Viterbo PENSIERI IN LIBERTA' Confesso che, leggendo l’articolo di Patrizia Labellarte, ho fatto un salto indietro nel tempo di molti anni
di Barbara Pasqualini

Questa sera, aprendo la mia casella di posta elettronica, ho avuto una simpatica e piacevolissima sorpresa: sono stata interpellata dal caro Claudio (Santella) circa le tradizionali frittelle di San Giuseppe!
Ebbene, vi confesso che, leggendo l’articolo di Patrizia Labellarte, che ha così ben saputo amalgamare le origini storiche della tradizione con una gustosa ed invitante ricetta, ho fatto un salto indietro nel tempo di molti anni.
Non mi ero mai interrogata, nonostante la mia proverbiale curiosità, circa le ragioni di preparare dei dolci tipici in occasione della festa di San Giuseppe, tuttavia… ne avevo gustati i prelibati effetti!
Era infatti consuetudine, a casa dei miei nonni paterni, che il giorno 19 marzo, festa del papà, venissero cucinate le tipiche frittelle! La consuetudine s’è persa, negli anni, per varie ragioni che non sarò qui ad enumerare…
All’epoca io ero piuttosto piccola e poco propensa a mettermi ai fornelli, ma ricordo ancora bene il gustoso sapore di questi dolcetti, che la nonna preparava credo proprio come magistralmente spiegato da Patrizia. Era un sapore, per il mio palato, particolarissimo, quello del riso cotto nel latte che è alla base dell’impasto, inconsueto e assai gradevole!
Qualunque fosse il giorno della settimana in cui si celebrava questa festività, la nonna cucinava grandi quantità di queste prelibatezze, che poi distribuiva equamente tra figli e nipoti!
Naturalmente la ricetta era “top secret”, per tutti ma non per i famigliari, tuttavia io non le ho mai cucinate, sarebbe stato come usurpare il ruolo spettante di diritto ai patriarchi!
Però… ne conoscevo un’alternativa sempre piuttosto invitante: le ciambelline di San Giuseppe.
Qualche volte le abbiamo preparate, la mia mamma ed io, e devo ammettere che son piuttosto buone… e, soprattutto, preparandole non usurpavo alla nonna la sua mansione ufficiale!
Vi va di sperimentarle? Non sono troppo difficili da realizzare, anche per una cuoca poco provetta come me.
I loro ingredienti sono (per circa 40 ciambelle):
farina bianca (circa 300 grammi);
zucchero semolato (circa 160 grammi);
due uova;
un tuorlo;
una bustina di vanillina;
lievito in polvere;
olio extravergine di oliva;
sale.
La preparazione richiede circa un’ora.
Cerco di sintetizzare il procedimento in modo semplice e chiaro.
Si devono sbattere in una ciotola le due uova intere ed il tuorlo con 60 grammi di zucchero, la vanillina, un pizzico di sale e due cucchiai di olio. Si aggiungono poi 275 grammi di farina bianca setacciata insieme a mezzo cucchiaino da caffè di lievito; il tutto va mescolato con cura fino ad ottenere una pasta perfettamente liscia.
Si divide poi la pasta in 20 parti uguali, per formare, con questi pezzetti, dei rotolini grandi quanto una matita e lunghi circa 26 cm.
Questi ultimi vanno divisi a metà e usati per realizzare una ciambellina rotonda, perfettamente saldata alle estremità. Le ciambelline si sistemano su un vassoio coperto con un telo leggermente infarinato.
Si mette sul fuoco l’apposita casseruola dei fritti con abbondante olio; quando sarà ben caldo, ma non bollente, vi si tufferanno le ciambelline, poche per volta, e si lasceranno friggere finchè non assumeranno un bel colore dorato.
Dopo averle ben sgocciolate, andranno passate subito nel restante zucchero semolato, sistemandole poi su un vassoio coperto con carta bianca da cucina.
Una volta che tutte saranno fritte e passate nello zucchero, si potranno porre a monticello su un piatto di portata; se servite subito saranno… ancor più deliziose!
Buon appetito!
Barbara Pasqualini
