Viterbo CRONACA I cittadini vogliono solo acqua potabile e meno costosa!

Il termine immorale è forse un complimento per definire la gestione del servizio idrico nella provincia di Viterbo.
Talete avrebbe accumulato dal 2012 quasi 9 milioni di debiti per fornitura d'energia elettrica nella consapevolezza che , essendo gestore di un servizio pubblico essenziale, non avrebbero mai potuto staccarle la fornitura.
Nel frattempo, però, nonostante essa stessa sia fornitrice di un servizio pubblico essenziale nei confronti dei cittadini, provvedeva senza scrupoli a effettuare i distacchi dell'acqua a chi non poteva pagare le bollette entro i termini.
Bollette che, peraltro, nel corso di questi ultimi 7 anni si sono quasi triplicate .
E, mentre, accumulava debiti per energia elettrica, apprendiamo dagli organi di stampa, che spendeva circa 240.000 € tra affitti e oneri accessori per i locali che utilizza e che un investimento di 400.000 € nel settore informatico, sarebbe stato bloccato.
Forse c'era qualcuno che doveva riempirsi le tasche con questi investimenti ?
Gli amm.ri fanno finta di non capireche ai cittadini non gliene frega niente del nuovo portale web, i cittadini vogliono soltanto acqua potabile e meno costosa!
Ciò è quanto ci riserva la gestione privatistica: continui aumenti delle tariffe senza considerare la qualità dell'acqua che viene erogata. L'ultimo aumento del 9% è stato deliberato il 7 novembre ed è retroattivo dal 1 gennaio 2014 e già ci preannunciano un nuovo aumento del 27%, dal nuovo anno. Inoltre, una gestione poco trasparente che potrebbe aver arrecato danni alla salute dei cittadini per averli tenuti all'oscuro per circa 10 anni dei gravi effetti dell'arsenico nelle acque.
E' il momento che i cittadini si diano una svegliata perché è in ballo la privatizzazione del servizio idrico e non possiamo stare a guardare.
Talete prima e Acea dopo Acea cercheranno di farsi avanti per spartirsi la torta dei beni comuni e quando si parla di privatizzazione si parla di profitto non di bene della collettività.
E' ora che i cittadini organizzati in Comitati, Associazioni o Consorzi si facciano avanti per riportare alla gestione pubblica l'acqua e tutti i beni comuni.
Il Comitato" Non ce la beviamo", impegnato nella battaglia sull'arsenico, ma anche su una gestione etica dei beni comuni, sta portando avanti questa campagna e apre le porte ai cittadini interessati invitandoli a contattarci alla seguente mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il Comitato non ce la beviamo
