Viterbo CRONACA In memoria dei tre ebrei viterbesi deportati ad  Auschwitz nel 1944

 

L’artista tedesco Gunter Demnig
da www.valtrompianews.it

L’8 gennaio 2015 alle 10 l’artista tedesco Gunter Demnig sarà a Viterbo per l’installazione delle pietre d’inciampo in memoria di tre ebrei viterbesi - Emanuele Vittorio Anticoli, Letizia Anticoli e Angelo Di Porto – deportati ad Auschwitz nel 1944. Le pietre verranno messe davanti alla casa dove abitavano, in via della Verità n. 19.

La richiesta è pervenuta all’Associazione ArteinMemoria (presidente Adachiara Zevi – www.arteinmemoria.it) dai Dipartimenti di Studi Linguistico-Letterari, Storico Filosofici e Giuridici (DISTU) e di Scienze dei Beni culturali (DISBEC) dell’Università degli Studi della Tuscia. 

Le pietre d’inciampo sono un progetto artistico e memoriale di Gunter Demnig, che all’inizio degli anni Novanta del Novecento si è posto l’obiettivo di installare una pietra d’inciampo in memoria di ogni  persona perseguitata e deportata nei Lager nazisti (deportati razziali, politici, militari, rom, omosessuali e testimoni di Geova) durante la seconda guerra mondiale.

Il progetto, nato a Colonia, si è diffuso con velocità ed è entrato nelle memorie nazionali di 17 Paesi europei; nel 2010 è arrivato a Roma e in pochi anni si è esteso ad altre città italiane (tra cui L’Aquila, Prato, Genova, Brescia, Bergamo, Padova, Ravenna, Venezia, Livorno).

L’8 gennaio 2015 arriverà anche a Viterbo. Si tratta di sampietrini che si distinguono da quelli comuni in quanto sulla superficie superiore, che è in ottone, sono incisi i dati biografici (nome e cognome, anno di nascita, anno e luogo di deportazione, anno e luogo di morte) dei deportati.

In tutta Europa le pietre d’inciampo vengono collocate nel marciapiede prospiciente le case dei deportati. Le installazioni intendono ridare individualità a chi si voleva ridurre a numero. L’espressione “inciampo” deve dunque intendersi non in senso fisico, ma visivo e mentale. L’intento è quello di catturare l’attenzione di chi passa, facendolo “inciampare nella memoria”. Il progetto è dell'artista tedesco Gunter Demnig.

E' arrivato in Italia grazie ad Adachiara Zevi e al suo gruppo. Da anni l'associazione ArteinMemoria, composta da sei soci fondatori, tra cui la stessa Adachiara Zevi e il segretario Elisa Guida, porta avanti questo lavoro.

"Il coinvolgimento dell'Università della Tuscia in questo progetto - afferma il professor Leonardo Rapone, docente di storai contemporanea - deriva dalla proposta rivolta congiuntamente dal Dipartimento di studi linguistico-letterari, storico-filosofici e giuridici e dal Dipartimento di scienze dei beni culturali all'Associazione ArteinMemoria, che cura il progetto stesso delle pietre di inciampo. Abbiamo proposto loro di installare delle pietre anche a Viterbo dove ci furono deportati.

I due dipartimenti sostengono anche il costo dell'iniziativa della quale siamo particolarmente soddisfatti sia dal punto di vista sociale che da quello della memoria". D'accordo con il professor Rapone è il vice sindaco Luisa Ciambella, che aggiunge: “Il Comune di Viterbo ha pienamente accolto questa iniziativa.

Già lo scorso anno, in occasione del Giorno della Memoria, durante la deposizione della corona davanti all'abitazione della famiglia ebrea viterbese, pensammo a qualcosa di simile. Un gesto che potesse richiamare alla mente la storia, in particolar modo la storia di questi tre concittadini.

Quest'anno, grazie all'Università degli Studi e all'associazione  ArteinMemoria, potremo rendere onore a Emanuele Vittorio Anticoli, Letizia Anticoli e Angelo Di Porto con qualcosa che resterà nel tempo. Un ricordo per chi conosce quanto accaduto, e un modo per destare interesse e attenzione da parte dei giovani che ignorano questa triste pagina di storia cittadina”.