Viterbo CRONACA Anche oggi il buon senso sembra scomparso, ma non credo che stia nascosto per paura del senso comune
di Aggì

Oggi non tratterò un argomento specifico, ma scriverò “a pensiero libero” e concluderò con una “storiella quiz”.
Il tutto per sorridere, magari amaramente e a denti stretti, in questo malinconico periodo di recessione e di decadenza politica e sociale.
La legge del più forte. Ho rivisto in televisione un vecchio film, “La legge del più forte”, e mi ha colpito un divertente dialogo:
A Mr. Jason Sweet, in passato allevatore di mucche, ma ora allevatore di pecore, viene chiesto perché alleva pecore invece di mucche.
- Perché ero stufo di prendere a calci delle stupide mucche.
- Perché? Le pecore sono più intelligenti delle mucche?
- No! Ma sono più facili da prendere a calci.
Jason Sweet non vi fa pensare a Renzi che se la prende con i sindacalisti?
Ma poi, pecore e sindacalisti meritano i calci? Le pecore sicuramente no.
Feste dell’olio. A cura della Camera di commercio di Viterbo ci sarà martedì 11 novembre la presentazione dell’edizione 2014 delle Feste dell’Olio della Tuscia.
Qui c’è poco da sorridere perché c’è poco da festeggiare. Per le olive è stato un anno orribile, da dimenticare, altro che festeggiare!
Parole in disuso. Di tanto in tanto leggo, o meglio, rileggo “I promessi sposi”.
(Immagino di sentire una domanda, come quella che fa il sacerdote in confessione:“Quante volte l’hai fatto? Quante volte l’hai letto?” Ma non è mica un peccato. Quindi non rispondo.)
Ogni volta che rileggo quel romanzo vi trovo, oppure ritrovo, pillole di saggezza. Oggi segnalo che al capitolo XXXII è scritto che “ …il buon senso c’era, ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune.”
Anche oggi il buon senso sembra scomparso, ma non credo che stia nascosto per paura del senso comune. Se ne è andato del tutto, cacciato via dal senso comune fatto da slogan arazionali, vacui, preconfezionati, ma efficaci, perché ben studiati dalla pubblicità commerciale e dalla propaganda politica.
In passato mi è capitato di segnalare la scomparsa dell’etica. Però ritenevo, e lo scrissi, che l’etica non stava nascosta per paura, anzi era vero il contrario: l’etica faceva (e fa) paura, come appunto disse una nota signora in un momento di involontaria sincerità. (Chi vuol saperne di più si rilegga la puntata 17 del vocabolario impertinente).
Comunque, che stiano nascoste o siano temute, le parole come “buon senso ed etica”, ma aggiungiamoci: onestà, responsabilità, sincerità, ecc, sono tutte in disuso.
M5S. Si vede scritto talvolta “ MoVimento 5 stelle “. Con una facile elaborazione formale “MoVimento” può divenire “Mo Vimento” e anche “Mo Vi mento”, che significa “Ora vi dico bugie”. Sarà un lapsus freudiano?
Una storiella con quiz. Lo stato di Chiacchierlandia era da tempo attaccato da confinanti bellicosi, i quali stavano annettendosi di fatto il territorio di Chiacchierlandia, pezzo dopo pezzo.
Il governo di Chiacchierlandia s’ingegnava a resistere in attesa di avviare una controffensiva.
Già ai primi segnali di attacco del nemico, governo e parlamento avevano proclamato solennemente che il nemico mai e poi mai avrebbe varcato le sacre e inviolabili frontiere. Invece il nemico avanzava senza difficoltà, e, un villaggio oggi, una città domani, occupava le terre migliori, anche avvalendosi di una collaborazione locale, tutt’altro che patriottica. Il ministro della difesa di Chiacchierlandia continuava a promettere e proclamare controffensive che non avvenivano e giustificava le ritirate e i cedimenti come “intelligentemente strategici”.
Ogni giorno il parlamento discuteva su cosa fare, ma non decideva mai nulla di sostanziale per colpa dei veti incrociati, degli emendamenti dilatori e delle dotte dichiarazioni dei parlamentari che sembravano diventati di colpo tutti esperti di tattica e strategia e pretendevano di dire la loro opinione, ché questo era un loro diritto, previsto dalla costituzione e dal regolamento; ma non erano d’accordo su niente e perciò si perdeva solo tempo.
Il parlamento esigeva di essere informato sull’andamento delle operazioni, il che avveniva puntualmente con l’audizione di un ministro competente (competente in senso amministrativo, non sostanziale). I ministri ammettevano che c’erano difficoltà, ma assicuravano che la situazione era sotto controllo e che il nemico, mai e poi mai, avrebbe messo in pericolo l’integrità dello stato.
Ma il nemico arrivò fino alla capitale. Il parlamento venne riunito d’urgenza, con la presenza del governo, e pretese la rituale informativa. Si presentarono tre generali, fieri e plurimedagliati, che nessuno aveva visto prima. Un golpe?
Il presidente dell’assemblea, serio e impettito perché consapevole della sua alta funzione e autorità, chiese: “Chi siete? Presentatevi e informateci!”
Un generale, quello dei tre che aveva più medaglie, rispose: “Siamo gli inviati plenipotenziari dell’esercito nemico e vi dichiariamo tutti prigionieri!”.
Il quiz. La storiella è evidentemente fantapolitica e azzarda una previsione. Qual è la morale di questa storiella? Che cosa vuol rappresentare?
Ci sono parecchie soluzioni. La più immediata si ottiene sostituendo “guerra militare” con “concorrenza economica”, “villaggi e città” con “imprese industriali e commerciali” e “Chiacchierlandia” con …
…ve lo devo proprio dire?
Aggì
