Cellere POESIA I buoni propositi venivano espressi nell’annuale letterina di Natale (io ancora conservo la mia)
di Mario Olimpieri

 

Letterina di Natale di Mario Olimpieri

Quando giunge Natale, ognuno di noi ritorna con la mente agli anni felici dell’infanzia, allorché questa festa, la più bella dell’anno, allietava gli animi innocenti dei bambini, e in famiglia si respirava una particolare aria che sapeva di divino, di amore e di buoni propositi.

Questi ultimi venivano espressi nell’annuale letterina di Natale (io ancora conservo la mia), preparata a scuola e mantenuta gelosamente segreta e infine posizionata sotto il piatto del babbo, il quale sapeva ben interpretare il suo ruolo e, con gli atteggiamenti di sorpresa, infiammava il volto del figliolo, pronto a salire sulla sedia per leggere quei pensierini intrisi di bontà e di sicure promesse, nell’attesa, poi, della sospirata mancetta.

Questi ultimi venivano espressi nell’annuale letterina di Natale (io ancora conservo la mia), preparata a scuola e mantenuta gelosamente segreta e infine posizionata sotto il piatto del babbo, il quale sapeva ben interpretare il suo ruolo e, con gli atteggiamenti di sorpresa, infiammava il volto del figliolo, pronto a salire sulla sedia per leggere quei pensierini intrisi di bontà e di sicure promesse, nell’attesa, poi, della sospirata mancetta.

Adesso, con la maturità, non rimane altro che tornare a rivivere con i ricordi quel magico periodo natalizio, e beati noi se ancora conserviamo la gioia di vivere il Natale con il medesimo spirito.

Ora colgo l’occasione per formulare gli auguri di Buon Natale al nostro Direttore e a tutti gli amici della penna o, più modernamente, della tastiera.

Mario grazie e tanti cari auguri anche a te
e alla tua poesia così spontanea a naturale.

(m.g.)

Metrica: quartine di decasillabi

 

Natale  

 

È Natale e ritorno bambino;  

se dagli occhi discosto quel velo

che impedisce la vista del cielo,

da cui scende un fulgore divino,  

 

vedo allor la lucente cometa

che dirige tra tanti disagi

tre sapienti e devoti Re Magi

ormai pronti a raggiunger la meta.  

 

A Betlemme, che accoglie esultanti

i bambini, le donne e i pastori

allietati da angelici cori,

oggi è nato il gran Re dei regnanti.

 

Nella grotta sorride un Bambino,

con amor da Maria contemplato,

e con gioia assistito e adorato

da Giuseppe sul pargolo chino;               

 

entro anch’io, e la man mi conduce

di quell’angelo a me affidato:

mi presenta al Divin Neonato     

ed avvolto mi trovo di luce,

 

una luce davver celestiale 

che si spande su tutta la terra,

poi Gesù a sé forte mi serra,        

ed io vivo il più lieto Natale!  

Mario Olimpieri