Viterbo CRONACA Le spalle sono quelle dei facchini, non sono quelle di Maurizio Tofani
di Luigi Torquati

Primo Nocilli, facchino di santa Rosa negli anni '30 del 1900 (g.c. Mara Nocilli)
Gentili lettori de “lacitta.eu”, non so quanti mi leggeranno, spero molti, considerato che si tratta di difendere la nostra città dall’incapacità, dall’arroganza, dalla stupidità, dalla prepotenza, dalla sfrontatezza, dall’insolenza, dalla presunzione, dalla mancanza di rispetto per tutti i viterbesi, da parte di questi amministratori e da chi, dietro di loro, fa il burattinaio e tira i fili, fregandosene di tutto e di tutti.
Avrete certo saputo della scelta di non far partecipare, nella Commissione chiamata a valutare i progetti nel concorso d'idee per la “Macchina” di Santa Rosa, né un rappresentante dei facchini, né un rappresentante della Curia, né un rappresentante dell’Università.
Si sono dimenticati che la festa di Santa Rosa e, quindi la Macchina, non solo è una festa folcloristica, tradizionale, ma è anche una festa religiosa. Di conseguenza, anche la Curia ha il diritto di scegliere.
Non vogliono l’ausilio dell’Università, forse per paura di fare una brutta figura di fronte a qualcuno competente.
Si sono dimenticati che sono i “Facchini” che se la caricano sulle spalle e ce la fanno vedere, la fanno ammirare ai turisti e potrebbero farla vedere a tanti altri, solo che questi scellerati amministratori spendessero i soldi per qualche televisione, anziché in catering inutili (quanto è costato quello fatto a Roma? 7.000,00 euro, sembra).
Questa accozzaglia di prepotenti che governa la città, si è dimenticata che la Macchina di S. Rosa ha avuto il riconoscimento a patrimonio immateriale dell'umanità da parte dell'Unesco, nella “Rete delle grandi macchine a spalla”.
E le spalle sono quelle dei facchini, non sono quelle di Maurizio Tofani, e quant’altri non hanno voluto il rappresentante della categoria più importante ai fini della manifestazione.
Voi lettori vi domanderete perché spero siate in molti; perché quando andrete a votare, vorrei vi dimenticaste delle vostre conoscenze superficiali, vi scordaste di far parte di qualche associazione che ha un suo rappresentante candidato, che lasciaste da una parte i consigli dell’amico che è sempre interessato a qualcosa. Informatevi su tutto il possibile (moglie, figli, suoceri, amici, cani, gatti, tutto, insomma) riguardo il candidato che volete votare e dategli la preferenza solo se siete sicuri della sua onestà, della sua voglia di lavorare per la città e soprattutto della sua umiltà.
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Carissimi facchini della Macchina di S. Rosa, io non sono un sociologo come Francesco Mattioli, ma credo anch’io, come lui, che sia giusto “Che i facchini dicano la loro su cosa si mettono sulle spalle, mi sembra il minimo in una società democratica e pluralista come la nostra”. Avete dichiarato che qualsiasi rapporto tra il Comune e il Sodalizio è chiuso e che sarete presenti solo il 3 settembre alle ore 21 a Porta Romana. Non ci sarà quindi la visita alle sette chiese, non ci sarà il tragitto in mezzo alla folla per arrivare a S. Sisto, forse non farete nemmeno le cene in piazza.
Non lasciate a questi quattro scialacotti la soddisfazione di aver annullato il Sodalizio, fate tutto come sempre, ignorateli, ma continuate a far sognare noi viterbesi. Abbiamo bisogno, in primo luogo, di dire “Viva Santa Rosa”, ma anche di esprimere il nostro plauso, gridando “Viva i Facchini”.
Altrimenti, sarebbe meglio non presentarsi nemmeno il 3 settembre e vedere se i signori del no ce la fanno a trasportare la Macchina, ma per noi viterbesi, e soprattutto per la città, sarebbe una sconfitta.
Forza gente, andate avanti, state tranquilli che i veri viterbesi sono con voi.
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Mi dicono che forse esiste una norma che vieta la presenza nelle Commissioni di persone estranee al Comune. Personalmente, non lo so, ma anche se ci fosse questa assurdità (gli “esperti” molte volte sono necessari), sarebbe bastato nominare un comitato “a latere”, tenendo naturalmente in debito conto il parere espresso.
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Egregio Sindaco Michelini, anche in questa vicenda della rappresentanza dei facchini, mi pare che Lei non sia d’accordo con la Sua giunta; non è la prima volta che succede, stando a quanto riportano i media. Lei sa senz’altro che la gente, in generale, non dice “la colpa è della giunta” o addirittura “la colpa è dei dirigenti”, ma fa ricadere il tutto sulle Sue spalle.
Certo, tutti noi La vediamo come “Primo cittadino” per cui potrebbe essere giusto affibbiarLe tutte le colpe; si dice: un primo cittadino deve farsi rispettare, deve poter dire l’ultima parola. In democrazia questo non è permesso, però una scelta degli uomini un po’ più oculata l’avrebbe dovuta fare, fregandosene degli “indirizzi” forniti da troppo interessati personaggi.
In questo momento i viterbesi pensano che se un Sindaco non è d’accordo con la Sua giunta, deve fare una scelta: o togliere le deleghe cambiando gli uomini, o cedere lo scettro anche se costasse un po’. Non si può amministrare una città come sta avvenendo a Viterbo.
Una decisione drastica va presa e questo anche per la Sua persona che, come penso, non merita di essere trattata male.
Luigi Torquati
