Viterbo CRONACA La mia prima sassata la voglio indirizzare alla vicenda Facchini-Comune
di Lutor

Non si fa altro che stigmatizzare il comportamento degli amministratori, comportamento certamente assurdo, che ha fatto lievitare la decisione dei facchini di non avere più rapporti con il comune, rimanendo a disposizione solo per ciò che riguarda il trasporto.
Il Comune, da parte sua, non ha emesso comunicati al riguardo, o perlomeno io non ne ho visto alcuno, i facchini li hanno fatti prima e dopo l’assemblea ordinaria. Comunicati che ribadiscono le prime dichiarazioni e nient’altro. Penso proprio che abbia ragione Bracchi, quando dice che esiste “uno strappo storico” e che occorre una maggiore chiarezza da ambo le parti.
Sono i soldi del pranzo che rendono catastrofico il tutto? C’è qualche offesa grave da parte dei facchini, contro qualche amministratore che si vendica, vietando l’ingresso in commissione?
Fatecelo sapere, non solo per curiosità, ma anche perché potremmo pure noi diventare vendicativi.
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Di conseguenza parliamo del Bando del concorso di idee per la nuova Macchina. Come i lettori sapranno, ho avuto modo di venire in possesso della lettera della sig.ra Anna Maria Monti, indirizzata al vice sindaco Ciambella, che con argomentazioni condivisibili, affermava l’opportunità di rimandare il bando a quando ci sarà una maggiore possibilità economica. Naturalmente tutto è passato sotto silenzio e il bando è stato pubblicato.
Ero e sono assolutamente d’accordo con quanto espresso nella lettera, anche se, per essere del tutto sincero, devo dichiarare che altri anni con questa ultima Macchina (che non mi piace proprio) sarebbero stati duri da sopportare.
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Prima di affrontare un altro argomento, permettetemi una citazione di Rita Mae Brown: “Non mi fido molto delle statistiche, perché un uomo con la testa nel forno acceso e i piedi nel congelatore, statisticamente ha una temperatura media.”
Ho letto l’articolo su Tuscia Web “Non è una città per pedoni” naturalmente riferito a Viterbo. Da una indagine condotta da Ecosistema Legambiente e il Sole 24 Ore è risultato, appunto, che Viterbo ha una superfice pedonabile che la colloca all’88esimo posto nella classifica ed è anche l’ultima della nostra regione.
Ci sono poi altri dati non soddisfacenti per noi e c’è anche la mancata comunicazione, da parte della città, di molti parametri che, di conseguenza, affossano ancor di più Viterbo nel fondo della classifica.
Io mi domando: come vengono fatte queste classifiche? Hanno provato ad andare e tornare, a piedi naturalmente, da via Cattaneo a piazza del Sacrario, oppure da piazzale Gramsci al Comune? Chiamerebbero ancora percorso pedonabile questi tratti, magari percorsi da anziani? Hanno fatto un paragone di dislivelli tra Latina e Viterbo? Hanno paragonato tutti i vari parcheggi vicino ai percorsi pedonali? Hanno tenuto in debita considerazione i trasporti interni alle città?
Un’altra cosa che viene a scapito di Viterbo è il numero di macchine ogni cento abitanti: 73. Nella regione Lazio, risulta peggiore solo Frosinone, che ne ha 74; lo so, sono tante, e me ne accorgo quando circolo nei pressi del passaggio a livello di porta Fiorentina o vado da porta S. Pietro a Faul.
Vuol dire, comunque, che a Frosinone e a Viterbo “ce so’ ancora li sordi pe’ comprà le macchine”.
E chiudo con un’altra citazione, molto famosa, di Trilussa sulla statistica: “Seconno le statistiche d'adesso risurta che te tocca un pollo all'anno: e, se nun entra nelle spese tue, t'entra ne la statistica lo stesso perché c'è un antro che ne magna due.”
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Ho sentito che il nostro (?) rappresentante in Parlamento, il grande Fioroni, è andato alla “Leopolda 2014”.
Ho sentito anche qualche commento di estimatori e non, che, tra l’altro, si domandavano cosa avesse in mente il nostro Peppe. Tutti, chi più, chi meno, abbiamo seguito l’andamento di questa assemblea fiorentina.
Abbiamo letto che Fassina ha detto a Renzi: “Tu parli davanti ai fan, io sto con i disoccupati”; abbiamo sentito la Bindi definire imbarazzante la convention fiorentina e ciò che rappresenta, ovvero una “classe dirigente di reduci”.
Abbiamo anche ascoltato da Renzi, dichiarazioni del tipo “Qui parla l’Italia che crea posti di lavoro” e, in merito allo sciopero indetto dalla CGIL, “Sono manifestazioni politiche e io le rispetto e non ho paura che si crei a sinistra qualcosa di diverso. Sarà bello capire se è più di sinistra restare aggrappati alla nostalgia o provare a cambiare il futuro“.
Lo abbiamo visto indirizzare il suo dire, non al PD, ma al popolo “che si è allargato fino ad arrivare al 41%”; ecc. ecc. (Insomma, tante parole. Io aspetto i fatti!).
Ma c’è stata una parte del discorso che risponde quasi pienamente a ciò che dicevamo all’inizio. Leggete quanto è scritto su “Il Fatto Quotidiano”: “Noi non consentiremo che il Pd sia trasformato nel partito dei reduci. Noi saremo il partito dei pionieri, non quello del museo delle cere, ma del futuro e del domani”.
E non importa che nel partito di domani trovino spazio personaggi della Prima Repubblica come Beppe Fioroni, ex ministro e vecchio arnese Dc, o chi come Salvatore Cardinale, presente in sala con la figlia parlamentare, è stato ministro nei due governi di Massimo D’Alema."
A questo punto possiamo supporre il perché del viaggio di “Beppe” a Firenze.
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Prima di passare all’ultimo argomento, voglio raccontarvi un fatto personale. Vedendo la foto della frittata con l’articolo di Emma da Vetralla, l’ho aperto per pura curiosità e pensando, allo stesso tempo, a qualche ricetta particolare (Oggi vanno tanto di moda, specialmente in TV). Ho letto della disavventura della frittata nel lavabo e la bontà del marito (un santo) di mangiarla ugualmente.
Qualche settimana fa, anche mia moglie, che non ama molto la cucina, ha fatto la frittata (in ogni senso).
Anche lei, come Emma, ha usato le zucchine, però mischiate con le patate, ovvero la proporzione è: una zucchina micragnosa e tre patate ben piazzate.
Anche lei ha girato la frittata intempestivamente e in più l’ha fatto direttamente sui fornelli, con la conseguenza che una parte della frittata ha sporcato tutto l’apparato culinario e una buona parte è finita a terra, con un caos pazzesco.
Io che non sono un santo, mi sono alzato, sono andato alla pizzeria delle Duchesse, ho preso due belle pizze e al ritorno a casa, debitamente pulita, ho fatto il grande, dicendo “Non te la prendere, a tutto c’è rimedio”.
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E finisco queste sassate con una cosa molto triste.
Mi riferisco a Reyhaneh Jabbari, la ragazza di 26 anni giustiziata (?) per impiccagione, in Iran, il 25 Ottobre, per aver ammazzato il suo stupratore. Era stata condannata a morte nel 2009 per aver ucciso un uomo che aveva tentato di violentarla nel 2007, come da lei sostenuto, nel corso di un processo che Amnesty International ha definito «pieno di errori».
Non solo è stata uccisa, ma ha anche passato lunghi periodi in “isolamento” durante la sua lunga detenzione.
Ho letto la sua lettera indirizzata alla madre, parla delle ingiustizie subite, dei valori trasmessi, appunto, dalla madre, della totale arroganza di polizia e giudici nei suoi confronti. Quello che mi ha colpito maggiormente è una parte che riporto fedelmente.
“Io non voglio marcire sotto terra. Non voglio che i miei occhi o il mio giovane cuore diventi polvere. Implora questo: che non appena sarò impiccata, venga disposto che il mio cuore, i miei reni, gli occhi, le ossa, e qualsiasi altra cosa che sia possibile trapiantare, vengano separate dal mio corpo e date a qualcuno che ne ha bisogno come dono.
Non voglio che il paziente conosca il mio nome, che mi compri un mazzo di fiori e persino che preghi per me. Te lo dico dal profondo del mio cuore: non voglio una bara su cui tu debba venire a piangere e a soffrire. Non voglio che tu ti vesta di nero per me. Fa’ del tuo meglio per dimenticare questi giorni difficili. Dammi al vento, che possa portarmi via.”
Iran, un paese che vorrebbe camminare con i tempi di oggi, convivere con gli altri stati. Penso che ne dovrà fare molta di strada, prima di riuscirci. Vergogna!
Lutor
