Viterbo CRONACA Ma costui sa che chi commette atti disdicevoli va e deve rimanere in galera?
di Marco Maria Zappa

 

Il professore Ausonio Zappa

Leggo costernato che uno dei partecipanti al raid che si concluse con la morte di mio padre, non solo chiede i domiciliari lamentandosi che in carcere si sta male e che poverino è sofferente per un ‘ernia ma ha anche chiesto un risarcimento per il trattamento che subisce ogni giorno da carcerato.

E subito faccio qualche considerazione: ma costui sa che chi commette atti disdicevoli va e deve rimanere in galera? Lo sa come sono le patrie galere romene e che trattamento vi subiscono i carcerati? Lo sa che ci sono Italiani che vanno a lavorare con ernia al disco, ginocchia o spalla da operare, malesseri cronici ecc..

E non vivono a sbafo altrui come questo essere? E magari al suo tutore avvocato, (personalmente preferirei pulire i cessi di Calcutta piuttosto che imbrattarmi con simile pseudo umano) consiglio una richiesta da inoltrare al giudice per una bella cura termale al suo assistito, ovviamente a nostre spese…e io pago, direbbe Totò.

Andiamo sempre peggio! Dopo l’infamia dei domiciliari dati al Trifan, il Giuda che ha vissuto a sbafo in casa nostra (quanto vorrei vedere in faccia il giudice che lo ha scarcerato), casa che ha descritto dettagliatamente ai suoi pari autori dell’aggressione a mio padre ora anche il suo compagno di merende chiede giustizia.

Cose da pazzi! Da quando gran parte della feccia dell’Est Europa, in particolare romeni, si è riversata nel nostro paese non si campa più. Sì dico romeni perché la statistica ha il suo valore e perché è una parolina che compare spesso nei fatti di cronaca, oggi per esempio leggo di una povera 77 enne uccisa di botte da un romeno di 18 anni. Un’aggressione spropositata che ricorda quella fatta a mio padre. Leggo, ancora, un altro romeno che appicca il fuoco sulla sua compagna, l’altro che entra in casa del mio amico Andrea Marcosano e ruba una macchina e oggetti per non parlare poi di quelli, sempre loro perché così si usa in Romania, che ubriachi fradici mietono vittime sulla strada e mi fermo qui perché sarebbe un elenco interminabile.

Restando sul nostro territorio, una impressionante sequela di furti in quartieri di Viterbo e paesi limitrofi. Le forze dell’ordine, alle quali va tutto il mio sostegno ed ammirazione, fanno quello che possono, anzi devono fare attenzione che l’offesa inferta al delinquente di turno, sia proporzionale, altrimenti sono guai per padri di famiglia che rischiano la vita per pochi soldi, rischiano pene o perdita del posto.

Ma di questo ai politici non frega nulla, questi imbelli hanno votato il decreto svuota carceri   e trovano appoggio in giudici compiacenti che si credono “buoni”, per lo meno fin quando non toccherà anche a loro di subire qualcosa… in proposito sogno il giorno in cui questi privilegiati della società subiranno un’aggressione o una rapina e forse capiranno a loro spese quello che proviamo noi, comuni mortali. Noi costretti a rintanarci nelle nostre case come topi o, peggio, portati a vendere la propria casa, se isolata, per paura, un sentimento che ti si appiccica addosso e non ti molla più. Chiedetelo a chi si è vista la casa rivoltata o, peggio, come nel caso della mia famiglia subito un’aggressione mortale.

Chi si ribella a questo stato di cose non è incivile ma lo è chi vive approfittando della buona fede di sempliciotti che pensano che l’accoglienza agli immigrati nasca da sentimenti puri di solidarietà.

Per fortuna la pentola è stata scoperchiata e finalmente i fatti di cronaca stanno a dimostrare che dietro questa fantomatica accoglienza e solidarietà ci sono solo interessi dichiarati: quali? Denaro per i lestofanti, voti e quindi privilegi per i politici, denaro per chi li difende in tribunale fa caso pensare che esistono avvocati specializzati per i romeni, uno schifo e denaro per chi con il suo lavoro meschino ne cura gli interessi nelle carceri ma la lista può continuare all’infinito.

So benissimo che qualche idiota obietterà che questi sono discorsi xenofobi, razzisti, naziskin, fascisti, nazisti (chissà perché mai comunisti visto che questo regime non ha eguali per eccidi commessi nella storia) e che la globalizzazione impone, ecc… e giù balle su balle ma per fortuna so pur bene che per uno contrario ce ne sono venti favorevoli, anche se meno chiassosi, meno dichiarati “intellettuali” che si vergognano ad esternare in pubblico il proprio pensiero.

Gente che lavora in silenzio e non si sogna di delinquere “perché non ha risorse”, giustificazione assurda e se lo fa, a parte le tremende organizzazioni malavitose, non scade nella brutalità priva di ogni rispetto della vita umana.

Questa è la nostra cultura, e noi vogliamo tenercela stretta. Basta con la stucchevole tiritera che anche gli italiani nel passato sono emigrati all’estero dove sono stati accolti a braccia aperte e rispettati.

Ma dove? Se l’italiano è stato accettato è solo grazie alla cifra culturale ed antropologica che gli appartiene dall’antichità e che ha fatto comodo ricevere agli stranieri. Vogliamo riconoscere una volta per tutte che all’estero abbiamo trovato leggi chiare ed applicazione sicura?   Stando a quei tempi invito i benpensanti a fare un giretto ad Alcatraz in San Francisco, carcere dove è stato piegato un certo Al Capone.

Insomma la situazione è drammatica e senza controllo e siccome siamo “civili” e non possiamo farci giustizia da soli, c’è da sperare che una forza politica sia determinata a risolvere la questione…

Marco Maria Zappa