Viterbo CRONACA Il nostro comitato non ha nulla a che fare con eventuali intemperanze su Facebook
Grazie per l'interesse che avete riservato alla protesta del comitato Sì alla famiglia di Viterbo che contestava - in modo civile e argomentato - un'immagine del presepe in cui Maria, Giuseppe e il bambino erano "interpretati" da cani.
Il nostro comitato non ha nulla a che fare con eventuali intemperanze su Facebook e altrove, che certamente non corrispondono al nostro stile. Delle intemperanze semmai siamo vittima, e io stessa ho ricevuto minacce di cui si occuperà l'autorità di polizia.
Altrove abbiamo letto dotte dissertazioni secondo cui raffigurare Gesù in veste animale, per esempio di agnello, corrisponde a un'iconografia tradizionale. Tra noi ci sono appassionati di simbologia e attenti lettori del "Bestiario del Cristo" di Louis Charbonneau-Lassay.
Chi lo legge si convince facilmente che associare Gesù Cristo all'agnello - o magari al pellicano o al leone - è in effetti consueto e ha un significato simbolico riconoscibile e positivo, mentre i cani - è così le scimmie, contro la cui associazione con il cristianesimo in opere di vera o presunta arte, come ricordavamo, ebbe a promuovere un'azione legale l'attuale Pontefice quando era arcivescovo di Buenos Aires - sono quasi sempre stati evocati dai persecutori del cristianesimo per diffamare la Chiesa come una realtà "animale" e impura. ù
Da Nerone al Califfato dell'ISIS l'immagine dei "cani cristiani" non evoca nulla di positivo né di pacifico. Anche a Viterbo chi si permette di rompere la falsa armonia del "politicamente corretto", non solo su questo tema, è prontamente aggredito.
Naturalmente non metto sullo stesso piano qualche minaccia lasciata nella buca delle lettere - anche se la polizia, con i tempi che corrono, mi consiglia di non sottovalutarla - con le stragi di chi perseguita i cristiani.
I sociologi ci insegnano però che esiste una spirale dell'intolleranza, per cui dalla discriminazione di chi non segue il pensiero dominante si passa facilmente alla violenza. Credo sia compito anche della stampa fermare questa spirale al primo stadio, quello in cui chi dissente è ridicolizzato e minacciato. Se non sempre, almeno in tempi di spirito natalizio.
Carla Vanni
Coordinatore Provinciale Comitato SI ALLA FAMIGLIA VITERBO
www.siallafamiglia.it
