Viterbo RISPOSTA Se non ce l’aveva con me, allora con chi ce l’aveva?
di Agostino G. Pasquali
Signor Bracchi, solo signore. Lasciamo perdere ‘egregio’ ‘illustrissimo’ e complimenti del genere, tipici di un mondo formale e falso.
La polemica è polemica e vuole chiarezza.
Questa è una prima risposta a caldo alla sua lettera.
Mi risponda francamente: se non ce l’aveva con me, allora con chi ce l’aveva? Dia anche agli altri collaboratori de ‘La.città’ la possibilità di sentirsi offesi e rispondere.
Non le chiedo di fare nomi, ma almeno di far capire con chi ce l’ha.
Oppure ha detto così, a vuoto? Tanto per sentirsi ‘egregio’ in senso etimologico?
Io non mi offendo se lei pensa che un po’ (come ho detto e ripeto: ‘un po’) sono deamicisiano. Lo so che De Amicis non è attuale, che ha fatto il suo tempo, ma chi ha la mia età (e forse la sua, anche se minore) l’ha letto e apprezzato e ci si è commosso.
Lei lo disprezza?
Può avere una sua ragione storica, ma la spieghi ai lettori. Non stia sull’allusione ambigua. Non sta bene per uno che ha sempre le idee chiare e nessun dubbio.
Infine, per ora, le chiedo: lei non può mai fare a meno di offendere, forse involontariamente, qualcuno?
Ora, mi dica, che le hanno fatto i boy-scout per associarli a Edmondo De Amicis che lei disprezza?
Io, al suo posto, chiederei scusa ai boy scout.
Agostino G. Pasquali
