Viterbo CRONACA Sfamare da qui al 2050 nove miliardi di persone non è cosa da poco
di Luciano Pasquini

 

Ho sempre ammirato i fotografi che contribuiscono a fare grande la rivista National Gegraphic.

Sono sempre stati un modello da imitare. La mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma dal tema “Food- il futuro del cibo” in programmazione dal 14 novembre 2014 - 1 marzo 2015  è stata l’ennesima conferma, qualora ci fosse stato bisogno.

Il tema è di quelli importanti, perché trovare le soluzioni che serviranno a sfamare da qui al 2050 nove miliardi di persone non è cosa da poco. Un reportage fotografico sulle persone che in ogni luogo e latitudine producono cibo, ci porta immediatamente a contatto con una realtà fatta di agricoltori uomini e donne, piccoli e grandi, che contribuiscono a sfamare ogni giorno il nostro pianeta. 

La mostra esplora i possibili scenari futuri: L’impatto dell’agricoltura e dell’allevamento sulle risorse del pianeta, lo sviluppo incredibile dell’acquacoltura, che ha superato in produzione, gli allevamenti tradizionali nella produzione di cibo.

Lo spreco dello stesso, circa un terzo è distrutto tra produzione e distribuzione. La nuova frontiera rappresentata degli  insetti, un alimento comune in molti paesi tropicali che  potrebbero essere una scelta alternativa agli allevamenti tradizionali, perché forniscono proteine a buon mercato con un basso impatto ambientale. Negli ultimi cinque anni la produzione di biocombustibili è aumentata di cinque volte, ma di contro, possono far salire il prezzo del mais nei paesi in via di sviluppo.

L’insufficienza alimentarenuova definizione pelosadella fame colpisce più di ottocento milioni di persone nel mondo,  è  presente anche nelle nostre società occidentali e mostra, il volto impietoso delle nostre politiche fallimentari. Le circa novanta immagini esposte catturano gli occhi e la mente, offrono una visione d’insieme difficilmente fruibile, contribuendo a renderci  consumatori consapevoli delle limitate risorse del pianeta Terra e dell’importanza strategica dell’Agricoltura nel prossimo futuro. 

Luciano Pasquini    

Foto N.G. e archivio Cap Viterbo.