Viterbo CRONACA Una piazza ridotta un immondezzaio ed una fontana di inestimabile valore irrimediabilmente danneggiata
di Giuseppe Bracchi

 

Roma, Piazza di Spagna

Scusate, ma quando ci vuole ci vuole.

Non è possibile, tapparsi gli occhi, chiudere la bocca o mettersi le manette ai polsi per non scrivere tutta l'indignazione che si prova e frenare il fiume d'ira e di parole che sgorgano naturalmente dal più profondo del cuore e dell'anima, dopo quanto si è visto accadere in Piazza di Spagna in occasione della gara di Coppa in programma a Roma tra i giallorossi e gli olandesi del Feeyenoord.

Una piazza ridotta un immondezzaio ed una fontana di inestimabile valore irrimediabilmente danneggiata dall'azione premeditata e lucida di una truppa di vandali, sono l'esito di un prepartita calcistico, sul quale naturalmente valuteremo abreve innanzitutto il metro e la misura dei provvedimenti che l'Uefa vorrà prendere contro la società olandese di Rotterdam.

Vedremo cosa sarà capace di mettere atto la giustizia del francesino Platini, tanto acrimoniosa quando si è trattato di punire la curva laziale facendo scattare la gara a porte chiuse, quanto ancora silenziosa nei confronti della società olandese di Rotterdam in vista, soprattutto, della gara di ritorno. Ma questa purtroppo è la Francia della Dea Regione, con la puzzetta sotto il naso, la pernacchia tra le labbra ed il peto nel cervello.

Quanto invece ai nostri politicanti e tutori dell'ordine che difronte al disastro in parte anche loro, dovrebbero avere il buon gusto di dimettersi, dopo aver chiesto scusa ai cittadini italiani tutti, ecco che invece i medesimi si palleggiano come in una partita di calcio, responsabilità e competenze come se stessero parlando ad un popolo di coglioni e di beoti. Sindaco Marino, la smetta di batter cassa anche in terra olandese.

Difronte al divieto di vendita degli alcolici scattato ad una certa ora del giorno o della sera, dove erano i suoi vigili urbani e la sua polizia municipale, mentre orde di olandesi ubriachi continuavano a bere in barba al divieto di cui sopra?

Sig. Questore di Roma Capitale, nome sì roboante da non adirsi alla sua persona, innanzitutto mi chiedo: chi ce l'ha messa in quel posto? La politica? Una raccomandazione? Palazzo Chigi? In ogni caso, anziché percepire ancora profumati emolumenti a fine mese, alla faccia della sua incompetenza, ci faccia il piacere: se ne vada! Altro che meglio l'immondizia che i morti. Certi slogan mi ricordano molto da vicino l'imbecillità e la castroneria (nel senso proprio della castrazione) di certuni i quali sostenevamo l'esser meglio rossi che morti. Io invece dico, insieme a tanti altri (e sono la maggioranza!!), che hanno ancora nella zucca quel piccolo granello di sale che si chiama buon senso, né rossi né morti. Mutatis, mutandis, né immondizia né morti.

In tempi in cui perfino un bambino è capace di monitorare Internet, twitter ed altre diavolerie parlando, dov'erano Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, mentre orde di olandesi, si davano appuntamento a Roma sulla via online, per ubriacarsi e combinare quello che poi hanno combinato? E' questa la prevenzione per la sicurezza dei cittadini? Abbiamo diritto di chiedercelo e di chiederlo soprattutto al Ministro degli Interni Ponzio Pelato Alfano, altro politico di mestiere ancora sullo scranno?

Ed intanto mentre a Roma si fa chiachiericcio, Sagunto viene espugnata. L'Isis, minaccia, minaccia. Ma che minacciate a fare? E chi? Come ha detto giustamente in piazza Giorgia Meloni, se un'orda di 500 ubriaconi olandesi sono stati capaci di mettere Roma a ferro e a fuoco, ai nuovi Saraceni sarà sufficiente munirsi di archi e frecce per occupare l'Italia dalle Alpi alla Sicilia.

Povera Italia, povero italiani, in che mani!!!!!

Giuseppe Bracchi