Viterbo CRONACA La stanza, interamente affrescata e caratterizzata in particolare dalla presenza dello stemma di papa Clemente VIII

Il Palazzo papale
A partire da sabato 27 dicembre, il percorso di visita classico del Polo monumentale Colle del Duomo di Viterbo, gestito dalla società Archeoares e che comprende il Palazzo dei Papi, la Cattedrale di San Lorenzo e il Museo Colle del Duomo, si arricchirà con l’aggiunta della Sala Gualterio del Palazzo.
La stanza, interamente affrescata e caratterizzata in particolare dalla presenza dello stemma di papa Clemente VIII (1592-1605), è frutto dei lavori decisi dal Vescovo Sebastiano Gualterio di Orvieto (1551-1566) che volle ampliare la sua Curia riadattando le due antiche stanze a fianco dell’aula del Conclave, dotando il salone dei servi di un soffitto a cassettoni nel mezzo del quale fece porre il suo stemma e facendo scolpire il suo nome sugli architravi delle quattro porte.
Agli inizi del XVII sec., inoltre, risalgono ulteriori modifiche fatte eseguire dal Card. Tiberio Muti, vescovo della città di Viterbo negli anni 1612-1636; a lui si devono ulteriori ampliamenti del Palazzo, con l'apertura di due nuove porte nella sala e con l'inserimento del suo stemma sugli architravi di tali porte e negli affreschi.
Per maggiori informazioni e per prenotare la visita è possibile contattare i responsabili scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., chiamando i numeri 3207911328, 3381336529, 3477010187, 3208753622 oppure recandosi direttamente al Museo Colle del Duomo (Piazza San Lorenzo 8), punto di partenza della visita.
Durante le festività natalizie, il Polo monumentale (aperto tutto l’anno dal martedì alla domenica) sarà aperto tutti i giorni fino al 6 gennaio, dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00.
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La Sala Gualterio dal libro di Mauro Galeotti "L'illustrissima Città di Viterbo, 2002
Sala Gualterio o Sala del trono
Dal Salone detto del conclave, è la porta che immette alla Sala del trono o Sala Gualterio, così chiamata perché fu rifatta nel 1557, sotto l’episcopato di Sebastiano Gualterio.
Sull’architrave della porta è inciso: Io. Fran. card. de Gambara. Giovanni Francesco de Gambara.
Sugli architravi delle porte, con relativo stemma è scolpito: Tib. card. Mut. epis. Vit., Tiberio Muti vescovo di Viterbo; Seb. Gualt. epis. Vit., Sebastiano Gualterio vescovo di Viterbo.
Vi trovo:
La discesa dello Spirito santo o La Pentecoste del viterbese Filippo Caparozzi (1588 ? - 1644), già posta presso la Chiesa di san Biagio.
A destra è l’ingresso che immette nell’appartamento del vescovo, sull’architrave è inciso S. Gualterius êps Vit., con lo stemma scalpellato; più in alto è l’epigrafe in marmo:
Lacunar / huius aulae / a. Seb. Gualterio ep. Vit. / contignatum / a Math. Eust. card. Gonella ep. / instauratum / ceterasq. / pontif. aedium aulas / reparavit expolivit ornavit / Emid. Trenta ep. Vit. / a. D. MCMXXXIII.
Sul fascione, della fine del XVI secolo, che decora la sommità delle pareti è dipinto lo stemma di papa Clemente VIII Aldobrandini (1592 - 1605). Sempre sul fascione sono varie vedute con le scritte:
Angelus - Simplicitas - Turbidum abigit - Splendet in luce - Ad candida tecta - Sedibus optatis sidit - Praevia duxque rati - Celsior exurgit ventis.
Segue il quadro seicentesco di eccellente fattura Matrimonio mistico di santa Caterina, sul seguente angolo della stanza è la statua in legno della Madonna Liberatrice, fu eseguita da Natale Fiammingo e fu collocata sulla loggia del Palazzo del podestà.
Sulla parete con le finestre che si aprono sulla Valle di Faul è l’epigrafe:
Quae pluribus pontiff. maxx. / a. soec. XII ad XV mansionem praebuit / et ab obitu Clementis IV patres cardd. n. XV primum coeuntes / ad successorem Gregorium X virum sanctissimum / eligendum triennium prope excepit / aedes haec Pium IX pontificem maximum / ab itinere IV mensium et lustratione totius fere ditionis / mutina et Tuscia in urbem regredientem / III et prid. non dept. a. r. s. MDCCCLVII suscipit / eja ergo Pie cum viterbiensibus tuis / Rosae virginis civis nostrae coelestis / annuum festum nobiscum celebra nobiscum precare / imperturbatam uti pacem a Deo orbi christiano impetret / Gaspar. Bernardus Pianetti card. epus / episcopatus sui anno XXXII.
La resurrezione del figlio della vedova di Naim, di ignoto, del secolo XVII, proveniente dalla Chiesa di san Clemente.
