Viterbo RICORDI Bruna mi vide piangere e, corse verso di me per sapere cosa era accaduto
di Bruno Matteacci

Tra mia sorella Bruna e me c'erano tre anni di differenza, ma se si analizzava il modo di fare e ragionare di Bruna ella appariva più grande.
Sempre, dico sempre, mia sorella si metteva in atteggiamento di difesa dei diritti del fratello.
La discussione che ebbe una vasta eco fu quella della lite che Bruna sostenne con un’insegnante, supplente, della prima classe elementare che, in assenza della mia carissima maestra, la signora Giuseppina Forti, si prese la libertà di ridurre la mia colazione, preparata dalla mamma, da uno sfilatino imbottito a un piccolo pezzetto con lo scopo di darne a dei bambini che secondo lei erano sprovvisti.
Bruna mi vide piangere e, corse verso di me per sapere cosa era accaduto; io le riferii che la maestra mi aveva levato lo sfilatino dalle mani e ne aveva fatti tre pezzi dando a me quello più piccolo.
Successe un pandemonio,
Bruna pur tenendo conto del gesto umano nei confronti dei due bambini, non tollerò il fatto che a me fosse stato dato il pezzo più piccolo e aggiunse, con tono alterato: "Come fanno i sacrifici i nostri genitori potrebbero fare altrettanto gli altri genitori".
La bidella signora Crochi, che ricordo ancora con simpatia, dette ampia ragione a Bruna sostenendo che quei bambini avevano già mangiato la loro colazione e quindi il comportamento della supplente fu considerato illegittimo anche dal direttore che si complimentò con mia sorella per la giusta causa da lei difesa in favore del fratello minore.
Bruno Matteacci
