Viterbo RIFLESSIONI Chi fa più danno la pornografia o la farfallina di Belen?
di Giuseppe Bracchi

Toh, a proposito di argomenti frivoli: la farfallina di Belen.

A Milano, pare che la sua immagine su un cartellone pubblicitario sia causa di incidenti stradali.

Ma siamo proprio sicuri che la colpa sia tutta della farfallina di Belen e non invece del solito idiota, malato di vouyerismo candidato all’oscar dell’imbecille del giorno, che anziché guidare con attenzione si… masturba la mente, dopo essersi magari masturbato tutta la notte su un sito a luci rosse?  

Ecco, da un argomento frivolo (la farfallina di Belen), ad uno più serio: la pornografia ed il suo uso indisturbato, soprattutto da parte di minorenni, che al riparo da occhi indiscreti e soprattutto dalla vigilanza genitoriale, trascorrono le loro notti insonni su internet a caccia del sito più piccante.

Chi fa più danno la pornografia o la farfallina di Belen? Buona la prima, considerando la seconda diretta conseguenza della prima e del decadimento sociale, spirituale, morale e, soprattutto, del pudore. Oh vergogna, dov’è il tuo rossore? Fa dire Shakespeare al quel personaggio dell’Amleto, Atto IV, scena IV. Ma tant’è.

Oggi tutto è diventato virtuale. Siamo tutti diventati della monadi senza porte e finestre,  che si beano della propria aurea mediocritas! Viviamo come Hikikomori (letteralmente: starsene in disparte, ritirarsi). Così i giapponesi chiamano gli ammalati di Internet dipendenza, che addirittura fanno della loro stanza l’ombelico del mondo: qui mangiano e consumano la loro vita virtuale, senza mai spostarsi di un millimetro. Altro che la farfallina di Belen! Sono i cervelli che rischiano di….(s) sfarfallare!

Per citare il Metastasio, ovunque il guardo io giro/immenso Dio ti vedo! Si, ma quale Dio? Il nuovo dio, ovviamente: il sesso! Al cui cospetto, la farfallina di Belen è soltanto un santino pudico.

Provate con vostro figlio ad entrare in un edicola. Fatte le debite proporzioni, un sexy shop vi sembrerà un santuario buddhista. A sinistra e a destra calendari… Pirelli e non, con tette, cosce e culi al vento; davanti e dietro alla testa, dvd e quant’altro dai titoli più che espliciti: “mogliettine solitarie”, “la collegiale la da a tutti” o “ti faccio un c… così” e via favoleggiando (sic!).

Di tanto in tanto, forse per spezzare la monotonia, tra una tetta e l’altra, emerge il diario di Papa Francesco o il calendario di un Padre Pio, che con occhi sgranati si sta chiedendo: ma dove mi avete ficcato?

Addio rapporti interpersonali! Cosa potrà mai raccontare al proprio coniuge il marito infedele che, dopo aver…. consumato tutta la notte i suoi ormoni sessuali su siti a luci rosse, con gli stecchini fra le palpebre avrà come risveglio dal viaggio virtuale una moglie in vestaglia e bigodini?

E’ il trionfo della morale Sadiana, della condizione femminile mercificata e mercificabile, concausa se non causa di tante violenze che si consumano quotidianamente sotto i nostri occhi. E’ il trionfo della cosificazione della donna, di cui oggi andrebbe fiero uno scrittore come il francese Henry De Montherlant, morto suicida nel 1972.

Simone de Beauvoir lo chiamò insolente nella sua opera Deuxiéme sexe.  E la stessa Simone come definirebbe oggi gli eredi della morale Montherlantiana, quella che vuole la donna solo “un incenso che ha bisogno di questo calore per elargire il suo profumo”?

Eppure la nostra Costituzione, la più bella del mondo (se fosse applicata, ovviamente!) all’art 21 (ultimo capoverso), leggendo la pornografia come una degenerazione e una perversione della libertà di pensiero, ne vieterebbe (il condizionale è d’obbligo, nonostante il carattere imperativo della norma fondamentale) le pubblicazioni a stampa e le manifestazioni pubbliche.

Rem videtur, causam non videtur! Ammonisce S. Agostino. Si, forse è meglio e più facile scaricare tutto sulla farfallina di Belen!

Giuseppe Bracchi