Orte CRONACA Ai piedi della cattedrale un gigantesco pupazzo di ferro e di paglia aspetta la sua ultima ora
di Tiziana Mancinelli
C’è il cappellaio matto, ci sono i puffi, c’è Superman, Batman, l’Uomo ragno, fate, streghe, vampiri, cavalieri e principesse che irrompono sulla piazza e nei vicoli antichi trasportati dall’onda della fantasia che rapidamente ricopre lo spazio della realtà, identificandosi con essa, nell’ultimo giorno di quel magico momento dell’anno che è il Carnevale, un’isola del tempo sulla quale gli adulti possono vivere come i bambini.
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E’ il martedì grasso di Orte: ai piedi della cattedrale un gigantesco pupazzo di ferro e di paglia aspetta la sua ultima ora, è il re del Carnevale e sa che il suo tempo sta per finire, al termine della giornata gli sarà dato fuoco per chiudere la parentesi di festa di questi giorni.
Nel frattempo i bambini gli corrono intorno e lo riempiono di schiuma e di stelle filanti mentre dall’altro lato della piazza i Baraba’s band, portati dall’agenzia “Zeromillecento” di Vittorio Ioppolo, accompagnano con il loro spettacolo musicale l’ingresso dei carri.
In pochi minuti numerosi gruppi mascherati danno vita a un variopinto carosello, intrecciano balli e trenini e Orte esplode di canti e di risa.
In un angolo una graziosa cagnolina di razza Labrador di nome Belinda è alle prese con un intraprendente “cucciolo” umano travestito da Dalmata e finisce sotto un mucchio di coriandoli. Sulla torre l’orologio segna gli ultimi minuti di interregno tra la realtà e la fantasia, ma nessuno sembra accorgersene.
Al termine della giornata la lotteria accende un sorriso in più sulla bocca di alcuni fortunati che se ne vanno con cesti pieni di dolci, cibo, vino. L’iniziativa è stata organizzata dalla Pro loco e dalla classe 1974.
Tiziana Mancinelli
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