Viterbo RICORDI Il muratore, "capo mastro" lo avevamo in casa nella persona di Vinicio

Vinicio Galeotti e Bruna Matteacci il giorno delle nozze
Quello che sto per narrare l'ho vissuto da spettatore in quanto gli attori principali del sogno diventato realtà sono Vinicio Galeotti, la moglie Bruna Matteacci e i figli Mauro e Carlo.
A suo tempo i coniugi Galeotti acquistarono in località Valle Cerasola, un modesto appezzamento di terreno ben ubicato in quanto c'era e c'è un bello spazio pianeggiante, un tratto scosceso dove Vinicio ci fece un orticello a terrazzo, e in fondo alla piccola valle c'era e c'è una bella grotta.
Ricordo le belle domeniche trascorse nelle immediate vicinanze della grotta che fu attrezzata con una canna fumaria, degli alari ed un grande bistecchiera oltre, logicamente, la necessaria creazione di panchine intorno ad un tavolo che potesse ospitare una decina di persone. Tante domeniche abbiamo trascorso in quella valle di paradiso tra l'affetto dei genitori e della famiglia tutta.
Con il tempo ai coniugi Galeotti venne pensato di costruire una "rotonda" con delle tavole e con delle vecchie finestre in modo da poter stare al chiuso con la visuale all'esterno. Tutto era cambiato, la grotta continuava ad essere utilizzata come punto di rinfresco per le bevande e come cucina per fare gli arrosti del caso.
Intanto i mesi correvano, passavano, e lasciavano problemi da risolvere anche se visti da lontano.
Ma che cosa avevano in mente i coniugi Vinicio e Bruna, spalleggiati dai figli ed incoraggiati dai parenti più stretti e vicini con i quali per anni avevano convissuto?
Il pensiero che assillava i due coniugi era quello di costruire su quel terreno un'abitazione per l'uso della propria famiglia.
Senza dubbio avranno trascorso notti insonne nel pensare a cosa andavano incontro. Ma il problema venne lievemente risolto dall'abile vecchio mestiere di Vinicio che era un abile "mastro" muratore.
Fu deciso di far fare un progetto a norma di legge, fu presentato in Comune che lo approvò senza limitazioni. Avuto il progetto in mano ci demmo appuntamento tutti a Valle Cerasola dove un comune amico ci portò delle tavole, delle "palanche" una carriola, qualche altro attrezzo che poteva servire e tanti tanti auguri. Il muratore, "capo mastro" lo avevamo in casa nella persona di Vinicio, i manovali ce ne erano a volontà tra la moglie, i figli il sottoscritto, il nonno, la nonna, tutti entusiasmati ci si trovava al termine del lavoro in ufficio.
Passò del tempo non inoperoso, la casa fu portata a termine grazie alla bravura di Vinicio e dell'ottima spalla dei figli.
Si fece un bel pranzo per festeggiare la fine dei lavori e la messa sul tetto della Bandiera italiana.
Il sogno, per tanto tempo represso, lasciato a dormire in un "cassettino" del cuore di Vinicio e Bruna è diventato realtà.
Bruno Matteacci
