Viterbo CRONACA Destinatari della petizione saranno il Ministro dell'Istruzione, il Presidente della Repubblica ed il Presidente del Consiglio
Giuseppe Bracchi

 

Sarà inviata entro il 20 febbraio prossimo da alcune associazioni laiche e cattoliche, una petizione sull'educazione affettiva e sessuale nelle scuole (per firmare la petizione online: www.notizieprovita.it).

Destinatari della petizione saranno il Ministro dell'Istruzione, il Presidente della Repubblica ed il Presidente del Consiglio.

Ben cinque sono le associazioni che hanno dato vita all'iniziativa. Si tratta dell'associazione Pro Vita Onlus, Associazione Italiana Genitori, l'Associazione Genitori delle Scuole Cattoliche, il Movimento per la Vita ed i Giuristi per la Vita.

Scopo della petizione sarà sensibilizzare le coscienze, l'opinione pubblica e le Istituzioni affinché “i nostri figli possano trovare nella scuola, non ideologie destabilizzanti come l'ideologia gender, ma progetti, corsi e strategie educative che permettano uno sviluppo sano della loro personalità, in armonia con la famiglia e con le istanze etiche, rispettosi di tutti ed in primis della natura umana”.

“Sempre più diffusa – afferma la nota delle Associazioni promotrici della Petizione – è la consapevolezza che ci troviamo di fronte ad una vera e propria emergenza educativa, in particolare, per quanto riguarda le tematiche dell'affettività e della sessualità. Molti hanno già reagito contro la subdola introduzione della teoria del gender nelle scuole di ogni ordine e grado (fin dagli asili nido) con il pretesto di “lottare contro la discriminazione”.

Tuttavia anche quando non si arriva a questo punto, in molti casi l'educazione sessuale è priva di riferimenti morali, discrimina la famiglia e mira ad una sessualizzazione precoce dei ragazzi. Inoltre, i suddetti progetti educativi e perfino la “strategia nazionale” dell'UNAR, vengono sovente redatti con la collaborazione esclusiva di associazioni LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) senza l'adeguato coinvolgimento di associazioni ed enti rappresentativi dei genitori”.

“Per questi motivi – conclude la nota delle Associazioni .- con questa petizione chiediamo al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio e al ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, non solo di disapplicare la “Strategia nazionale” dell'UNAR e di impedire la diffusione di ogni progetto educativo che ad essa si ispiri, ma soprattutto di emanare precise direttive affinché tutti i progetti, corsi, strategie educative, si conformino ad alcune linee guida, prevedendo in particolare:

  • Che venga rispettato il ruolo della famiglia nell'educazione all'affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell'art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, e evitando il contrasto con le “convinzioni religiose e filosofiche” dei genitori.

  • Che sia oggetto di spiegazione e di studio la ragione per la quale la nostra Costituzione all'art. 29, privilegi la “famiglia come società naturale fondata sul matrimonio”.

  • Che si educhi a riconoscere il valore e la bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica , funzionale, psicologica e sociale che ne consegue.

  • Che si educhi al rispetto del corpo altrui e al rispetto dei tempi della propria maturazione sessuale ed affettiva.

  • Che si porti a riconoscere che l'attività sessuale non si riduce alla dimensione del piacere, ma che comporta delle conseguenze gravi e dei doveri importanti”.

Giuseppe Bracchi