Cellere RIFLESSIONI E DIALOGO In Italia i ladri non mancano, ci sono tanti, anzi tantissimi
di Mario Olimpieri

 

Questo è un colloquio molto attuale: proprio in questo periodo la stampa e i mass media ci informano degli intrallazzi che avvengono in Italia, interpretati da politici corrotti dallo ‘sterco del diavolo’, che evidentemente non puzza affatto e che è molto gratificante maneggiarlo.

 

AMARA CONVERSAZIONE TRA AMICI

“In Italia non ci sono i soldi!”.

“Non è vero, perché se non ci fossero i soldi non ci sarebbero nemmeno i ladri; altrimenti, che cosa ruberebbero?

E invece in Italia i ladri non mancano, ci sono tanti, anzi tantissimi: segno evidente che i soldi ci sono”.

“Ma dove sono?”.

“Certamente non tra la gente comune, dove i ladri farebbero affari di poco conto, colpi di pochi spiccioli, e invece sappiamo bene che i ladri sono avidi di denaro, di tanto denaro, di più e ancora di più”.

“E dove si trova tanto denaro?”.

“È facile risponderti.

Si trova nella Pubblica Amministrazione, al Governo, al Parlamento, al Senato, presso le grandi cooperative, le lobbies, le Banche, i grandi appalti…

Ecco dove sono i soldi, ed ecco dunque dove si trovano i ladri.

Possiamo però distinguere due categorie di ladri: quelli legali e quelli illegali.

I primi sono coloro che si trovano al comando del Paese e che approvano leggi a loro vantaggio esclusivo e decidono, incontrastati e tutti in pieno accordo, tutti, a stabilire i loro stipendi, i loro vitalizi, i loro diritti, le loro pensioni, sottraendo denaro al popolo laborioso e forzatamente ‘coglione’.

I secondi sono i ladri di professione, che con imbrogli, consegna di mazzette e favoritismi vari corrompono gli ossequiosi e interessati personaggi politici per fare entrambi affari d’oro.

Rubano perché evidentemente i soldi ci sono, ma solo per loro (i primi e i secondi), mentre i poveri e bistrattati lavoratori devono tirare la cinghia per far sì che quelle persone infami mangino a crepapelle, posseggano ville, yacht, donne, macchine di lusso, alla faccia di chi versa sudore e sangue”.

“Però i lavoratori sono liberi, mentre i ladri trascorrono poi i loro giorni nelle patrie galere”.

“Ma quando mai! Mica vorrai scherzare!

Procedono nella società a testa alta, sfrontatamente, e in galera ci puoi trovare solamente i ladri di galline!”.

“Ma allora non c’è soluzione a tutto ciò?”.

“Hai detto proprio bene, non c’è soluzione: soltanto sorella morte potrà fermare le mani dei ladri, ma è una magra consolazione, perché nel frattempo essi vivono nel lusso più sfrenato, nell’ingordigia e noi nella maleodorante materia di Cambronne: nella merda, con dignità, ma sempre nella merda!”.

“Ma lo sai che mi hai pienamente convinto!”.

“È stato troppo facile, amico mio, convincerti con la forza dell’evidenza e della chiarezza. Per concludere, ci tengo a dire qualcosa che ci può consolare, e cioè che tra il loro ‘sterco del diavolo’ e la nostra merda c’è veramente un abisso di nobile differenza!”.

Mario Olimpieri