Cellere POESIA Ebbene sì, son cento; ma quale cento volteggia nell’aria?
di Mario Olimpieri

 

Non è facile trovare le parole più appropriate per celebrare solennemente la vita di una persona che ha raggiunto il prestigioso traguardo dei cento anni.

Io mi sono espresso così:

Cento!

 

Ebbene sì, son cento;

ma quale cento volteggia nell’aria?

Forse cento farfalle

sfuggite ad una fata distratta

 

o

cento sogni inseguiti,

sofferti, realizzati?

Oh, no;

sono cento luminose primavere!

Cento,

inaccessibile cento

che il cellerese borgo etrusco

mai celebrò

e che oggi tu cogli

dall’albero della vita.

Cento gocce

stillate dalla roccia,

che ora vanno a fondersi

nell’immenso mare del tempo.

Breve segno, piccolo tratto

di un percorso senza fine,

ma che tu, solo tu,

hai tracciato,

carissimo Francesco,

e che ancora ti accingi a proseguire,

sospinto da una folla osannante

che innalza un limpido

e puro canto di vita.

Cento, cento, cento e…

“tempus fugit”

e corre infinito!

 

Mario Olimpieri