Viterbo CRONACA Si vuole concedere una scorta al Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta
da Giuseppe Bracchi

Il Presidente della Regione Sicilia,
Rosario Crocetta

Proprio in questo Santo giorno di Natale sono costretto ad interrompere il silenzio stampa che mi ero imposto.

Di fronte a certe notizie non si può tacere.

Dice il grande scrittore e dissidente Grossman: è necessario dire una parola, dove regna il silenzio.

Avete appreso l’ultima indecente notizia?

Si vuole concedere una scorta al Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta. Altro giro altro regalo a spese dei contribuenti, per fare cosa? Per sanzionare la santità di San Remo?

Un’altra costruzione editoriale e giornalistica, come Roberto Saviano e Ignazio Marino, il puro e duro di Mafia Capitale. Sulla cui purezza molto ci sarebbe da discutere e sulla cui… durezza in periodo natalizio è meglio non soffermarsi troppo.

Nadezda Mal’destam da una vita ci sollecita il risveglio dalla maledizione del letargo. Ma – ahimè – questa disgraziata Italia è piena di beoti, anziché di apoti, cioè di coloro che non intendono bere tutte le fregnacce del mondo. Ed ecco che allora una scorta è diventata come un posto in una  commissione, vale a dire non si nega a nessuno: da Costanzo a Saviano da Marino a Crocetta.

Basta che qualcuno in vena di scherzi alzi la cornetta del telefono o scriva un biglietto sotto i fumi dell’alcol, che il tutto diventa una questione di Stato, senza che nessuno molto più seriamente si prenda la briga di mettere sotto la lente investigativa le supposte minacce.

Eppure, l’ommo e’ niente minaccia, ammonisce Eduardo De Filippo nei panni del Sindaco del Rione Sanità, che in tanti farebbero bene a leggere o rileggere, a vedere o rivedere. Falcone e Borsellino furono avvertiti del giorno fatale? Al giudice Livatino, gli inviarono forse un biglietto o un telegramma?

Certo che no.

Ma questi grandi uomini combattevano per davvero la mafia, scoperchiando e colpendo santuari e cupole. Non credo proprio che la mafia, la camorra, la n’drangheta o chi per essi, abbiano intenzione di perdere tempo con un Crocetta qualunque o con un Saviano pessimo attore e scrittore mediocre. Per non parlare di Ignazio Marino, la cui felicità schizzerebbe alle stelle solo a pensare di avere accanto nerborute guardie del corpo con il colpo sempre in canna.

A rimetterci sarebbero solo le tasche dei contribuenti, la loro sicurezza e coloro ai quali invece una scorta serve per davvero. Marco Biagi docet!

Piuttosto la morale è un’altra. In Italia assistiamo, ancora una volta al trionfo dell’ingiustizia e dell’antipolitica (non quella messa in campo da cittadini onesti e lavoratori), ma quella stracciona ed accattona di Mafia Capitale: da sinistra a destra e da destra a sinistra, pronta a speculare sulle sofferenze dei poveri disgraziati.

Un vero e proprio commercio equo e solidale: equo perché ha fatto arricchire in parti uguali tanti cafoni e pidocchi rifatti, solidale perché tanti ladroni speravano di costruirsi solidi patrimoni. Ed in tutto questo letamaio “politico”, c’è chi vorrebbe farci credere che in certi casi ci sono Sindaci che potevano e possono non sapere, come Ignazio Marino, ed altri invece che non possono e non potevano non sapere. Tutto dipende dal colore politico. Ma è serietà questa? E’ Politica?

Ma perché questo Marino, non si dimette? Non può nuocere due volte alla città Eterna, prima come medico e poi come Sindaco.

Risparmiateci ulteriori ed inutili spese.

Gli italiani ne hanno le palle piene!!!!

Giuseppe Bracchi