Viterbo CRONACA “Salvini Salvaci tu” recitava un cartello, “Salvini ti aspettavo” replica un altro con la foto del Duce in divisa
di Emanuela Dei

Siamo a 1200.

In poco più di quattro giorni già sono mille e duecento le adesioni alla petizione che riguarda l'applicazione della “Legge Scelba”, riguardante il reato di Apologia di fascismo, per le persone che parteciparono alla manifestazione di Matteo Salvini.

Il 28 febbraio Matteo Salvini era a Roma.

L'abile stratega stava promuovendo una campagna che si muoverà per il sud dell'Italia. Non c'è più divisione tra nord e terroni, il nemico non è più la Roma ladrona o i siciliani che non hanno voglia di lavorare. In “Noi con Salvini” c'è posto per tutti.

I nemici principali sono gli stranieri che vengono a rubare cibo lavoro e scorrazzano sul territorio senza che nessuno li controlli, l'euro che ci rende deboli, affamati e schiavi di Bruxelles e Matteo Renzi che nel momento del bisogno pensa solo a leggi elettorali e al Presidente della Repubblica.

Salvini, anche se Bossi non la pensa come lui, vorrebbe che il sottotitolo della Lega Nord diventasse “per l'indipendenza nazionale” e non più “per l'indipendenza della Padania”.

A Roma, Casa Pound si è alleata con il giovane verde dalle felpe che parlano: Padania is not Italy, Riciclo io, Marò liberi subito, Renzi a Casa, Io sto con Staccio. Il 28 febbraio in Piazza del Popolo non erano in molti. Tra i suddisti c'erano soprattutto esponenti di An, ex Msi e ex Forza Italia rimasti orfani di un leader. “Salvini Salvaci tu” recitava un cartello, “Salvini ti aspettavo” replica un altro con la foto del Duce in divisa. E pensare che solo nel 1994 Bossi aveva detto: “Mai con i fascisti!”.

Insomma, durante la manifestazione è bastato poco per scaldare gli animi: un po' di musica, una bella marcia giù per il Pincio, un paio di vaffa al posto giusto ed ecco che tante braccia tese si sono alzate sopra teste deliranti. Sono apparsi anche striscioni e bandiere inneggianti alla passata dittatura fascista.

Ma non è reato, dicono alcuni? Reato? Sì, la legge n. 645, del 20 giugno 1952, non sanziona chiunque promuova ed organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e le finalità di riorganizzare il Partito Fascista?

Dai, non ci credo! E ancora, la legge italiana non punisce chi esalti pubblicamente esponenti o principi o fatti o finalità antidemocratiche del disciolto Partito Fascista? O Madonna, si va in galera per un po' di nostalgia? Sì, la legge è chiara: da sei mesi a due anni di reclusione e da 206 a 516 euro a chi non sa combattere contro l'amore per vecchi e neri ideali.

Chi ha partecipato alla contro manifestazione “Mai con Salvini” questa legge la conosce bene e non ci sta. Nuove strategie, infarcite di antiche parole cariche di odio, non hanno attecchito a Roma. Sempre il 28 febbraio a Piazza Venezia, più di ventimila giovani hanno manifestato pronti a difendere la memoria di chi ha combattuto per un'Italia democratica.

I sostenitori della petizione per l'applicazione della “Legge Scelba” riguardante l'Apologia di fascismo continuano a promuovere la petizione via Internet. Solo il tempo per scrivere questo articolo e le adesioni sono diventate 1348.

Emanuela Dei