Viterbo RISPOSTA Ma una cosa è certa, non è alla S.V che mi riferivo nel mio scritto
di Giuseppe Bracchi

 

Esimio ed illustre sig. Agostino G. Pasquali, devo riconoscerLe una certa abilità: quella di sapermi offrire le risposte su un piatto, non d’argento, ma proprio d’oro!!

Ignoravo del tutto, infatti, e non sapevo assolutamente che Ella, amava ed ama identificarsi (tanto per restare in tema di narcisismo!!!) col De Amicis e si dilettasse, pertanto, come quel boy scout del risorgimento a scrivere racconti del mese.

Ma una cosa è certa, non è alla S.V che mi riferivo nel mio scritto.

Ella si sopravvaluta un po’ troppo oppure soffre di manie di persecuzione, come è già accaduto in passato a qualcuno di Sua conoscenza, al quale i miei articoli turbavano il sonno o facevano venire il mal di testa. Esiste un solo modo, per evitare turbamenti, mal di testa o riconoscersi nei miei scritti: non leggerli.

Nel rassicurarla pertanto che Ella non è dallo scrivente considerato, né in veste deamicisiana (cala, cala trinché… recitava una pubblicità) né in quella di scrittore di racconti del mese, né intendendo nel modo più assoluto tirare in ballo o offendere, con la mia lettera, chicchessia: lettori o collaboratori de La Citta.eu, (pur essendo Ella da qualche chicchessia stato istigato a rispondermi: non si faccia mal consigliare!), stia tranquillo che non sarò certo io a privarla, in futuro, della soddisfazione e della capacità di donare sorrisi quando scrive.

Ma, d’altro canto, non spetta alla SV Illustrissima, né ad altri o altre come Lei, insegnarmi o suggerirmi come devo scrivere o quello che scrivere.

 Giuseppe Bracchi