PNN > RBB = X4P : 320G/pnn
> CND : 200G/pmd+ 2spc/gl + qb/ppr + prz + frm-grt
> (sff)lo : gl+ ppr // (ccr) pmd //prz // frm
Precisa Vandero: “Di blocchi analoghi ce ne sono altri undici. L’impostazione è simile, cambiano i dati, lettere e numeri, e la dimensione del blocco. Alcuni blocchi sono più lunghi, occupano anche una decina di righe. Che sarà? Però è una delusione…”
“Deluso perché non ci hai capito niente?”
“No, veramente, maresciallo, pensavo di trovare qualche cosa di… interessante… eccitante…”
“Parlapà! Che cosa ti aspettavi?”
“Magari un filmato… come posso dire… osé. Si dice sempre che la gente ha i computer pieni di roba sexy!”
Il maresciallo non può evitare di sorridere e pensare: “Beata la giuventü, la pénsa sémpre a cule cose là. Mi avia i giurnaj porno, adess l’om ha internet e DVD!” Questo pensa, ma dice invece:
“Siediti e aiutami a capire. Ora io parlo e tu stai zitto e non mi interrompere.”
Come ho già spiegato (4), ma per comodità degli smemorati e dei distratti lo ripeto ancora una volta, il maresciallo Grandasso trova utile ragionare a voce alta alla presenza di un interlocutore fidato che ha il compito di ascoltare e di interloquire il meno possibile.
“Dunque! Per cercare di capire quella formula è essenziale, prima di tutto, sapere che cosa significa quel titolo scritto sul disco: ‘KRYPTO-RIC’. È ovvio che ‘KRYPTO’ vale crittografia, ma qual è la chiave di decifrazione? e ‘RIC’ è probabilmente l’inizio di una parola: ‘Ric...’ che potrebbe essere, come ha pensato Buttoni, ricettazione o ricatto…, ma anche: ricevute, riciclo... Certo non significa: ricamo, ricino, ricciolo… e… ricompensa/ricompense? Sì, potrebbe anche essere, nel senso di ‘mazzette’… qualora si trattasse della corruzione, che oggi ce n’è tanta e dappertutto.
Ma ‘ric’ potrebbe anche essere un acronimo: RIC inteso come R.I.C. Del resto non si scrive forse ENEL ANAS FIAT? e sono tutte sigle senza puntini. Ma in questo caso le ipotesi diventerebbero infinite. Si può andare da ‘Rete Italiana Corruzione’ a ‘Registro Irregolarità Contabili’ oppure ‘Rutto Inarrestabile Cronico’ o ‘Rospo Ingoiato Crudo’…
No, così non si risolve nulla. Ti, che dise? No, non dire nulla, tanto ne sai meno di me che non so niente.”
A questo punto il maresciallo Grandasso comincia a pensare che forse la cosa più opportuna è inviare il DVD al R.I.S., il reparto investigazioni scientifiche, e lasciare che gli specialisti lo esaminino. Però ha due scrupoli: il primo: gli ripugna di darsi subito per vinto; il secondo: se si tratta di dati di nessuna importanza, lui che figura ci fa a disturbare quei cervelloni?
È meglio esaminare prima la situazione locale, cioè quella del territorio di sua competenza. C’è qualche indizio di attività illecite che possano far pensare ad organizzazioni criminali che operino con ricatti o riciclaggio di denaro sporco o corruzione?
Ricatti? No, non gli pare. Riciclaggio? Neppure. Corruzione? Beh! la corruzione è così diffusa che tutti possono esserci almeno casualmente implicati, ma, per quanto riguarda Civita Romana, può trattarsi di piccole irregolarità commesse da ‘personaggetti’, come dice Vincenzo De Luca per significare persone di poco valore, mentre il DVD, se è una cosa seria, fa pensare a criminalità organizzata di alto livello.
Però nella frazione di Sovrana, nella zona di Bosco Scuro, dove è avvenuto il delitto Spinni, ci sono alcune ville frequentate da forestieri ricchi e misteriosi (4). Chissà che cosa c’è nascosto?
Il maresciallo decide di rimandare a domani ogni decisione. Prima dovrà consultare il vecchio Vittorio Neri, che di Sovrana sa tutto: vita morte e miracoli e non solo, ma conosce, e ciò è ancora più importante, anche i segreti.
Presa questa decisione se ne torna a casa, dove troverà un bel piatto di brasato al Barolo che la moglie gli ha promesso già da ieri. Il brasato al Barolo e un buon bicchiere di vino, ovviamente Barolo, sono per il maresciallo una medicina contro lo stress, una medicina straordinariamente efficace e soprattutto piacevole.
(Continua e finisce domani)
Agostino G. Pasquali
NOTE
(1) Dato che il carabiniere Vandero è piemontese, il maresciallo che è torinese d.o.c., si lascia andare con lui a pronunciare qualche parola in dialetto, così, tanto per un piccolo sfogo di sentimentalismo e nostalgia.
(2) “Sì, lo conosco, lascialo venire, fallo entrare.”
(3) Il ‘frigorifero con cadavere’ è un riferimento al ‘Delitto perfetto a Sovrana’, un racconto precedente.
(4) Ne ho già parlato in ‘Delitto perfetto a Sovrana’.
