Viterbo CRONACA Le realtà produttive della nostra Provincia vivono problemi locali e difficoltà nazionali
di Simona Mingolla

Il direttore Federlazio Giuseppe Crea, l'economista ed esperto in scienze politiche Marco Simoni, il presidente Federlazio Gianni Calisti
(Foto del fotoreporter Gianni Uggeri)
Si è svolta martedì sera presso le Terme Salus, la rituale conferenza stampa di Federlazio Viterbo cui ha presenziato anche il prefetto di Viterbo, Antonella Scolamiero, e che si è svolta "In un format nuovo", come ha esordito il direttore Giuseppe Crea all'apertura dell'incontro.

Marco Simoni, economista ed esperto in scienze politiche, docente in prestigiose Università estere (Foto Gianni Uggeri)
"In un format nuovoin quanto quest'anno si è voluto parlare di temi più ampi sia in termini territoriali che economici poiché grazie alla presenza del Prof. Marco Simoni (economista ed esperto in scienze politiche, docente in prestigiose Università estere, attualmente Consigliere di Palazzo Chigi, afferente al dipartimento per la programmazione e coordinamento della politica economica, affianca il Premier Matteo Renzi con un team di esperti) si è voluta offrire una panoramica sui problemi nazionali che toccano le imprese e le possibili soluzioni adottate (o in via di adozione) dall'attuale Governo".
La parola è poi passata al Presidente Gianni Calisti che ha ribadito come: "quest'anno l'incontro non pone al centro il bilancio consuntivo delle attività svolte, ma una veduta più ampia che collochi al centro attese e prospettive delle piccole imprese.
Le realtà produttive della nostra Provincia vivono problemi locali e difficoltà nazionali messi a bilancio e con la voce "irrisolto".... e indubbio che si sia avviata una lunga stagione di riforme strutturali, necessarie per vedere qualche prospettiva economica. Senza una politica industriale non si va da nessuna parte ed in Italia l'ultima suddetta politica risale alla prima Repubblica. La politica economica che ci attendiamo dal Governo dovrà mettere in campo le condizioni per cambiare in profondità quelli che rappresentano gli ostacoli strutturali della nostra economia: il fisco che penalizza il lavoro e l'inefficienza della pubblica amministrazione, tanto per citarne alcuni...
I nostri imprenditori chiedono di creare le condizioni affinchè sia più facile fare impresa. Federlazio, anche attraverso i risultati raccolti da sondaggi, è intervenuta per denunciare come la ricchezza delle realtà imprenditoriali si scontri con tutta una serie di ritardi ed inadeguatezze infrastrutturali e da una mancata valorizzazione delle sue straordinarie risorse naturali.
L'economia della città di Viterbo e della Provincia deve trovare vantaggio dal rilancio del termalismo, settore che unisce le attività tradizionali con quelle del benessere configurandosi come una vera e propria industria turistica, con strutture ricettive adeguate alle mutate esigenze del mercato. All'interno dell'area in cui si trovano, le terme vanno considerate come un prodotto tipico di quel territorio e devono sviluppare ed incentivare interventi mirati a sostegno delle piccole medie imprese del comparto e dintorni. Tuttavia, i dati che ogni giorno registriamo, denunciano una vera e propria recessione e ci fanno guardare al futuro con forte apprensione" e conclude: "Ci accingiamo a chiudere il 2014 (ormai 6° anno dall'inizio della crisi) con il dubbio se siamo o meno all'inizio di una possibile risalita!".
La parola è, quindi, passata al Prof. Simoni: "Da oltre 10 anni lavoro ed insegno all'estero (prima in Svizzera e poi in Inghilterra) e sono rientrato da pochi mesi, ossia da quando lo scorso Governo mi ha chiesto di venire a dare una mano e quanto più stavo fuori, tanto più ero orgoglioso di essere italiano... pensando all'Italia mi veniva in mente la situazione di quella rana che buttata in una pentola di acqua bollente con un salto si salva, ma se la stessa rana la butto in una pentola di acqua fredda e poi accendo il gas per farla scaldare, la rana si adagia e poi muore bollita! Ed è quello che sta accadendo! Se è pur vero che questo è il settimo anno di crisi, è anche vero che bisogna ampliare le considerazioni per comprendere cosa sta facendo l'attuale Governo.
L'Italia non cresce da circa la fine degli anni '90: ma i 40 anni precedenti a questi, l'Italia è cresciuta di più degli altri paesi europei. Noi abbiamo rallentato più tardi: un po' come la rana suddetta che si è adagiata! Negli anni '80 chi aveva un'idea imprenditoriale veniva supportato dagli Istituti di credito. A partire dagli anni '90 questo cominciava a non essere più possibile. I cambiamenti sono avvenuti sia perchè ciò era inevitabile (la globalizzazione crescente portava più opportunità che richiedevano di attrezzarsi a coglierle, e più rischi) sia perchè sono state fatte scelte sbagliate (per es. l'Irap seppur è stat capace di raccogliere in sè 19 tasse dell'epoca coesistenti, si è rivelata deleteria poichè pagano di più le imprese che hanno più occupati a prescindere dai profitti che risultano dalle attività svolte ed in un paese come il nostro ricco di piccole e medie imprese è stata una vera calamità!)...
In tema di mercato del lavoro il problema non sta solo nel fatto che i ragazzi passavano da un lavoro precario ad un altro, ma (dal punto di vista dell'imprenditore) se la forza lavoro sa che ogni tre mesi potrebbe andarsene, che incentivo ha ad imparare il proprio lavoro o a migliorare? La Germania 10 anni fa era nelle nostre condizioni, ma poi è cresciuta molto nell'export ritornando ad essere oggi la locomotiva d'Europa.
Le imprese che ce la fanno e che sono di successo sono quelle che, nonostante delle leggi sul lavoro che rendono il lavoratore slegato dall'azienda, sono in grado di avere dei rapporti di lungo periodo con i propri lavoratori nonostante le leggi non lo consentano formalmente e che vanno avanti con l'autofinanziamento, o i consorzi, o un forte flusso di cassa... I problemi da risolvere sono in realtà quelli degli ultimi vent'anni che si sono accumulati: per cui bisogna prendere la rana, darle una scossa e farle fare un balzo fuori dalla pentola, altrimenti non ha speranza di vivere!
L'indizio si deve cercare nelle aziende che vanno bene, poichè in questi anni in cui si dice che tutto va male, dal 2010 al 2013 (e questo non lo sa quasi nessuno poichè si parla soprattutto delle cose che vanno male) l'export italiano è cresciuto di più di quello francese o tedesco! Come è possibile?
Perché esistono delle qualità insite nella nostra natura di italiani che nonostante la situazione difficile riescono a far ottenere successo. Noi dobbiamo correggere le cose che non vanno, togliere quegli ostacoli che impediscono di migliorare le nostre capacità naturali di adeguarci allo scambio e confronto con altre culture, alle novità in modo da velocizzare i processi di internazionalizzazione che incentivano la crescita delle aziende. Il Jobs Act è una legge che aspettiamo da 20 anni e la Germania l'ha adottato dal 2003....
Oggi che si lavora con contratti a termine, non si ha neanche il diritto di essere licenziati poichè la scadenza del contratto già determina la fine del rapporto di lavoro: chi si batte contro i Jobs Act per la mancanza del suddetto diritto, non ha senso. Il punto è di chiarire qual è l'ambito del lavoro e le sue regole, dando diritti a chi prima non ce li aveva... il Jobs Act è una grande riforma di chiarificazione dei rapporti economici ed umani. Sull'altro fronte, una delle misure più forti della legge di stabilità è il taglio della tassa che grava sul costo del lavoro: l'Irap. Tutte le imprese che pagano l'Irap, dall'anno prossimo non ne pagheranno la quota che dipende dalla quantità di occupati. Questo si somma a una decontribuzione per chi assume a tempo determinato e alle nuove regole per il mercato del lavoro...
La differenza fra sussidio a pioggia e taglio di tasse è che il primo beneficia tutti, mentre il secondo dà beneficio a chi è più bravo ed osa investire e crescere. Un altro provvedimento importante riguarda un pacchetto di misure detto "finanza per la crescita" e fa parte di quel riordino che serve a rinnovare il contesto in cui gli imprenditori e chi ha idee devono fare le cose. Si tratta di tutti quegli strumenti innovativi per finanziare le proprie aziende: i mini-bond, la facilitazione della quotazione in borsa; uno dei più importanti per le medie aziende che vogliono quotarsi in borsa riguarda la possibilità di emettere azioni con diverse capacità di voto...
Le politiche pubbliche hanno senso se vengono capite dalle persone: le ragioni profonde per cui un paese non cresce è perchè richiede una riforma costituzionale... Chiarire di chi è la responsabilità serve a fare in modo che le occasioni per approfittarsi, per mettere dei paletti per capriccio o corruzione diminuiscono. Avere una democrazia che funziona in modo più trasparente aiuta la crescita economica...
La riforma costituzionale ha un grande valore sulla crescita futura del Paese e questi cambiamenti li stiamo facendo nella convinzione che l'obiettivo non è quello di salvare il paese dal baratro, ma di riportarlo al suo posto naturale, quello della locomotiva, in scenari sempre più complessi. L'obiettivo è di trovare lo spazio normale che compete all'Italia in un mondo sempre più complicato".
A seguire il dibattito e le domande che hanno visto intervenire:

Luciano Mocci, direttore generale Federlazio
(Foto Gianni Uggeri)
- Luciano Mocci direttore generale Federlazio, che ha sottolineato la volontà degli imprenditori di rimboccarsi le maniche, seppur frenati da questioni oggettive e culturali: "Siamo un Paese che esporta ancora troppo poco" ha ribadito.
- Augusto Gigliotti della Federlazio ceramica ha annunciato l'intenzione di creare un marchio per il distretto civitonico come possibile valore aggiunto da portare sul mercato.
- Lorenzo Grani architetto edile, ha evidenziato i danni portati dall’Irap e dalle misure fatte sulle case.
Dopo una breve replica di Simoni che ha sottolineato l'importanza di produrre cultura facendo ancora più lobby: "la cultura si fa quando si inizia a promuovere in maniera diffusa chi va meglio... purtroppo noi italiani abbiamo il difetto di essere sospettosi nei confronti di chi ha successo a cominciare dai tempi della scuola... Vada che si punti il dito sulle cose che non vanno, tuttavia occorre premiare chi fa bene” Calisti ha ridondato gli auguri e l'appuntamento per l'anno prossimo in presenza di imprenditori che raccontino i loro successi.
Simona Mingolla
