Viterbo CRONACA Per fortuna questa situazione naturale è annullata dall'affetto dei familiari
di Bruno Matteacci

 

Mai avrei pensato di dover provare la brutta sensazione della "solitudine", dover aver timore del "silenzio". Sì, queste disgustose sensazioni sono affiorate da qualche tempo, in  poche parole, da quando sono andato in pensione.

Dico andato perché fu una mia scelta, per l’incertezza del momento politico degli anni 90, chiedere di essere collocato in pensione e quindi di troncare quel rapporto, più che umano, che avevo con i cittadini che spesso si rivolgevano a me per chiedere la soluzione di qualche problema.

Comunque grazie a questo "mostro", con il quale sto scrivendo, sono rimasto in contatto con molte persone, ma è tutta un'altra cosa sentire il calore dell'amicizia, il piacere di una stretta di mano, la musica di un tono di voce che ti fa sentire vivo.

Altro problema che non avrei voluto affrontare, ma la realtà della situazione, me lo impone, è la lontananza che esiste tra me e l'Amministrazione Comunale, spesso sollecitata per la soluzione di qualche problema, sentito e sopportato dalla cittadinanza, ma ignorato dagli amministratori con eterni silenzi e inoperosità.

Per fortuna questa situazione naturale, ma triste, nel mio caso è alleviata, per non dire annullata, totalmente, dall'affetto dei miei familiari e la passione che nutro verso i miei amati nipoti che, grazie a Dio, sono numerosi ed affettuosi.

Bruno Matteacci