Viterbo CRONACA DI RICORDI Sono trascorsi 19 anni dal ritorno alla Casa del Padre di don Armando
di Bruno Matteacci

Don Armando Marini
Diceva don Armando Marini, parroco della chiesa dedicata ai SS. Valentino e Ilario, a proposito delle sacre funzioni richieste dalla cittadinanza, in particolare nella Chiesa di san Lazzaro sita nel cimitero cittadino, che non si doveva stabilire e chiedere nessun importo di danaro per le sante messe celebrate in memoria dei defunti.
Ricordo che diceva: "Chi ha dia e chi non ha non dia, le sacre funzioni celebrate non devono essere mercificate, vedo che per qualcuno Dio non è trino, ma quattrino".
La frequenza dei viterbesi nella predetta chiesa era sempre numerosa, la gente veniva, anche da luoghi lontani, solo per ascoltare le omelie di don Armando che, a volte, sembravano fatte per ciascuno di noi.
Sono trascorsi 19 anni dal ritorno alla Casa del Padre di don Armando e si sono succeduti vari pontefici fino al papa Francesco che, giorni or sono, ha alzato il timbro della sua voce per condannare la presenza dei listini dei prezzi, per le celebrazioni delle sacre funzioni, affissi sulle porte di certe chiese.
Don Armando, quanto criticato dal Papa, lo disse dal giorno che è stato consacrato sacerdote e posso affermare, per aver vissuto le vicende, che spesso pagava di tasca sua, le bollette della luce di persone indigenti.
Bruno Matteacci
