Viterbo PENSIERI IN LIBERTA' Ma cosa è la Candelora? E perché ricorre il 2 febbraio?
Miei carissimi lettori,
come ormai sapete sono una miniera inesauribile di domande!

Foto di Enrico Pasqualini
Tantissime volte ho avuto modo di ascoltare questo proverbio popolare:
“Per la santa Candelora O che nevichi o che plora, Dell’inverno siamo fuora; S’egli è sole o solicello, Siamo ancora a mezzo il verno (anche in una delle sue molteplici varianti regionali, la romanesca: Quando vien la Candelora, De l’inverno semo fora; ma se piove o tira vento, De l’inverno semo drento)”.
Ma cosa è la Candelora? E perché ricorre il 2 febbraio?
Innanzi tutto mi incuriosiva l’ etimologia del termine: cito fonte illustre a spiegarcela (o rammentarcela!):
http://www.treccani.it/vocabolario/candelora/
“candelòra s. f. [lat. tardo (festum) *candelorum per candelarum (v. candelaia); il mutamento di genere è prob. dovuto a incrocio con (festum) cereorum, cioè «festa dei ceri», come anche fu chiamata in alcune regioni]. – Nome dato in passato, in molte lingue (ingl. Candlemas, ted. Lichtmess), alla festa della Purificazione di Maria Vergine e in seguito, con la riforma liturgica postconciliare [rinnovamento della liturgia cattolica di rito latino avviato dal Concilio Vaticano II (1962 – 1965, ventunesimo e ultimo concilio ecumenico, ovvero una riunione di tutti i vescovi cattolici del mondo, per discutere di argomenti riguardanti la vita della Chiesa cattolica) sotto i pontificati di Giovanni XXIII e Paolo VI], attribuito alla festa della Presentazione di Gesù al tempio (2 febbraio) e, oggi come in passato, all’annessa benedizione delle candele con relativa processione.”

Cappella Scrovegni, presentazione (Giotto)
Il proverbio popolare, riferito al rituale della Candelora, fu introdotto dal patriarca di Roma Gelasio (Papa Gelasio I, Cabilia, regione dell’Algeria, 400 d.C. – Roma, 21 novembre 496 d.C., fu il 49º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo; il suo papato durò dal 1º marzo 492 alla sua morte) intorno all'anno 474 d.C., in sostituzione della cerimonia pagana dei Lupercali (ne accenneremo nel corso della nostra chiacchierata), dalla quale ha assunto qualche ispirazione procedurale.
Il termine “Candelora” contraddistingue, dunque, una ricorrenza religiosa, ma, ad essa, la tradizione popolare ha associato molti proverbi con numerose varianti locali (ne abbiamo già gustati un paio in apertura).
Mi accompagnate a scandagliare e scoprire gli aspetti di questa celebrazione?
Innanzi tutto, parliamo un po’ della commemorazione religiosa. Il potente strumento “internettiano” mi ha molto aiutato, come di consueto: condividerò, con voi, nel nostro breve excursus, le mie fonti, così, qualora seminassi proseliti, costoro potranno approfondire gli aspetti che desiderano!
http://it.wikipedia.org/wiki/Candelora
http://it.wikipedia.org/wiki/Per_la_santa_Candelora_se_nevica_o_se_plora_dell'inverno_siamo_fora

Presentazione al Tempio
Il 2 febbraio la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù (Lc 2,22-39), popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”, come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.
La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura del sangue mestruale per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.
Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l'Epifania), e la prima testimonianza al riguardo ci è data da Egeria (pellegrina).
Purificazione
Egeria è nota anche come Eteria, era una scrittrice romana del IV-V secolo, non abbiamo riferimenti precisi circa la sua data di nascita e di morte, autrice di un’opera, Itinerarium, in cui racconta il suo viaggio nei luoghi santi della cristianità. Il capitolo 26 dell’ Itinerarium Egeriae narrava come a Gerusalemme si celebrasse con grande solennità il quarantesimo giorno dopo l’Epifania, con una processione all’Anàstasis (oggi basilica del Santo Sepolcro) cui tutti prendevano parte.
La denominazione di “Candelora” data popolarmente alla ricorrenza deriva dalla somiglianza del rito del Lucernare, di cui parlò ancora Egeria: “Si accendono tutte le lampade e i ceri, facendo così una luce grandissima” (Itinerarium 24, 4), con le antiche fiaccolate rituali che si facevano nei Lupercali (antichissima festività romana che si celebrava proprio a metà febbraio).
Ma la somiglianza più significativa tra le due festività si ha nell'idea della purificazione: nell'una relativa all'usanza ebraica:
« Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L'ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione » (Levitico 12,2-4); nell'altra riguardo alla februatio.

Lupercali
I Lupercali (Lupercalia, in latino), erano, infatti, una festa religiosa che si celebrava nel mese purificatorio di febbraio, dal 13 al 15, in onore del dio Fauno, divinità della campagna e dei boschi e protettore del bestiame ovino e caprino, particolarmente oggetto, durante questo mese apice dell’inverno, ad attacchi di lupi affamati.
Le fonti relative a questa celebrazione sono varie.
Le origini della festa sono avvolte nella leggenda: secondo Dionisio di Alicarnasso e Plutarco (rispettivamente, Dionisio di Alicarnasso, Antichità romane, I, 80, 1-3 & Plutarco, Vita di Romolo, 21, 4.), i Lupercali potrebbero essere stati istituiti da Evandro (un eroe greco, figlio di Erme e di una ninfa arcadica, Carmenta; duce di una colonia di Arcadi che, proveniente da Pallantio, si sarebbe fissata sul Palatino dove allora regnava Fauno e dove egli avrebbe introdotto la festa dei Lupercali).
Dionigi d'Alicarnasso, o Dionisio (60 a.C. circa – 7 a.C.), storico e insegnante di retorica greco antico, vissuto durante il principato di Augusto, nelle Antichità Romane, sua opera principale, proponeva, inoltre, l’ipotesi suggestiva che Lupercalia ricordassero il miracoloso allattamento dei due gemelli Romolo e Remo da parte di una lupa che da poco aveva partorito (I,79, 6).
Plutarco (46 d.C./48 d.C. – Delfi, 125 d.C./127 d.C.) un biografo, scrittore e filosofo greco antico, vissuto sotto l'Impero Romano, di cui ebbe anche la cittadinanza e dove ricoprì incarichi amministrativi, nella sua opera più famosa, le Vite parallele, biografie dei più celebri personaggi dell'antichità, descriveva i Lupercalia come riti di purificazione.
Ovidio (43 a.C. – 18 d.C.), poeta elegiaco romano, lasciò la propria testimonianza in merito a questa ricorrenza nella sua opera, I Fasti, dedicata proprio ad esplicare feste religiose ma anche aneddoti, commemorazioni e celebrazioni del calendario romano.
Infine… nella Roma antica il mese di febbraio era un momento contrassegnato dal caos, dal rimescolamento tra vecchio e nuovo (non a caso è ancora oggi legato al Carnevale, la festa celebrativa della confusione e del ribaltamento delle regole).
Macrobio (390 d.C. circa – 430 d.C. circa, filosofo, scrittore e funzionario romano) sosteneva che la parola latina februarius fosse connessa ai riti purificatori. Februare infatti significa purificare, espiare.
Durante il suo episcopato Papa Gelasio I ottenne dal Senato l'abolizione dei Lupercali ai quali fu sostituita nella devozione popolare la festa appunto della Candelora.
Nel VI secolo la ricorrenza fu anticipata da Giustiniano (meglio noto come Giustiniano I il Grande, 483 d.C. – 565 d.C., imperatore bizantino, dal 527 alla sua morte) al 2 febbraio, data in cui si festeggia ancora oggi.
Il giorno successivo, il 3 febbraio, si celebra la festa di San Biagio, che viene spesso rappresentato con candele alle quali, se benedette il giorno precedente, si attribuisce un potere taumaturgico.
… e così siamo ritornati alla nostra curiosità iniziale!
Ma le suggestioni “appetibilissime” per una curiosona come me sono tutt’altro che terminate!
La Candelora fu celebrata anche in alcune tradizioni religiose precristiane, ed alcuni studiosi rilevano come si tratti di una festività introdotta appunto in sostituzione di una preesistente.
Nel mondo romano la Dea Februa (Giunone) veniva celebrata alle calende di febbraio (nel calendario romano i mesi seguivano il ciclo della luna. Il primo giorno di ogni mese corrispondeva al novilunio (luna nuova) ed era chiamato “calende”, da cui deriva il nome “calendario”).
Nella tradizione celtica si celebrava la festa detta Imbolc, che segnava il passaggio tra l’inverno e la primavera ovvero tra il momento di massimo buio e freddo e quello di risveglio della luce.

Imbolc
Nel Neopaganesimo Imbolc era uno degli otto sabba (celebrazioni neopagane) principali, legato alla purificazione ed ai riti propiziatori per la fertilità della terra.
Ma vediamo qualche altra curiosità: a Catania la Candelora è assorbita dalla Festa di Sant'Agata, santa patrona della città, della quale si ricorda il martirio nei giorni che vanno dal 3 al 5 febbraio.
In Francia, invece, la Candelora (Chandeleur) è conosciuta soprattutto per essere il giorno delle crêpes che vengono preparate in tutti i modi.
In Francia, infatti, sono un simbolo tradizionale di amicizia e alleanza e i mezzadri le offrivano ai loro padroni. La leggenda narra che, in occasione della Candelora il 2 febbraio, si usava esprimere un desiderio quando si voltava la crêpe nella padella.
La consuetudine potrebbe addirittura avere origine nel V secolo, quando Papa Gelasio, molto caritatevolmente, volle sfamare dei pellegrini francesi stanchi ed affamati, giunti a Roma per la festa della Candelora, e perciò ordinò che dalle cucine vaticane si portassero ingenti quantitativi di uova e farina, con i quali sarebbero state create le prime rudimentali crepes, che successivamente divennero poi di uso molto comune in Francia.
Quasi quasi mi è venuto appetito! Di seguito qualche suggerimento di base per mettersi ai fornelli:
http://it.wikipedia.org/wiki/Crespella
… per chi osa sperimentare…
http://www.angiecafiero.it/2013/01/20/la-crepes-crepe-della-candelora/
Permettetemi un mio personalissimo suggerimento, una ricetta “casalinga” tramandata da generazioni nella mia famiglia e attualmente campeggiante nel nostro personale ricettario: sono deliziose!!!
Per iniziare, ecco la “materia prima” occorrente:
Ingredienti: 250 gr di farina, 4 uova, 500 ml di latte, 50 g di burro, sale, un cucchiaio di rum, zucchero al velo vanigliato.
Utensili: ciotola per impastare, frusta a mano, padella.
Ed ora… le operazioni da compiere!
Procedimento: mettere in una ciotola la farina e unire il latte amalgamando bene il tutto con la frusta. Aggiungere sale, burro e rum e mescolare; unire le uova e mescolare nuovamente. Lasciare riposare in frigorifero per un’ora circa, quindi ungere una padella con poco olio e cuocere le crepes. Spolverizzare con zucchero a velo e servire. Se vi piace potete farcirle le crêpes con creme, marmellata, salse al cioccolato, panna, burro e zucchero o liquore. Basta sbizzarrirsi!
… chiudo la parentesi culinaria con un “Buon appetito”!
Ma… i metereologi, invece, cosa dicono???
Accanto alla celebrazione religiosa, la tradizione popolare ha affiancato proverbi per ipotizzare come evolverà la seconda parte della stagione fredda. Purtroppo le credenze popolari variano da regione a regione ed in alcuni casi si trovano in opposizione tra di loro.
Tra i detti più sentiti e citati sulla Candelora primeggia il seguente:
“Madonna della Candelora
dell'inverno sèmo fòra
ma se piove o tira vento,
de l'inverno semo ancora 'rento.”
In sostanza, sulla base di questa tradizione, la Candelora sancirebbe la fine dell'inverno, ma se il tempo è brutto allora l'inverno durerà un altro mese almeno.
C'è però anche una versione opposta che recita:
“Per la Santa Candelora
se nevica o se plora
dell'inverno siamo fora,
ma se l’è sole o solicello
siamo sempre a mezzo inverno”
In Romagna si potrebbe sentire anche:
“Se piôv par Zariôla
quaranta dè l'inveran in z'arnôva” ovvero "Se piove per la Candelora si rinnovano quaranta giorni d'inverno”.
A Trieste per la Candelora c'è questo proverbio chiaramente legato alla Bora scura o alla Bora Chiara:
“Se la vien con sol e bora
de l'inverno semo fora.
Se la vien con piova e vento,
de l'inverno semo drento.”
In Piemonte si potrebbe sentire:
“Se l'ors a la Siriola la paia al fa soà
ant l'invern tornom a antrà”
ovvero “se l'orso alla Candelora fa saltare la paglia (il giaciglio) si rientra nell'inverno”
A Napoli invece si dice:
“A Cannelora Viero è fora! Risponde San Biase: Vierno mo' trase! dice a vecchia dint' a tana: ...nce vo' 'nata quarantana! cant' o monaco dint' o refettorio: tann' è estate quann' è Sant'Antonio!” che tradotto recita: alla Candelora l'inverno è finito! Risponde San Biase “ L'inverno ora inizia!” . Dice la vecchia dentro la tana “Ne mancano ancora 40”. Canta il monaco dal refettorio “L'estate arriva quando viene Sant'Antonio”.
A Foggia infine si potrebbe sentire:
“Se p'a Cannelore ne chòve 'u virne se ne more” ovvero: se nella Candelora non piove/ l'inverno muore.
Le interpretazioni di questi proverbi sono dunque decisamente eterogenee e molto legato alle condizioni meteo locali.
Di seguito il link mia fonte, per ulteriori approfondimenti!
A noi non resta che attendere e… verificare la veridicità di questi detti popolari! Ah, dimenticavo…la vostra esperienza in merito ai giorni della merla? La tradizione rispondeva alla realtà?
Ringraziandovi per avermi accompagnato in questa chiacchierata, vi saluto e… alla prossima!
Barbara Pasqualini
Note & didascalie alle immagini:
Giotto_-_Scrovegni_-_-19-_-_Presentation_at_the_Temple:
Giotto di Bondone (1267-1337), Cappella Scrovegni a Padova, Vita di Cristo, Presentazione al Tempio
http://commons.wikimedia.org/wiki/File:Giotto_-_Scrovegni_-_-19-_-_Presentation_at_the_Temple.jpg
b_0_600_0_00_images_articles_lupercalia-pic-7
http://lupercalia-edmonton.com/lupercalia/index.php/volunteering
imbolc
http://www.muinmound.org/Rituals/Imbolc_Children_Ritual_Historical_Precedent_Book.htm
Purificazione
Pier Antonio Novelli (sec. XVIII), Purificazione di Maria, CHIESA DEI SANTI GEREMIA E LUCIA, Venezia
http://digilander.libero.it/santigeremiaelucia/immagini24.htm
candelora
